Roberto Carlotto, già Dik Dik…

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Roberto Carlotto, già Dik Dik, alias Hunka Munka musicista, cantante e autore.

Ciao Roberto, benvenuto e grazie per avere accettato il nostro invito. Ai nostri lettori che volessero conoscerti quale artista, cosa racconteresti di te?

Un grazie a Te e ai tuoi lettori. Racconterei un episodio simpatico rivolto a mio nonno che mi fece fare i primi passi musicali, grazie alle “scale”, secondo lui importanti, per iniziare quello che sarà poi il mio percorso artistico. Difatti ho tentato di salire e scendere le scale di corsa, ma mio nonno, un po’ contrariato e rosso in viso, mi indicava il pentagramma. Lui, innamorato del Corno Inglese e dell’Oboe, si dilettava a dirigere un piccolo gruppo sinfonico. Da ciò si evince che nel mio DNA c’era già una predisposizione alla musica.

Chi è invece Roberto nella vita quotidiana, quando non sei in sala di incisione o sul palco per i tuoi concerti?

Sono un appassionato di auto d’epoca. Mi diletto a ripararle o almeno ci provo! Passione trasmessa da mio padre: Lui era un vero gentleman driver, un puro collezionista. Che tormento! Altro mio interesse sono gli aerei e ancora qualche volta volo con amici aviatori, per ricordarmi del mio brevetto di pilota.

Qual è la tua ultima produzione artistica? Ci parli del tuo ultimo lavoro?

I miei ultimi lavori sono: un nuovo CD dal titolo “Ho preso a schiaffi il mio cuore”, di cui tre brani the words sono di Anna Maria Esposito.

Prossima uscita “Da un’avversità nasce un’opportunità”, ispirato al librosaggio con l’omonimo titolo, di cui sono anch’io autore, pubblicato recentemente da Biblios Edizioni.

Ancora un CD, dal titolo “Amazzone”, testi della caleidoscopica Anna Maria Esposito da me musicati

E dulcis in fundo, il ritorno di Hunka Munka, mio pseudonimo, con un vinile progressive, in collaborazione con Joey Mauro, dal titolo “Foreste Interstellari”

Come è nata la tua passione per l’arte, per la musica, per il canto? Quale il tuo percorso professionale e artistico che hai seguito?

Grazie alle lezioni del mio avo, a cinque anni ho vinto alcuni saggi di pianoforte e fisarmonica. In una di queste occasioni, Radio 3 venne ad intervistarmi. Ho frequentato per otto anni un liceo musicale a Varese, un distaccamento del Conservatorio di Milano, in questa sede ho vinto diversi premi di saggi obbligatori, tenutisi a fine anno.

Nell’era fantastica degli anni cinquanta, esattamente nel 1958, a 15 anni, ho iniziato a far parte di alcuni gruppi italiani, come tastierista e voce. Mio padre, appassionato di musica, mi accompagnava nelle mie varie esibizioni. Lo ringrazio per la concretizzazione dei miei ricatti morali, che si traducevano in costose tastiere, come regali per le mie riuscite performances.

Mio fratello Adriano, invece, oltre che a farmi da impresario, si dilettava alla batteria, in uno dei miei primi gruppi, ma, purtroppo per Lui, doveva arrangiarsi da solo.

Il mio vero percorso artistico inizia negli anni 60, con gruppi italiani tra i più gettonati, per poi passare con importanti gruppi svizzeri storici ed infine approdare nell’olimpo musicale inglese

Vorrei ricordare alcuni artisti con cui ho lavorato: “I Cinque Amici”, “I Big 66”, “I Cuccioli”. Poi gli svizzeri “Underground”, divenuti poi “Toad, “Night Birdis”, “Les Sauterelles. Durante alcune mie esibizioni ho conosciuto, gli Amazing Blondel, un duo inglese, e, tramite loro, ho avuto la possibilità di esibirmi al famoso locale londinese Marquee e da lì ingaggiato come solista e apripista a vari gruppi inglesi, quali “Colosseum”, “Uriah Heep” e Yes” a Milano. Chiusa parentesi inglese, ritorno in Italia con “Anonima Sound” di Ivan Graziani.

Ai più sono noto con lo pseudonimo Hunka Munka, soprannominato anche “Uomo Polipo”, sia per le monumentali tastiere, sia per le difficili manovre nell’usarle. Molto apprezzato il mio vinile progressive, “Dedicato a Giovanna G.”, tuttora in circolazione Nel mio percorso artistico sono stato prodotto da diverse etichette discografiche. Negli anni 70 sono stato scritturato nel gruppo dei “Dik Dik come titolato. In seguito mi sono esibito con un duo “Carlotto e Cucciolo già Dik Dik”. Da ricordare i miei concerti con un gruppo internazionale “Analogy”, che han dato vita ad un CD e ad un vinile “Konzert”, iniziati con un live a Lamezia Terme e mixati a Londra.  Continuo ad esibirmi con il mio nome di battaglia Hunka Munka con un mio gruppo. Questa è solo una parte della mia carriera artistica.

