Non so voi ma a me capita sempre più spesso di rimanere esterrefatto mentre assisto al “dibattito politico” e, ultimamente, anche ad alcune trasmissioni TV persino a carattere divulgativo, diciamo scientifico, culturale…

Unica eccezione sulla rete “ammiraglia” è Alberto Angela.

Ci sono – e meno male – i vari canali dedicati come RAI scuola, RAI cultura,…ecc…ma quello è un altro discorso.

Per verificare il “grado di diffusione generale della cultura e della conoscenza” occorre inevitabilmente guardare le cosiddette “reti generaliste”.

E il panorama appare desolante. Alla Camera, al Senato, in TV, sui giornali… parla e fa opinione una marea di gente presuntuosamente “ignorante” nel senso che ignora molto di ciò di cui parla offendo, di conseguenza, una informazione parziale se non errata e nel migliore dei casi insignificante…

Senza arrivare ai “Grandi fratelli”, alle “Isole dei presunti famosi”,…faccio alcuni esempi drammaticamente seri.

Ma si doveva aspettare una “pandemia” per capire quanto i nostri ospedali erano impreparati?

Oppure per “tastare con mano” l’inadeguatezza degli strumenti per fare didattica a distanza?

Per capire quanto, al di là degli spot, gli operatori delle telecomunicazioni hanno lasciato scoperte dalla rete internet aree intere del Paese giudicate “non interessanti” perché magari poco abitate?

Oppure per renderci conto di quanto “minimo se non inesistente” sia il “senso civico” degli italiani che non scaricano l’app immuni, che vanno al bar dimentichi che esiste un virus in agguato, che portano mascherine fashion ma sotto al naso, che passeggiano in un mercato cittadino a stretto contatto con venditori venuti da fuori Regione tutti senza alcuna protezione mentre la Polizia Municipale comodamente prende il sole per sfruttare una inattesa bella giornata ottobrina?

Solo per dirne qualcuna.

E poi a proposito di cultura devo dire che ultimamente ho assistito sbigottito ad una trasmissione TV dalla Sede RAI di Torino che “letteralmente esaltava” l’uso di droni come strumenti di assistenza ai soccorsi in caso di calamità naturali!

Ridicolo e spiego perché.

Perché dal 2007 al 2010, quindi ben più di 10 anni fa, l’Italia ha messo in orbita 4 satelliti radar chiamati Cosmo Sky Med che rappresentavano e ancora rappresentano il TOP dei sistemi di monitoraggio della Terra e coi quali si possono fare indagini accurate, prevenire disgrazie e, udite udite, guidare i soccorsi in caso di calamità naturali.

Proprio le sue immagini radar, infatti, riprese in occasione di alcune fra le più gravi catastrofi naturali come il ciclone Nargis in Birmania, il terremoto in Cina e gli uragani Hannah e Ike su Haiti, già dal 2008, sono state utilizzate dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni umanitarie impegnate negli aiuti alla popolazione con successo e fior di ringraziamenti ufficiali alla Agenzia Spaziale Italiana per l’ottimo lavoro svolto proprio tramite i Cosmo!

La frana di Sarno? Crolla Ponte Morandi? Con Cosmo si poteva capire e agire in tempo.

Ma questi sono solo alcuni esempi delle eccezionali capacità operative di COSMO-SkyMed, il più avanzato programma di osservazione satellitare terrestre mai realizzato dall’Italia e nel Mondo per il monitoraggio dell’ambiente, la prevenzione dei disastri, lo studio della superficie terrestre e per la sicurezza.

E la RAI, ben 12 anni dopo, fa un servizio TV nel quale parla di droni come fossero la frontiera della scienza e della tecnologia nel monitoraggio della superficie terrestre…

Ehi RAI già lo facciamo da almeno 12 anni e con “oggetti” molto più sofisticati di un drone che, come ovvio, non può che essere solo strumento di supporto locale non potendo dare una visione di insieme che solo un satellite può realizzare.

Facciamo sempre queste “figurelle” da incompetenti perché, ne sono sicuro, ancora oggi ben pochi sanno che l’Italia è una vera potenza mondiale nel settore spaziale, dato che con Cosmo può “sbirciare” cosa succede a terra su una mattonella di 20 x 20 cm…di giorno, di notte, col sole e con le nuvole!

È tornando sulla terra, la rete internet ancora copre solo le zone ricche e popolose mentre fior di psicologi parlano male della didattica a distanza (DAD).

Ma la rete internet e la DAD, secondo voi, non dovevano essere strumenti già operativi, funzionanti e diffusi capillarmente la prima e rodata ed usata normalmente la seconda…covid o non covid?

E se uno studente prende una banale influenza a causa della quale non può andare in Università, perché non dovrebbe poter assistere da casa alle lezioni del suo corso di laurea?

Cosa che, a mio avviso, prescinde dal covid…

E vogliamo parlare di coloro che sparlano delle misure di contenimento emanate dal Governo, tanti ragionevoli e logici cittadini pronti a criticare il perché di massimo 6 ospiti in casa a cena giudicandola una idiozia e poi beatamente stanno con la mascherina sotto al naso, non scaricano l’app immuni perché tanto nessuno la usa e prendono l’aperitivo al bar alla Domenica tutti “vicini vicini” dopo essere stati in Chiesa seduti a un metro l’uno dall’altro, disinfettati e composti?

Si aprono e subito si richiudono le scuole e cosa si sente in giro?

Colpa del Governo… protestiamo tutti a Piazza del Popolo, NO VAX, NO MASK, NEGAZIONISTI… ma colpa del Governo oppure (vedi sopra) di coloro che a scuola stanno distanziati, seguiti e curati (come sui banchi della Chiesa) e poi quando escono tutti “vicini vicini” come se niente fosse (prima di pranzo ci vuole un aperitivo al bar)?

Insomma  proprio il Paese dei Puffi brontoloni… e sono stato buono!

NB: nell’articolo sono presenti link di approfondimento.

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Pino De Nicola
Mi chiamo Giuseppe De Nicola (per gli amici "Pino") e sono un ingegnere. Nella mia vita, lavorativa e non, ho avuto molte esperienze e tutte mi hanno convinto di due cose semplici: “da soli non si va da nessuna parte” e “non aspettare che gli altri facciano per te… anzi”. Proprio da queste convinzioni nasce (anche e non solo) “SCREPmagazine”, un luogo virtuale in cui ci si ritrova per stare insieme e per condividere passioni, di qualsiasi genere ma tutte legate sempre e comunque dal “filo rosso” del rispetto, della collaborazione, della cultura, del "mettersi in gioco" e del talento…

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