Il mondo cambia e purtroppo cambia in peggio…

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Non piove, i raccolti seccano, l’Adriatico risale il Po salando quell’acqua che una volta era dolce, scoppiano incendi ma I Canadair – aerei anfibi concepiti specificamente per la lotta antincendio – cominciano ad avere problemi di approvvigionamento, Putin bombarda creando oltre alle stragi e ai crimini di guerra, un disastro ambientale, madri che uccidono figlie e uomini che uccidono donne, negli Stai Uniti la Corte Suprema (che dopo questa sentenza a mio avviso è diventata la Corte delle Supreme Scemenze) di fatto legalizza il porto d’armi, Putin blocca il grano affamando l’Africa e non fornisce più gas parzialmente o completamente a vari Paesi Europei e in ultimo il COVID imperversa…mentre folle di maschietti e femminucce mostrano sui vari social una quantità di inutili idiozie senza precedenti e in un quartiere periferico di Roma due balordi entrano in casa di una novantanovenne, la legano e le rubano pochi spiccioli e una catenina d’oro!

Certo che occorre un sistema nervoso davvero molto stabile per sopportare tutto.

Basta manifestare?

Basta sdraiarsi nel GRA e bloccare il traffico a “colpi di striscioni” e resistenza passiva?

Oppure è più utile ritirarsi in casa a far nulla che tanto … ?

In tanti invocano “un cambiamento” e di certo parecchie cose sarebbero da cambiare ma chi pensa ad un Mondo a “compartimenti stagni” mostra di non aver capito nulla.

Mi spiego…basta vedere cosa ha comportato e comporta tutt’ora l’aggressione della Ucraina scatenata da anacronistiche e frustrate mania di grandezza da parte della Russia.

Posso fare attenzione all’ambiente qui in Italia ma basta una sola bomba lanciata in Ucraina a disseminare il Mondo di porcherie e rifiuti oltre a morti e sofferenze.

E che dire del Sarmat? Nuovo missile a lungo raggio con 10 testate atomiche a bordo che il “mitico Putin” ha enfaticamente annunciato sarà pronto per fine anno?

Oggi a Roma fa caldo. In tutta Italia fa caldo. Colpa dei famigerati ”cambiamenti climatici”.

Ma da cosa dipendono questi cambiamenti? Quali le cause? E noi che possiamo fare?

Le cause sono principalmente tre:

  1. l’uso intensivo dei combustibili fossili;
  2. deforestazione;
  3. agricoltura/allevamento intensivi.

Tutte queste sono attività che rilasciano nella atmosfera “gas di scarto” che di fatto mutano il clima.

Di certo ognuno di noi dove e quando può – a mio avviso – dovrebbe diventare un “piantatore seriale di alberi”.

Ovunque. Sul balcone, nei terreni, nell’orto, nei parchi, nelle aiuole sotto casa…

Di certo consumare meno carne e se possibile, tornare a fare anche l’ortolano…aiuta.

Ma la vera sfida viene dai combustibili fossili…e non mi riferisco solo alle auto ma a tutti quei sistemi che usano tali combustibili per riscaldare, produrre energia, muoversi in auto…

Il vero problema è quello…ma che direbbe l’operaio di quella nota casa automobilistica licenziato perché nessuno compera più auto a benzina/diesel? O l’operaio di quella nota casa produttrice di ceramiche e sanitari che si ritrova a casa perché i forni dell’azienda sono spenti?

La vera sfida del futuro a mio avviso si gioca su tre temi:

  • Nel giro di un decennio ridurre l’uso dei combustibili fossili di almeno due terzi a livello globale riconvertendo al solare il fabbisogno energetico equivalente.
  • Nel giro di un decennio piantare alberi nella maggior parte delle aree del Pianeta visto che dal 2017 la deforestazione procede al ritmo di 40 campi di calcio al minuto!
  • Rielaborare ed attuare nuovi modelli di sviluppo alimentare sostenibili che evitino sprechi e ridistribuiscano in maniera significativa la disponibilità di cibo nelle aree del Mondo…ed in questo forse una pensata seria a livello delle più prestigiose Facoltà di Economia del Pianeta potrebbe fornire utili spunti.

10 anni, tutto in massimo 10 anni e senza troppi “vertici”, riunioni, conferenze, BRICS, UE, NATO, FAO,…

 

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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