Favola contemporanea
(racconto breve)
No, non è possibile, pensava angosciata Marela, anche la guerra adesso a dare ulteriore peso al cuore e alla mente.
Le immagini che scorrono sugli schermi sono strazianti e il silenzio che creano non è “menefreghismo”ma dolorosa incredulità.
Bambini che piangono, uomini costretti a lasciare la famiglia per andare in guerra, case abbandonate per proteggersi nei rifugi.

Era necessaria questa ulteriore guerra quando già nel mondo ce ne sono tante altre che stanno continuando a mietere vittime innocenti?
Marela non è una stratega, non ha forse le giuste risposte militari ma sa per certo che le guerre portano solo dolore e distruzioni.
Possibile non si riescano a trovare accordi pacifici?
Intanto le immagini alla televisione fanno vedere delle manifestazioni pacifiche del popolo russo per la pace purtroppo finite in tantissimi arresti.
Ma perché il genere umano ha tanta voglia di supremazia?
Ecco Marela sa ormai che non capirà mai come mai la cattiveria riesca a vincere sempre sul bene.
Adesso piange a dirotto Marela, alle bellissime e commoventi immagini della nascita della piccola Mia, nella metropolitana sotterranea di Kiev.
È lei l’emblema della favola contemporanea, la vita che nasce, nonostante la guerra e la distruzione.
Lei che con il suo vagito di vita ha donato, per un attimo, una sensazione di normalità subito ripiombata, però nella realtà.
E noi, noi pensa Marela possiamo solo pregare e sperare che si rinsavisca al più presto…ma sa già che sono solo illuse speranze.
Mia spero che la tua nascita sia luce in questo inferno.
Antonella Ariosto


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