E chi l’avrebbe mai detto che anche io sarei cascata durante queste noiose giornate rinchiusi in casa, a causa di forza maggiore, ad appassionarmi ad una serie televisiva su Netflix?

Eppure è successo, da qualche giorno mi addormento serenamente, oserei dire come un bimbo, dopo aver guardato episodi della serie, o fiction che dir si voglia, Bridgerton.

È una serie televisiva in costume, ambientata nel periodo Regency della prima metà dell’800. La serie Bridgerton partita nei giorni di Natale su Netflix è subito balzata tra le prime dieci nel mondo, tanto è piaciuta.

È piena di romanticismo e i personaggi, specie quelli femminili sono pieni di mistero. L’atmosfera è quella dei castelli inglesi, che meraviglia!!!

I luoghi dove hanno girato le scene della serie, sono i palazzi di Bath.

E poi che sublime sonorità sono il fruscio degli abiti femminili e i pettegolezzi che piacciono tanto a noi donne comuni mortali e gli scandali. Bridgerton mi ha catturata subito in un mondo” gossipparo”ma senza i famigerati social.

I protagonisti sono tutti ricchi, molto affascinanti e le loro storie provocano scompiglio a corte, interessando anche sua maestà la Regina Charlotte.


Le giovani donne, era costume comune in quel secolo, venivano educate solo per trovare marito di alto lignaggio ed essere in grado di dirigere un castello, una magione da favola.

Gli uomini invece di solito lottavano in famiglia per far accettare ragazze umili e non sempre moralmente adatte a loro. Il perno principale della fiction è la misteriosa Lady Whistledown che su un giornale edito da lei stessa, divulga scandali e segreti delle famiglie dell’epoca.

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Tutto ebbe inizio con la saga letteraria, pubblicata tra il 2000 e il 2016, dell’americana Julia Quinn e composta da otto romanzi, il primo dei quali «Il duca e io», che dà inizio alla saga di Bridgerton.

Julia Quinn è una delle più amate per questo genere di letteratura.

Nell’eleganza e maestra della sua prosa, riecheggia senza dubbio lo stile della maestra del genere, Georgette Heyer e ancor di più quello della bravissima Barbara Cartland, la nonna acquisita di Lady Diana.

Mi chiedo ancor oggi perché i romanzi rosa vengo giudicati tanto privi di spessore. E ancora perché molti storcono il naso davanti ad una copertina romantica.
I romanzi rosa presentano due caratteristiche essenziali, parlano d’amore e si concludono con un lieto fine e a molti ciò appare melenso.

In questi ultimi anni le atmosfere dei romanzi rosa si sono sempre più diversificate, andando dai libri paranormal romance, dove le passioni sono quelle di vampiri, licantropi, per arrivare a quelle erotiche di Cinquanta sfumature di grigio.

Ma i romanzi rosa con ambientazione storica io li preferisco, sono quelli ambientati durante il Periodo della Reggenza inglese, metà Ottocento.

Ma quando in libreria mi avvicino ai romanzi d’amore, I Rosa, è come se stessi rubando qualcosa, la gente mi guarda esterrefatta, forse per via della mia non più giovane età, ma che dire l’anima romantica non ha età.

I romanzi rosa hanno sempre rappresentato per me una pausa felice, un momento di stacco dai ritmi frenetici quotidiani.

C’è chi si concede un’ora di shopping, io mi concedo un bel romanzo rosa, mi basta poco per ritemprare la mia anima.

Ma molti lettori sono spocchiosi davanti ai libri a lieto fine, alle scene di tramonti romantici, perché non tutti conoscono e provano la leggerezza e la serenità che lasciano dopo che vengono letti.

Angela Amendola 

1 commento

  1. Ciao, sto seguendo anch’io questa serie e condivido i tuoi apprezzamenti pur se il genere rosa non è tipicamente di mio primario gusto. Permettiamoci ancora due note : una , fra donne, sulla bellezza e sul fascino del duca!!!
    L’altra sulla presenza in scena di donne e uomini di colore. A quei tempi è strano notare tanto modernità ! Sicuramente ha fatto breccia la stessa regina! Questo aspetto credo meriti una menzione.

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