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Filippo De Pisis (parte prima)

FILIPPO DE PISIS (parte seconda)
“Natura morta con tinca”
Olio su tela 55 × 44 cm

De Pisis è stato un artista sempre in bilico tra la pittura “metafisica” e quella “impressionista”, conservando però uno stile unico e personale.

I temi prevalenti sono paesaggi parigini, fiori e nature morte, ma sempre sottolineati da una visione riposante.

Ogni sua opera dà emozioni poetiche: che si tratti di ritratti, paesaggi o nature morte, si percepisce una grande attenzione all’equilibrio compositivo dell’immagine.

Gli accostamenti insoliti di pesci, conchiglie, ortaggi, bottiglie, vasi, piatti evidenziano il confronto con i suoi contemporanei (De Chirico, Savinio, fratello di De Chirico, Morandi).

L’utilizzo del colore, mai aggressivo, testimonia lo studio della pittura veneziana e la passione per Manet, Renoir e Sisley.

Il tutto reinterpretato attraverso la sensibilità di un grande pittore e poeta.

“NATURA MORTA CON TINCA”

Durante gli anni che il pittore trascorre a Parigi (1925-1939), alle impressionistiche vedute della città colte en plein air (vedi foto), si affiancano quadri d’atelier nei quali De Pisis indugia sulle “cose” abituali di tutti i giorni.

L’artista porta sulla tela tutte le sue sensazioni interiori che parlano di vita, di colore, di movimento.

Note fondamentali della sua pittura sono senza dubbio la luminosità e i giochi di luce, tipici dei pittori impressionisti francesi.

Proprio in questo periodo l’artista esegue molte nature morte aventi come soggetto i pesci.

Con la sua tipica maniera, fatta di pennellate sapientemente veloci, De Pisis rappresenta una tinca appoggiata sopra un tavolo, o forse in uno spazio aperto, come potrebbe anche suggerire il blu scuro all’orizzonte.

Gli equilibri dei colori usati per rendere le squame verdi del pesce contrastano con la monocromia dello sfondo, che immerge però il soggetto in un’atmosfera dolce e coinvolgente.

Con “Natura morta con tinca” De Pisis rivela a noi spettatori uno spaccato di vita vissuta, non perdendo però di vista la classicità che dona alle opere un tocco di raffinatezza ed eleganza.

CONCLUDENDO:

Alcune pubblicazioni propongono come sottotitolo dell’opera “Omaggio a Courbet”.

Tale riferimento pone la natura morta di De Pisis a confronto con “La trota”, dipinta dal pittore francese nel 1872 e considerata dalla critica un “capolavoro courbettiano“.

Nel confronto non sfigura di certo il pittore ferrarese, anzi, con la sue composizioni figurative ogni opera ci trasmette un messaggio: come le pagine di un diario, un’analisi appassionata delle proprie emozioni.

Bruno Vergani

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