Il principe cerca figlio: un sequel con molti dubbi

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C’era una volta un bellissimo film  del 1988  di John Landis con Eddie Murphy, Arsenio Hall e John Earl Jones.

Una commedia brillante e divertente con una sceneggiatura perfetta,  attori in stato di grazia, originalità e nessun luogo comune.

Il film narrava di Akeem (Eddie Murphy), principe dell’immaginario Regno di Zamunda e del suo viaggio alla scoperta dell’amore vero.

Armato di bagagli reali il giovane si reca a New York con il suo fedele amico Sammy (Arsenio Hall) e fingendo di essere un semplice pastore, trova lavoro da Macdowell (alter ego di Macdonald) prima e una ragazza da amare dopo.

Il film termina con un reale matrimonio a Zamunda con famiglie al seguito,  petali di rosa sparsi ovunque e naturalmente un  Happy ending da antologia.

Sono passati svariati anni ma il fascino del film di Landis non è tramontato,  anzi la pellicola registra uno share altissimo ad ogni passaggio televisivo ed é tra i film più visti in streaming sulle piattaforme in cui è visibile.

Ecco perché la notizia della produzione di  un sequel non ha lasciato indifferenti i tanti fans e non solo.

Titolo Il principe cerca figlio, cambio di regista, (Craig Brewer) storia, un po prevedibile:  un figlio illegittimo scovato a New York per risollevare le sorti del Regno di Zamunda.

Confermato tutto il cast originale (anche Arsenio All), ritroviamo i personaggi storici con  l’ aggiunta di un improbabile capo di un gruppo alternativo ribelle a Zamunda, (Wesley Snipes), tre figlie di Akeem e naturalmente il figlio maschio  ritrovato tra le pieghe di un passato lontano.

Niente da ridire se non che tutto viene enfatizzato e trasportato in questa nuova pellicola con una operazione di forzatura evidente.

I personaggi sembrano caricature di loro stessi, non solo per l’evidente invecchiamento fisico maldestramente mascherato dagli effetti digitali, ma soprattutto per una macchiettizzazione (voluta?) che li ha resi stereotipi di loro stessi.

Quelle che erano le potenzialità di ogni personaggio nel film originale divengono qui fastidiosi déjàvu che non danno nulla di nuovo ad un plot troppo prevedibile.

Fin dall’inizio intuiamo ciò che accadrà e non c’è originalità nello svolgimento delle vicende personali di ogni carattere.

Il re in punta di morte, il principe non capace di generare il maschio erede, la figlia primogenita potenziale vera regina (il girl power insegna), il figlio illegittimo rapper senza arte né parte, la madre dell’illegittimo esageratamente estroversa nonché burina.

Una sensazione di stanchezza e ripetitività aleggia per tutta la durata del film e alla fine sembra davvero restare poco di una pellicola che tristemente ricorda appena il suo eccellente predecessore.

Pura operazione commerciale evitabile.

Sandra Orlando

Se vuoi leggere il mio articolo precedente clicca sul link qui sotto:

Tradimento in letteratura

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