Il Mio Destino

Nei palmi delle tue mani
leggo le linee della mia vita.
Linee incrociate, sinuose
che interferiscono nel tuo destino.
Non ti cercai, non mi cercasti,
stavamo andando lungo strade differenti.
Indifferenti, ci siamo incrociati
Passavi con il peso della vita…
Corsi per incontrarti.
Ho sorriso. Abbiamo parlato
Questo giorno fu marcato
con la pietra bianca della testa di un pesce.
E, da allora, camminiamo
uniti nella vita…

Cora CoraIina

Cora Coralina è lo pseudonimo di Ana Lins Guimares Peixoto Bretas (Cidade de Goias 1889 – Goiana 1985).

Aveva a mala pena finito l’equivalente delle nostre scuole elementari, ma aveva una grande dote, sapeva scrivere.

Cora diceva sempre di essere pasticciera per necessità ma poetessa per caso.

Era nata con la poesia, non l’aveva cercata.

La nonna del Brasile che serviva dolcetti rinomati ma saziava anche gli appetiti dell’anima.

Le persone sempre ricordano il profumo dei dolci e il rumore della macchina da scrivere provenienti da casa sua.

A volte la si trovava davanti la porta di casa che vendeva libri e pasticcini, sempre molto aperta al dialogo.

Viveva nel mondo e si preoccupava di comprenderlo, scriveva con semplicità: le regole grammaticali mal conosciute la portavano a concentrarsi sui contenuti.

La ricetta della propria poesia era un impasto di esperienza e sensibilità, questo bastava.

Era una donna tutto cuore, tutto sentimento.

Riceveva i giornalisti ed i curiosi in cucina, parlava di poesia e contemporaneamente preparava prelibatezze.

La poesia era per lei un impulso interiore che le dava molta indipendenza.

Lei, Coralina era la donna dimenticata nei vicoli stretti, raccontando storie, facendo l’indovina, raccontando il passato ed il futuro.

Donna energica che diventava Aninha per il poeta Carlos Drummond de Andrade.

Il poeta, affascinato da un libro (Vintem de Cobre, una raccolta di confessioni a volte anche tumultuose) della poetessa, le scrisse una lettera.

Il libro, elogiato dal poeta, era stato chiamato così, modestamente e con un pizzico di malizia.

Vintem de cobre, infatti, era la moneta con minor valore.

Cora Coraline a 76 anni emerse come una delle maggiori espressioni della poesia moderna.

Nel 1982 ricevette il titolo di Dottore Honoris Causa dalla Università di Goia. L’anno seguente fu riconosciuta come Simbolo Brasiliano dell’Anno Internazionale della Donna Lavoratrice dalla FAO.

Adesso casa sua è diventata un museo con più di 10 mila visite all’anno.

Cora Coraline ha insegnato al mondo intero che la poesia non è una questione di studio ma una questione di sentimento, esperienza e comunicazione semplice e diretta.

“Questo è un poema d’amore
tanto dolce, tanto affettuoso, tanto tuo…
E’ una offerta ai tuoi momenti
di lotta e di brezza e di cielo…
E io,
voglio servirti la poesia
in una conchiglia azzurra del mare
o in una cesta di fiori di campo.
Chissà potessi comprendere il mio amore.
Ma se non succederà,
non importa.
Già è dichiarato e stampato
nelle linee e interlinee
di questo piccolo poema,
o verso;
o tanto famoso e inaspettato verso che
ti lascerà meravigliato, sorpreso, perplesso…
io ti amo, perdonami, ti amo…”

Cora Coralina

Angela Amendola

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