Gli italiani del Sud emigrano a Nord, mentre gli italiani del Nord “scappano” all’estero.

In pratica un fuggi fuggi generale.

Per la verità anche dal Sud si va direttamente all’estero e ciò succede in prevalenza da Palermo, Cosenza, Catanzaro e Messina. Mah…coincidenze!

Quindi in barba ad ogni luogo comune, si emigra più al Nord che al Sud e Milano è la città italiana da cui si scappa di più in rapporto alla popolazione, molto più di Napoli e di Roma.

Questi sono dati ufficiali come emergono dalle statistiche dell’ISTAT e le motivazioni principali di questo fenomeno sono attualmente riconducibili alle migliori condizioni di lavoro e di livello retributivo che la meta all’estero è, normalmente, in grado di offrire.

Ad esempio alcune fra le province più ricche d’Italia e con minore disoccupazione come Reggio Emilia, e Modena, registrano più di 2 emigrati per ogni 1000 abitanti mentre da Catanzaro, Messina, Trapani, Napoli, Salerno, Brindisi, Taranto e Roma, si emigra molto meno rispetto a Milano.

Coincidenze? Ovvero Milano è un punto di arrivo o un trampolino, una sporta di tappa intermedia?

Milano, insieme a Palermo, risulta infatti la città italiana da cui ci si trasferisce di più all’estero in percentuale sulla popolazione, con un tasso di circa il 2,15% ben al di sopra di circa l’1,90% della media italiana.

Questo potrebbe far pensare, come già detto, che dal Centro Sud ci si trasferisce al Nord e, magari successivamente, dal Nord si fa il salto verso l’estero. Milano rischia quindi di diventare nel tempo una semplice “tappa di passaggio” nei flussi di quella “popolazione pregiata” che cerca condizioni migliori di vita e opportunità più importanti.

Si possono tirare in ballo mille ipotesi ma personalmente ritengo che ridurre tutto e solamente al denaro, alla carriera, alle possibilità di divertimento, di relazione, in una sola parola, “alla qualità della vita”, sia fuorviante.

Tra l’altro occorrerebbe “riempirlo” di concetti concreti il “bottiglione” della qualità della vita e non solo “di grappa” prima dei comizi…

E nemmeno “vari interventi di riassetto istituzionale e dello Stato come in passato e ancora oggi vengono confezionati e snocciolati da eminenti politici a volte in odore di filosofi o di “verde incamiciati” tipo autonomie, federalismi, secessioni …ecc, alla lunga vanno a incidere in quella che vorrei chiamare “l’anima della gente, di un popolo”, quella forza che sprona se non addirittura istiga a rimanere dove si è, a combattere per il bene del posto dove si è nati…pur fra mille e mille difficoltà.

Occorrerebbe quindi puntare con decisione non all’appiattimento rassegnato verso particolarismi e mediocrità ma alla valorizzazione dell’eccellenza, del protagonismo di tutta quella “gente di buona volontà” che si rimbocca le maniche, ci mette la faccia e intraprende nuove avventure anche imprenditoriali, che in modo netto e chiaro aspiri sempre al meglio da e per se stessi e rifletta questa forte aspirazione e questo enorme sforzo sulla propria città e sulla propria gente.

Occorre portare il meglio dell’Italia nel Mondo ed il Mondo migliore in Italia.

A mio avviso è una vera e propria priorità nazionale ed in pratica, concretamente, cosa voglio dire?

Premesso che – oggettivamente – alla fine di tutto qualche spezzone di costa salentina o il mare della Calabria, solo per fare due esempi, valgono molto di più rispetto ad un posto – rispettabile – dove per sei mesi fa buio e per altri sei mesi sta sempre il sole alto, a mio avviso la radice prima su cui ognuno dovrebbe intervenire sia all’interno della propria testa che nei rapporti con gli altri, è sintetizzabile in un semplice concetto: “qui non si intrallazza più, questo non è il posto dove ognuno fa come gli pare, come gli viene, questo è il posto del RISPETTO”.

Non occorre conoscere il Primario per essere trattati bene al Pronto Soccorso.

Non occorre minacciare l’insegnante perché il proprio figlioletto prenda buoni voti.

Non occorre, come successo a me stamane, rimanere in silenzio dopo aver guardato una apparentemente rispettabile Signora che prima ha commentato malamente i cumuli di immondizia romana sparsi in giro per strada e poi dieci metri più avanti ha buttato per terra la confezione in plastica di uno snack (come ovvio chi scrive ha polemicamente fatto notare… “Signoraaaa … le è caduto questo”…).

E dunque se questo è il “setting mentale di partenza”, non solo le coste salentine e calabresi, i panorami affascinanti del Sud Italia, le pietre e i monumenti lungo le consolari romane, le 99 fontane dell’Aquila, ecc … dovranno essere pulite, ben tenute, ecc… ma non servirà nemmeno insediare grandi industrie o novelle start-up per creare occupazione.

Basterà solo ricevere in modo moderno, educato, all’avanguardia … chi viene “a guardar l’Italia”, a mangiare in Italia e magari da Nord viene anche a Sud, alla ricerca della vera qualità della vita, della cultura e del benessere… ma senza intrallazzi, raccomandazioni, mafie, maleducati, oziosi, incompetenti.

Utopia? Forse, ma una cosa è certa: “meglio non è altrove”!

Prima lo capiamo, meglio stiamo…altrimenti…

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