Chi è Annie Vivanti?

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Chi è Annie Vivanti?

È un peccato che a scuola non si studino anche i poeti dal punto di vista privato, come uomini e donne.

Ho scoperto dell’esistenza di questa poetessa l’altro giorno in un programma su Rai due “I fatti vostri” e sono rimasta sorpresa perché è stata l’ultima amante e Musa di Giosuè Carducci.

È un nome che, circa un secolo fa, fu celebre tanto in Europa come in America.

Una fama conquistata in paesi diversissimi tra loro per lingua e cultura, ma che la scrittrice, nata in Inghilterra da un esule mazziniano e un’aristocratica tedesca, aveva saputo sedurre e lusingare, grazie a un talento sfaccettato.

Un talento che, con rarissima disinvoltura passava dalla poesia al reportage giornalistico, dal teatro al romanzo d’amore, dall’inglese all’italiano.

Una carriera letteraria iniziata in giovane età con la pubblicazione di Lirica, una raccolta di poesie dove spiccava la prefazione di Giosuè Carducci.

Il grande poeta ultracinquantenne aveva perso, infatti, la testa per quella giovane poetessa che un giorno, senza alcun preavviso, aveva bussato alla porta della sua casa di Bologna, intenzionata a ottenere a tutti i costi una prefazione per la sua opera.

Un incontro fatale il loro che aveva dato una scossa al cuore del maturo poeta invaghitosi della inglesina dall’indomito sangue latino.

A lei, trasognato, dedicò poesie e poemi. Versi celebri di cui molti di noi oggi serbano forse più di un ricordo scolastico.

Il primo incontro a dicembre 1889. Carducci conosce Annie Vivanti, la donna che cambierà irrimediabilmente l’ultima parte della sua vita.

Il primo momento insieme lo trascorrono nel marzo 1890, quando Carducci raggiunge Annie a La Spezia e compone per lei l’elegia che poi diventerà l’emblema del loro amore, “Ad Annie”.

Nel 1892 Annie si sposa col giornalista irlandese John Chartres e si stabilisce a New York, l’anno dopo nasce Vivien.

Tutti e due, marito e figlia, saranno amati affettuosamente dal poeta.

Nel 1890 è uscito, accompagnato da una lettera di presentazione di Carducci, Lirica, il volume di poesie di Annie, che otterrà un successo direttamente proporzionale alla fama del prefatore.

La giovane si impone sulla scena letteraria, mentre i giornali seguono anche, con malizia, le fasi dell’amore tra la bella e bionda poetessa inglese e il grande poeta italiano, che battezza anche un’opera teatrale di lei, “La rosa azzurra”.

L’estate del ’98, trascorsa a Gressoney coincide con il periodo culminante e finale del rapporto.

Partita Annie per l’America, Carducci a Madesimo, concepisce i versi di poesia più intensa e nuova dei suoi ultimi anni, dove dominano la solitudine e la paura in mezzo ai monti, e si fa sentire il presagio della fine.

Orco era il soprannome con cui la scrittrice scherzosamente chiamava Carducci, alludendo alla sua ‘fiabesca’ ingordigia e ruvidezza.

Annie viene catalogata tra le autrici di romanzi che narravano di storie romantiche e passionali. Ma anche dei temi scabrosi.

Per esempio, in Circe, romanzo-confessione di Maria Tarnowska, una nobildonna russa che finì sotto processo nel 1910 in Italia per aver fatto uccidere un suo amante per denaro.

La Vivanti ottenne di intervistarla. In seguito, Annie affrontò nel dramma L’Invasore (1915), il tema degli stupri delle donne belghe durante l’occupazione tedesca.

La scrittrice si spense nel febbraio del 1942 a Torino, e sulla sua lapide vennero incisi i versi che il Carducci le aveva teneramente dedicato ai tempi di quel loro mai dimenticato incontro:

Batto alla chiusa imposta con un ramicello di fiori
Glauchi ed azzurri come i tuoi occhi…

Angela Amendola

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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