“Forsan haec olim meminisse iuvabit”

Forse un giorno ci farà piacere ricordare queste cose

Così scriveva Virgilio nell’Eneide quando Enea cercava di dare conforto ai suoi compagni nel momento del pericolo.

L’eroe virgiliano aveva un disegno da realizzare: la fondazione di Roma.

Aveva abbandonato la sua patria e le difficoltà del viaggio non furono davvero poche.

Ma con la sua determinazione e con il suo coraggio portò a termine il suo progetto.
Era in gioco la sua missione: costruire la città per il suo popolo.

Stavo leggendo il verso dell’Eneide ed ho subito pensato che in questo momento tutti abbiamo una missione da compiere: liberare il mondo da una minaccia terribile.

E ciascuno di noi deve condurre la sua battaglia, affrontare ogni pericolo e cercare la salvezza.

Poi mi sono chiesta: “cosa mi resterà di questo periodo, cosa mi farà piacere rispolverare magari un giorno lontano?”…

È difficile adesso rispondere a tale quesito.

Cosa ci sarà di piacevole da ricordare di tutto il dolore che quotidianamente ci passa dinnanzi agli occhi? Sono disorientata perchè ciò che stiamo vivendo sembra davvero un incubo, la trama di un film di fantascienza.

Forse ancora non siamo pienamente consapevoli di quanta devastazione attraversi il mondo e di quali scenari sarà in grado di aprire questa sofferenza dentro e fuori di noi.

Sono ferme nella nostra mente le immagini delle migliaia di morti, dello strazio di un trapasso vissuto nella solitudine più dolorosa, delle città senz’anima, dei vecchietti impauriti e lontani dagli affetti più cari, di un mondo fermo, paralizzato.

Non sarà affatto piacevole ricordare le strade inghiottite dal silenzio e una umanità senza più forze, ricordare la reclusione forzata nelle abitazioni, la gente disperata perchè ha fame, mentre la natura ci stava tendendo la mano.

Non sarà piacevole ricordare la lontananza dagli affetti, la mancanza di momenti di condivisione con gli amici.

Ma avremo sicuramente imparato qualcosa.
Avremo imparato che un abbraccio, una carezza, un bacio valgono più di mille parole.
Avremo imparato la ricchezza della quotidianità monotona, sempre uguale a se stessa.
Avremo imparato che per sopravvivere a volte è fondamentale affidarsi alle memorie e ai sogni.
Avremo imparato che da soli non si va da nessuna parte: dobbiamo tenerci per mano.
Avremo imparato che la libertà non ha prezzo.
Avremo imparato a rimanere aggrappati alla speranza, ultima dea.

Piera Messinese

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Piera Messinese
Sono nata il 13 Novembre del 1966 a Lamezia Terme, in Calabria, ove risiedo. Sono sposata ed ho una figlia. Se dovessi scegliere un attributo che possa caratterizzarmi, questo sarebbe “eclettica”. Sono “governata da uno spirito fortemente versatile” che mi dà energia, per cui mi sento letteralmente assetata di nuovi stimoli. Sono innamorata della scrittura da sempre e la mia formazione classica ha contribuito a mantenere vivo in me tale sentimento. Grazie alla passione per i classici latini e greci in primis ed in seguito agli studi universitari in Medicina e Chirurgia, ho potuto rendere creativa la mia elasticità mentale. Ma “illo tempore fu il Sommo” a rubarmi il cuore e così “Galeotta fu la Divina". Amo, quindi, leggere e scrivere e ritengo che ciò sia fondamentale per la crescita di ogni individuo. Flaubert diceva: _”Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.”… Sono Socia Fondatrice di “Accademia Edizioni ed Eventi”, Associazione culturale con sede a Roma che si occupa di cultura e di promuovere il talento. Scrivo su SCREPmagazine, rivista dell'Associazione, su cui curo varie rubriche.

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