Come definiresti il tuo linguaggio musicale? C’è qualche artista al quale t’ispiri?

Io mi definisco Classico -Rock-Progressive. Amo la grande orchestra e i Beatles

Quali sono secondo te le qualità, i talenti, le abilità che deve possedere un artista per essere definito tale? Chi è “Artista” oggi secondo te?

Conta molto l’istinto. Poi senza dubbio la consapevolezza di adoperare mezzi idonei, licei musicali, conservatori e quanto più per affinare e capire la propria tendenza artistica.

L’artista, secondo me, pensa, scrive e fa musica in solitudine, senza aiuti esterni. Naturalmente sbagliando e magari avendo tantissime critiche. Così sono io.

«Ci sono due tipi di musica: la buona musica e tutto il resto» (Duke Ellington). Rimanendo nelle parole di questo grandissimo artista americano, tu cosa ne pensi in proposito? Come si fa oggi, nel Ventunesimo secolo, a caprie cosa è “buona musica” e cosa è “tutto il resto”, ovvero pessima musica, come dice Duke Ellington?

Penso sempre all’ impegno impagabile di artisti che con delle note musicali hanno dato vita ad emozioni. Dunque se la musica non fa vibrare rimane “tutto il resto”

«…anche l’amore era fra le esperienze mistiche e pericolose, perché toglie l’uomo dalle braccia della ragione e lo lascia letteralmente sospeso a mezz’aria sopra un abisso senza fondo.» (Robert Musil, “L’uomo senza qualità”, Volume primo, p. 28, Einaudi ed., 1996, Torino). Cosa pensi di questa frase di Robert Musil? Cos’è l’amore per te e come secondo te è vissuto oggi l’amore nella nostra società contemporanea e tecnologica?

Un amore senza ideali procura un vuoto profondo. In una società in continua trasformazione anche l’amore assume diversi aspetti. Ai posteri l’ardua sentenza.

Se per un momento dovessi pensare alle persone che ti hanno dato una mano, che ti hanno aiutato significativamente nella tua vita artistica e umana, soprattutto nei momenti di difficoltà e di insicurezza che hai vissuto, che sono state determinanti per le tue scelte professionali e di vita portandoti a prendere quelle decisioni che ti hanno condotto dove sei oggi, a realizzare i tuoi sogni, a chi penseresti? Chi sono queste persone che ti senti di ringraziare pubblicamente in questa intervista, e perché proprio loro?

Senza dubbi i miei genitori. Impagabili complici delle mie attitudini ed il mio proseguo verso un cammino insperato.

Una domanda difficile Roberto: perché i nostri lettori dovrebbero comprare le tue opere, e in particolare il tuo ultimo disco? Prova a incuriosirli perché vadano nei portali online o vadano nei negozi di dischi per comprare le tue opere musicali.

Nel 1971 il mio vinile, “Giovanna G.”, ha suscitato perplessità ed interesse per la copertina a forma di WC, dove la tavoletta si apriva tipo libro e veniva fuori una mia foto sotto il Pirellone di Milano. Comunque Che dire, una copertina da interpretare, non a caso l’autore fu premiato per l’originalità della grafica.

Il vinile, che uscirà a fine maggio 2021, sarà costellato da Avatar in Foreste Interstellari, si spera la stessa risonanza.

Un sogno nel cassetto che vuoi che si realizzasse, qual è? Ti senti di confessarlo ai nostri lettori?

Ritornare ai miei vecchi e attuali amori. “Auto d’epoca e aerei”

Dove potremo seguirti?

Potrete seguirmi sul mio profilo FB. Inoltre molti miei lavori li troverete su YouTube. Basta cercare Roberto Carlotto già Dik Dik alias Hunka Munka (clicca qui per aprire il link).

Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire ai lettori di questa intervista?

La mia vita è stata un altalenarsi di fortuna e grande impegno. Auguro a tutti voi la mia stessa esperienza. Ringrazio te Anna e tutti i tuoi lettori. Un abbraccio vero e senza pregiudizi da Roby Carlotto

Grazie a te Roby per la simpatica chiacchierata e per il buon risottino che mi hai offerto.

Non è da tutti gustare il famoso risotto di Carlotto…

Ciao…alla prossima!

 

Anna Maria Esposito

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