“Poi udirono il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno” (Genesi 3,8).

Dio con queste poche parole ci viene descritto nella Bibbia come un essere fisico che cammina come noi umani, che calpesta le foglie secche del giardino producendo dei rumori, quindi a noi somigliante.

Quel Dio di cui noi non accettiamo la fisicità, per i Sumeri da cui gli Ebrei hanno mutuato tanti racconti sulla creazione dell’Universo e dell’Uomo, era invece una persona con un fisico probabimente come il nostro; forse ricoperto da qualche tuta per proteggersi dai raggi cosmici, identico a noi anche per emotività, ma le cui cognizioni scientifiche erano incommensurabilmente avanti rispetto ai tempi.

Anzi Dio per i Sumeri non era uno ma due, di opposta indole.

Premetto che questa mia esposizione non ha carattere dottrinario bensì è un tentativo di riassumere la Creazione dell’uomo secondo i Sumeri.

La civiltà Sumera nasce all’improvviso, fu la prima di tre grandi civiltà del mondo antico,e sorse in un zona fertile nella pianura tra i fiumi Tigri e l’Eufrate.

Furono i primi a inventare un sistema di scrittura, la prima ruota, le prime scuole, la prima cosmogonia, la prima scienza medica.

A Sumer fu trovata la prima fornace ove venivano fusi i metalli e ricavate le prime leghe metalliche; ciò permise ai Sumeri di produrre per primi il bronzo, un metallo che cambiò il corso della storia umana.

Circa seimila anni fa l’Homo Sapiens si trasformò da cacciatore poi agricoltore, infine in uomo cittadino e in pochi centinaia di anni si ritrovò a praticare la matematica avanzata, l’astronomia e la metallurgia.

Questa civiltà ha sbalordito tutti i ricercatori che hanno sottolineato che il tempo necessario per raggiungere questi elevati standard culturali e tecnologici avrebbe dovuto essere ben più lungo.

Un autore ha descritto questa evoluzione come “una fiammata che scaturì all’improvviso“.

J. Campbell nel suo libro “Mitologia primitiva”:

Le maschere di Dio, ha eloquientemente spiegato che” con stupefacente rapidità compare nella piccola fangosa aia dei Sumeri…quella sindrome culturale che ha rappresentato il seme delle civiltà più evolute del mondo intero“.

L’origine di quella civiltà rimane però un mistero.

I Sumeri affermavano che la civiltà fosse “un dono degli dei”, quegli stessi dei che ci avrebbero creati.

I loro nomi sono Enki ed Enlil.

Ma come è avvenuto questo evento straordinario?

Gli Anunnaki hanno narrato ai Sumeri con quali sistemi e tecniche provvedettero a ciò.

Nel “Libro perduto del Dio Enki”, alla sesta tavoletta si narra che gli Anunnaki, scesi sulla Terra avevano necessità di creare un lavoratore che potesse sgravarli dal duro e faticoso lavoro di estrazione dell’oro nelle miniere africane.

Dopo un ammutinamento Enki afferma di poter creare un essere da utilizzare per i lavori.

Nel consesso degli Dei (oltre ai due Enki ed Enlil, la truppa degli “astronauti-dei” comprendeva altre unità tra cui anche Anunnaki femmine) Enki rivela un segreto.

Nell’Abzu vaga un essere primitivo simile agli Anunnaki, aggiungendo alla sua essenza (dna), il Segno (cromosoma) dell’essenza degli Anunnaki può assurgere a lavoratore primitivo dotato di intelligenza.
“La Creazione, spetta al Padre di Tutto il Principio”, fu la risposta rabbiosa di Enlil ma Ninmah sposa di Enki li tranquillizzò con queste parole
“Daremo solo la nostra IMMAGINE a un essere che già esiste”.

Rodolfo Bagnato
Continua

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