“Il prezzo della sposa”

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Tempi duri per le statue nelle piazze di tutto il mondo. Da settimane sulle strade degli Stati Uniti accade che, i manifestanti che hanno occupato le piazze da giorni dopo la morte di George Floyd, se la prendano con le statue di Cristoforo Colombo e altri personaggi che hanno contato nella storia di quel Paese.

Idiozia pura.

La stessa cosa capita in Inghilterra dove s’è dovuta proteggere la statua di Wiston Churchill. Ora anche in Italia qualcuno prende esempio e chiede di rimuovere da un parco di Milano una statua , quella di Indro Montanelli, uno dei giornalisti più importanti d’Italia.

A fare quest’ultima richiesta sono stati i “Sentinelli“, organizzazione antifascista.

I Sentinelli hanno motivato la richiesta legandola al fatto che «fino alla fine dei suoi giorni Montanelli ha rivendicato con orgoglio il fatto di aver comprato e sposato una bambina eritrea di dodici anni perché gli facesse da schiava sessuale».

Ci indigniamo giustamente difronte a queste parole, ma nessuno ricorda o conosce, che questi errati retaggi antichissimi si sono mantenuti fino allo scorso secolo in molti paesi del meridione d’Italia. Lì le ragazze giovanissime venivano date in sposa per questioni economiche a uomini molto più grandi d’età.

Quando partorirai se sarà maschio tienili; se sarà bambina esponila” (tratto da una lettera scritta da un operaio egiziano nel terzo secolo d.C).

Sappiamo benissimo che significato ha questa frase; le bambine e le ragazze, dall’alba dei tempi sono viste e usate come merce in molte culture. Ma sono moltissime le storie come quella di Montanelli e a tal proposito, leggete e documentatevi sulla storia che sto per raccontare.

La storia è quella di Assunta Casella, venduta anche lei dalla famiglia indigente all’età di 14 anni ad un uomo di più di 20 anni più grande. La ragazzina, dalla Sicilia venne portata dal marito in Piemonte e costretta a prostituirsi e quindi a subire angherie di ogni genere.

Assunta, la cui famiglia l’ha venduta per pochi soldi, da sola in un’altra regione non sa dove andare, fino a quando, esasperata dalle violenze dopo 40 anni, uccide il marito soffocandolo con un cuscino.

La Procura piemontese per lei chiede l’ergastolo ma si arriva al patteggiamento di una sentenza di 21 anni.

E’ stata venduta dai genitori per 500 mila lire e privata dell’affetto della famiglia, si è trovata costretta a prostituirsi e a subire violenze per una vita intera.

40 anni di abuso e violenza e si è liberata da questo a 60 anni.

Il gesto fatto è sbagliato, ma personalmente comprendo il dolore e la sua disperazione.
Non aveva le capacità per chiedere aiuto e liberarsi dal marito in modo legale.

Vissuta dapprima nell’ignoranza di un mondo rurale e arcaico, col padre padrone, poi nel mondo violento della prostituzione.

In moltissimi casi di femminicidio, agli uomini vengono concesse diverse attenuanti come “raptus per gelosia”, “stress da separazione”,… e in pochi anni sono liberi.

A questa donna non è stata concessa nessuna attenuante.

Una vita mai vissuta.

Una ragazzina venduta per pochi soldi.

In Francia è già successo un caso simile: Jaqueline Sauvage uccise il marito che la picchiava e stuprava le figlie e il Presidente François Hollande le concesse la grazia.

E in Italia?

Angela Amendola

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