Davide contro Golia

104171

Davide contro Golia: quando la fionda è un ottimo Avvocato!

Davide? Il piccolo risparmiatore fiducioso.

Golia? Poste Italiane.

Esiste una categoria particolare di persone, i nonni, che rifugge l’egoismo, che pensa al futuro non in termini individuali ma alla peculiare specie che considera al di sopra di qualunque altra: i nipoti.

Ebbene, se questi nonni non sono capitani d’industria o imprenditori titolari di grandi imprese, sono soliti mettere da parte i loro risparmi in Buoni Fruttiferi Postali intestati spesso agli ignari nipoti.

Questi buoni fruttiferi sono presentati loro dal semplice impiegato delle Poste che fa notare loro i vantaggi (Fino a vent’anni fa i buoni raddoppiavano o triplicavano dopo 12 anni), ma non li mette in guardia dai pericoli che le leggi, i decreti ministeriali possono rappresentare.

Un governo (uno dei tanti che si sono avvicendati nell’ultimo ventennio) ha emanato un decreto ministeriale che ha mutato le modalità di riscossione dei buoni fruttiferi postali: mentre in precedenza era sufficiente riscuotere il buono entro il 31 dicembre del decimo anno successivo alla data della prescrizione, ora occorre riscuoterlo entro dieci anni precisi rispetto alla predetta data.

Nulla di tanto scandaloso se non fosse che secondo Poste Italiane, in barba al principio del legittimo affidamento, tale modifica normativa va applicata anche ai buoni fruttiferi stipulati in data precedente al citato decreto ministeriale.

Così che chi aveva legittimamente confidato nella possibilità di riscuotere il buono entro il 31 dicembre del decimo anno successivo alla scadenza, in conformità alla legge vigente all’epoca della stipula, si è visto rifiutare la richiesta di riscossione.

E’ chiaro che l‘astuto ideatore del provvedimento deve aver pensato che il nonno risparmiatore doveva avere necessariamente l’abitudine di leggere “Il sole 24 ore” e “La Gazzetta Ufficiale” tutte le mattine a colazione, per cui, se non si era premurato di riscuotere il suo buono doveva essere sicuramente per un gesto di generosità nei confronti dello Stato e della Banca d’Italia.

Anche mia madre, che fa parte di quella particolare categoria dei nonni innamorati dei propri nipoti, aveva messo da parte un buono fruttifero per mio figlio a pochi mesi dalla nascita, immaginando che da adulto avrebbe potuto usufruirne per il suo futuro.

Purtroppo così non è stato perché, dopo essersi recato allo sportello per la riscossione del buono che con gli interessi doveva ammontare a circa tremila euro, mio figlio si è sentito rispondere da un rammaricato impiegato che il buono non era più esigibile perché  caduto in prescrizione.

E allora che fare?

Ingoiare il rospo e lasciare perdere o ingaggiare una battaglia contro Golia?

Il mio spirito combattivo ha avuto la meglio e allora mi sono rivolta allo “Studio Legale Di Stefano-Donati“, una coppia di giovani e brillanti avvocati che hanno compreso che ciò che mi guidava non era il semplice desiderio che mio figlio fosse risarcito ma la volontà di avere ragione di un’ingiustizia.

Non posso specificare la linea adottata perché la giurisprudenza non è di mia competenza ma posso senz’altro riferire i risultati: con una brillante istruttoria lo Studio Legale ha fatto ricorso all’Arbitrato Bancario che, dopo soli sei mesi si è espresso con una sentenza in nostro favore e obbligato Poste Italiane a liquidare il Buono Fruttifero, insomma un pieno successo.

In conclusione mio figlio ha fatto trionfalmente ingresso nell’Ufficio Postale e, dopo aver espletato una serie di lungaggini burocratiche, ha riscosso l’importo del buono…non prima di aver distribuito agli astanti dell’Ufficio Postale i biglietti da visita dello Studio Legale.

A proposito in caso anche voi aveste bisogno della fionda di Davide per combattere Golia, rivolgetevi agli Avvocati Ruben Di Stefano e Federica Donati presso il loro Studio Legale a Roma in zona Trastevere…

Maria Fiorenza Virgallito

Previous articleTe ed Io come sorelle gemelle – (Parte 11a)
Next article“In esilio” di Maria Cristina Adragna
Maria Fiorenza Virgallito
Sono Maria Fiorenza Virgallito, professoressa di italiano e storia in un istituto tecnico. Sono nata a Matera, cresciuta a Torino, vivo da più di trent'anni a Roma: insomma, radici meridionali, rigida impostazione piemontese stemperata da un pizzico di allegra romanità. Convinta di fare il lavoro più bello del mondo, “sempre in trincea” per cercare di far appassionare i ragazzi alla lettura, al cinema e al teatro. Sono una lettrice onnivora e scrittrice sporadica. In realtà sognavo davvero di fare la scrittrice ma poi, come la mia eroina Jo March di "Piccole Donne", ho lasciato il mio sogno nel cassetto e sono diventata per scelta e non per ripiego un'insegnante. Con ScrepMagazine posso far sì che il mio sogno esca finalmente dal cassetto per volare tra le pagine di un giornale di qualità che fa cultura sul web. In fondo il mio motto è "La cultura è il mondo".

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here