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Fernando Botero (parte prima)

FERNANDO BOTERO (parte seconda)
“Ballerina alla sbarra”
olio su tela

Influenzato dalle forme dei visi volumetrici del pittore di origine spagnola Antonio Bueno e dal “muralista” messicano Diego Rivera, Botero crea animali, figure rigonfie e distorte per accentuare la sensualita’ dei suoi soggetti o enfatizzare la dimensione comica.

Enigmatico, inquietante, si concentra sistematicamente sull’esagerazione degli elementi.

Botero ha creato uno stile provocatorio, tanto che ancora oggi le sue opere, nonostante parte della critica sfavorevole, hanno un grande successo in tutto il mondo.

L’uso di colori piatti e brillanti, per chi non lo sapesse, rappresentano un omaggio all’arte popolare latino-americana.

“BALLERINA ALLA SBARRA”

In quest’opera, del 1988, è rappresentata una ballerina alla sbarra durante una lezione di danza classica.

Noi tutti ci aspetteremmo un corpo esile, che sappia tramettere leggerezza, poiché la legge della danza, severamente austera, lo impone.

Botero invece, come il suo carattere, coraggiosamente compie un atto trasgressivo. Va oltre il suo aspetto fisico perchè, se osserviamo, ci troviamo davanti agli occhi una ballerina buffa e grassoccia, mentre in realtà i classici canoni delle ballerine sono l’esatto contrario.

In quest’opera il pittore colombiano è superlativo, riesce a rovesciare le aspettative in un’ambiente dove anche un chilo di troppo viene visto come un problema irrisolvibile, lui non rinuncia alla pienezza delle forme che caratterizza la sua produzione, riuscendo a dare ad un corpo “ingombrante e pesante” quella sensazione di leggerezza.

Notiamo, anche in questa scenario, l’estrema cura dei particolari: nulla viene tralasciato e ogni forma è attentamente curata e definita.

Le pieghe del bianco tutù, la corrispondenza del colore rosso delle scarpette, degli orecchini, della tenda e del fiocco sul capo.

I colori sono accesi e luminosi, in netto contrasto con la cupezza della donna con lo sguardo vuoto e assente.

Da notare la presenza dello specchio che dona profondità all’opera e rende lo spazio e la prospettiva molto più ampia.

La stesura del colore compatta e uniforme, denota l’assenza di ombreggiature e l’uso di colori, come dicevo prima, mai cupi.

PER FINIRE:

Fernando Botero contrappone e unisce la leggerezza e la grazia della danza alla costituzione obesa della protagonista stessa del quadro.

La ragazza di Botero è un’agile obesa o se si preferisce è una danzatrice dotata, come tutte le sue opere dedicate al ballo, di una pesante grazia.

<<Nessuno mi crede. Io non ho mai dipinto una donna grassa nella mia vita. Dipingo solo la sensualità, l’essenza dell’esistenza. È una visione filosofica, una posizione concettuale. L’importanza della forma, del volume è da sempre nella storia dell’arte. Da questo concetto sul volume nasce il mio linguaggio. Per questo, ripeto: non ho mai dipinto una donna grassa nella mia vita>>.
(Fernando Botero)

Bruno Vergani

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