di Damien Chazelle con Ryan Gosling, Claire Foy  2018

Neil Armstrong , il primo uomo  ad essere andato sulla Luna, è sicuramente un Eroe per ogni generazione passata e futura. Un eroe dalla personalità silenziosa e non eclatante, poco incline al successo mediatico e dal carattere riservato. 

Il film di Chazelle ripercorre gli anni dal 1961, pilota di aviazione, al 1969, quando il 20 Luglio del 1969  fece emozionare tutto il mondo: ” Un piccolo passo per l’uomo, un piccolo grande balzo per l’umanità”: le parole pronunciate da Armstrong una volta giunto sulla Luna, da sempre rimaste nella memoria collettiva, rappresentano un pò il tema conduttore della pellicola; la scoperta intesa come Viaggio Collettivo, porta misteriosa che si affaccia sul Nuovo, sulle opportunità di conoscenza, su un esterno stellare che si fa meno fatica ad esplorare rispetto al mondo degli Uomini. E’ poi questa la peculiarità mostrata dal personaggio di Armstrong( un Ryan Gosling sempre convincente): un carattere schivo, introverso, poco incline alla massa e alla comunicazione esterna verso un pubblico sempre più curioso di invadere il privato della sua Vita. 

Da una parte quindi il racconto delle sua impresa, dei risvolti politici e sociali e della pericolosità legata al viaggio ( ambienti ristretti, luci e rumori assordanti), dall’altra la claustrofobica dimensione familiare, la freddezza di un uomo che porta con se un dramma irrisolto ( la morte della figlia) e una moglie ( ottima interpretazione di Claire Foy) che tenta disperatamente e con molta autoironia di supportarlo in ogni modo. 

Alla fine il film risulta gradevole e, anche se con qualche lungaggine evitabile, Chazelle consegna un prodotto di notevole impatto visivo con una sequenza iniziale davvero magistrale.

Sandra Orlando

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