Chi è una mamma?

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Possono l’amore, l’eros, il sesso verso un uomo superare l’amore di una madre?

Come si può arrivare a mettere un fidanzato, o nuovo compagno come dir si voglia, davanti un figlio? È impensabile per chi ama i propri figli più della stessa vita.
Un folle amore come quello di Giulietta e Romeo avrebbe avuto un epilogo diverso, se ci fosse stato un figlio tra loro. Certo Giulietta per Romeo non si sarebbe uccisa se avesse avuto un pargolo da amare.

Chi è la mamma? Per tutti noi la mamma è tutto, è il mondo intero. E da piccoli è di più perché rappresenta il latte, la pappa, le coccole, il bagnetto ogni sera e poi, la ninnananna. È il primo viso, sono gli occhi che i bimbi cercano quando si svegliano dopo un pisolino, è la prima che ti prende in braccio, ed è il profumo più buono del mondo, quello dell’amore.
La mamma è per i bambini, specie piccoli, la sola possibilità di sopravvivenza e se lei non c’è, è finita. Mi chiedo da due giorni come si fa ad abbandonare un bambino piccolo da solo a casa in un lettino da campeggio per 6 lunghissimi giorni.

È successo purtroppo, è una notizia assurda quella che danno i giornali e la tv, una specie di donna e di mamma, abbia abbandonato Diana, la figlia di16 mesi in casa da sola, sapendo che da sola non avrebbe potuto mangiare e nemmeno bere, né alzarsi dal lettino per chiedere aiuto e che quindi costretta a morire. Morire in modo atroce.
Perché morire di inedia è morire male col corpo che si prosciuga e si spegne un minuto dopo l’altro.

E se per un adulto è lancinante non riesco a immaginare cosa possa essere per un bambino che piange a cercare una mamma che non verrà. La piccola Diana, a 16 mesi è morta di stenti cercando la sua mamma che non tornava a casa, perché era troppo impegnata a stare col nuovo fidanzato.

Sei giorni di agonia per una bambina di 16 mesi, non riesco ad immaginare i crampi dalla fame, la gola arsa per la sete, il caldo soffocante in casa perché aveva chiuso tutte le finestre.
Ho cercato di capire tutti anche le mamme assassine, di mettermi nei panni loro. Ho sempre pensato che anche il più feroce degli uomini lo è diventato perché la vita a volte non gli lascia alternative.

Ma sapendo di una madre che ha lasciato sua figlia di 16 mesi da sola a casa, con un biberon e mezza boccetta di benzodiazepine provocandone la più straziante delle morti, io mi arrendo.

E invoco una sola condanna per questo essere spregevole: la stessa fine che ha fatto fare alla bimba.

In vent’anni oltre 480 bimbi morti in Italia per mano dei genitori: sei figlicidi su dieci sono commessi dalla madre, mentre i figli maschi sono le vittime prevalenti sia delle mamme che dei padri assassini. E il delitto, già insopportabile e apparentemente inspiegabile, diventa ancora più atroce se ad uccidere è la madre che con i figli ha il legame indissolubile per eccellenza, come nella tragedia di Medea.

Dall’omicidio di Cogne a quello di Mascalucia nel Catanese, il filo comune che lega i figlicidi sono i problemi di salute mentale e relazione.

E’ già successo che una madre, agli occhi di tutti amorevole e accudente, uccida il figlio. Il caso più eclatante avviene il 30 gennaio 2002. In una villetta di Montroz a Cogne viene massacrato il piccolo Samuele Lorenzi. I soccorritori, chiamati dalla madre, Annamaria Franzoni, lo trovano agonizzante con gravissime ferite alla testa. Samuele morirà poco dopo, durante il trasporto in ospedale. La madre viene accusata dell’omicidio che negherà sempre. Verrà riconosciuta colpevole con sentenza definitiva dalla Corte di Cassazione.

– L’8 settembre 2005 a Merano un bambino di quattro anni viene ucciso a coltellate dalla madre mentre stava facendo colazione con pane e marmellata. La donna, 39 anni, tenterà il suicidio gettandosi da una finestra del secondo piano del commissariato di polizia durante l’interrogatorio.

– Il 18 maggio 2005 in provincia di Lecco una donna di 29 anni racconta di essere stata aggredita in casa mentre faceva il bagno al figlio di 5 anni. Durante l’aggressione, mentre lei si stava difendendo, il bambino sarebbe scivolato nell’acqua e sarebbe morto. La notizia però si rivelerà falsa. Ad uccidere il piccolo era stata la donna che due settimane dopo, confessa.

– Il 20 luglio 2009 a Parabiago, in provincia di Milano, un’altra mamma uccide il figlio di 4 anni, strangolandolo con un cavo elettrico. La donna, 36 anni, soffriva di depressione ed era in cura in un centro psicosociale della zona. A trovare il piccolo, agonizzante, sono la nonna e la zia del piccolo. La mamma viene trovata a vegliare il cadavere del bimbo in stato di choc.

– Il 19 febbraio 2010 a Venezia una donna di 47 anni uccide il figlio, un bimbo di sei anni, soffocandolo nel suo letto. Poi si uccide, impiccandosi. A scoprire i corpi è il marito.

– Il 9 agosto 2011 nel mare della Feniglia a Orbetello(Grosseto) una commercialista romana di 48 anni uccide il figlio di 16 mesi annegandolo dopo essersi allontanata con lui dalla spiaggia su un pedalò.

– Il 25 ottobre 2013 in provincia di Lecco, ad Abbadia Lariana, una donna uccide il figlio di tre anni, il primo dei suoi due figli, infierendo più volte sul corpo del bambino.

– Il 6 marzo 2013 in Calabria una madre di 43 anni uccide il figlio di 11 anni con un paio di forbici. La donna ha fatto uscire prima del termine delle lezioni il bambino da scuola, lo ha portato in una zona di montagna e poi lo ha sgozzato. Successivamente tenta, senza riuscirci, di togliersi la vita.

Sono centinaia i casi che ci lasciano inorriditi, non ci sono giustificazioni se non la follia, l’anaffettività, la cattiveria umana a far compiere gesti inconcepibili.
A volte per certe madri il figlio diventa un peso enorme, in modo particolare nei primi mesi di vita, quando questo è dipendente esclusivamente da loro.

Certi bambini sono in effetti molto impegnativi per il loro tipo di carattere.
Alcune mamme infatti non riescono a reggere il peso.
A volte il malessere mentale sopito nelle donne è imprevedibile.
Altre volte invece il malessere è ambientale, legato a una fragilità della donna che è sotto pressione, da sola a reggere il peso della maternità. Per finire io non le giustifico, ci provo, ma non riesco. E per l’ultimo infanticidio, sono sincera, farei fare la stessa fine alla mamma.
Voi cosa ne pensate delle mamme assassine?

Angela Amendola

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