Hubert e Kalisa

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C’è una storia che sta commuovendo il web ed è la storia di Hubert e Kalisa, una coppia di leoni africani che si trovava allo zoo di Los Angeles e che entrambi sono stati sottoposti ad eutanasia, per non far soffrire l’uno della perdita improvvisa dell’altro.

È una storia molto commovente quella raccontata su Facebook dalla pagina ufficiale del Los Angeles Zoo and Botanical Gardens.

Una storia d’amore drammatica, quella tra i due leoni, che non sanno vivere l’uno senza l’altra.

E così, lo zoo ha annunciato in un lungo post di aver preso una difficile e terribile decisione: quella di farli morire insieme.

Hubert e Kalisa sono nati, vissuti e morti in cattività: tra loro esisteva un legame unico.

Negli ultimi tempi purtroppo si muovevano a fatica e non mangiavano quasi più.

Per questo i veterinari e i vertici dello zoo hanno deciso di salutarli insieme nel loro viaggio verso il Ponte dell’Arcobaleno.

La loro è una storia d’amore che li ha legati indissolubilmente, nati e cresciuti in un’area a loro dedicata, ma senza trascorrere un solo giorno della loro esistenza liberi.

Sempre insieme come una vera coppia e resteranno così nella memoria dei visitatori dello zoo di Los Angeles e di tutti coloro che li hanno visitati.

Dopo aver letto questa notizia mi sorge spontanea una domanda: gli animali provano emozioni e sentimenti?

Anche la ricerca scientifica moderna sta convalidando l’ipotesi diffusa da alcuni stusiosi che gli animali provano emozioni come noi. Sono infatti in grado di sentire gioia, dolore, gelosia, rabbia.

Sta diventando sempre più evidente, soprattutto nei mammiferi ma anche negli uccelli, che gli animali sono sensibili alle emozioni degli altri .

Sono empatici, anche nei nostri confronti.

Una risorsa che ci lega come esseri viventi l’uno all’altro, permette di “addomesticarci” a vicenda, condividere quello che si prova, comunicare, sintonizzarci, connetterci.

Si discute se l’emotività animale è uguale a quella umana, se gli animali provano emozioni in modo identico a noi.

Del resto però anche tra uomo e uomo ci sono differenze nel modo di vivere e manifestare affetti e passioni.

Sappiamo inoltre che gli animali sono in grado di esprimere la loro vita emotiva attraverso varie forme di comunicazione, la maggioranza delle quali tuttavia sono ancora a noi sconosciute.
Non si sa se gli animali sperimentano tutte le emozioni umane o se ne esistono alcune tutte loro misteriose per l’uomo.

Ma non ci addoloriamo allo stesso modo quando perdiamo una persona cara?

Non si deprime ugualmente un cucciolo, proprio come un bambino, se viene prematuramente allontanato dalla mamma?

Che dire degli elefanti che quando si ritrovano, sventolano le orecchie emettendo un vocalizzo particolare di saluto?

Non è dolore l’emozione che vivono gli animali quando vengono allontanati dal gruppo o l’atteggiamento abbattuto dopo la morte di un compagno fino a smettere di mangiare e persino lasciarsi morire?

Nel luglio del 2012 un gruppo internazionale di scienziati ha sottoscritto “La dichiarazione di Cambridge sulla coscienza” nella quale si afferma che la maggior parte degli animali è cosciente e consapevole allo stesso livello degli esseri umani.

Una proclamazione importante che dovrebbe indurre a fare un passo indietro rispetto alla nostra supponenza, a ripensarsi in relazione ai nostri simili che sono gli animali appunto.

Riflettendo sul modo in cui ci rapportiamo a loro, rivedendo atteggiamenti di utilizzo, abuso o sfruttamento nei loro confronti.

Pensare che non siamo una specie distinta rispetto alle altre e alla Terra, e che la nostra specie non è nemmeno così evoluta.

Angela Amendola

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