Il ritorno di Bridgerton: la mia serie preferita

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Finalmente l’attesa è finita! Dopo anni di attesa, care amiche che amate le saghe familiari piene di pizzi, tradimenti, e che sono ambientate in periodi storici diversi dal nostro, Lady Whistledown ha reso noto il giorno di uscita della terza stagione di Bridgerton e tutte noi, non potremmo essere più felici.

“Dopo i pettegolezzi degli ultimi giorni, è un onore per me comunicarvi che Bridgerton tornerà ufficialmente per una terza stagione. Spero che abbiate messo da parte una bottiglia di ratafià per questa deliziosa occasione”.

L’occasione per festeggiare sarà il 16 maggio.
Secondo voi ci può essere qualcosa di più interessante di una serie che tocca temi legati al femminismo, annulla la discriminazione di genere, racconta delle rigide usanze sociali della Londra dell’inizio del 19° secolo, piena di storie d’amore romanticissime e il tutto narrato da una segretissima voce che lascia trapelare gossip sconvolgenti?
Io non penso.

E chi l’avrebbe mai detto che anche io sarei cascata ad appassionarmi ad una serie televisiva su Netflix?

Eppure è successo, da qualche giorno mi addormento serenamente, oserei dire come un bimbo, dopo aver riguardato episodi della serie, o fiction che dir si voglia, Bridgerton.

È una serie televisiva in costume, ambientata nel periodo Regency della prima metà dell’800. La serie Bridgerton partita nei giorni di Natale 2020 su Netflix è subito balzata tra le prime dieci nel mondo, tanto è piaciuta.

È piena di romanticismo e i personaggi, specie quelli femminili sono pieni di mistero. L’atmosfera è quella dei castelli inglesi, che meraviglia!!!

I luoghi dove hanno girato le scene della serie, sono i palazzi di Bath.

E poi che sublime sonorità sono il fruscio degli abiti femminili e i pettegolezzi che piacciono tanto a noi donne comuni mortali e gli scandali. Bridgerton mi ha catturata subito in un mondo” gossipparo”ma senza i famigerati social.

I protagonisti sono tutti ricchi, molto affascinanti e le loro storie provocano scompiglio a corte, interessando anche sua maestà la Regina Charlotte.


Le giovani donne, era costume comune in quel secolo, venivano educate solo per trovare marito di alto lignaggio ed essere in grado di dirigere un castello, una magione da favola.

Gli uomini invece di solito lottavano in famiglia per far accettare ragazze umili e non sempre moralmente adatte a loro. Il perno principale della fiction è la misteriosa Lady Whistledown che su un giornale edito da lei stessa, divulga scandali e segreti delle famiglie dell’epoca.

Anche il fiore più timido prima o poi sboccia».

È questa la frase chiave di Bridgerton 3, l’attesissima serie Netflix , che arriverà subito sulla piattaforma in due parti dal ​​16 maggio e poi dal 13 giugno 2024.

In questa terza stagione protagonista assoluto è l’amore tra Penelope Featherington  e Colin Bridgerton , e anche Lady Whistledown (alter ego di Penelope), tornerà a essere protagonista tra gli intrighi dell’alta società.

Tutti i fan di “Bridgerton” si stanno già chiedendo come farà Penelope a portare avanti la sua storia d’amore con Colin mantenendo anche la doppia identità di Lady Whistledown. Ci riuscirà?

Penelope ha finalmente rinunciato alla sua cotta di lunga data per Colin Bridgerton, dopo aver sentito i suoi commenti denigratori su di lei nella scorsa stagione. Tuttavia, ha deciso che è ora di trovare un marito, preferibilmente qualcuno che le dia abbastanza indipendenza per continuare la sua doppia vita come Lady Whistledown, lontano da sua madre e dalle sue sorelle.

Nel frattempo, Colin è tornato dai suoi viaggi estivi con un nuovo look e una sfacciata spavalderia. Ma è scoraggiato nel rendersi conto che Penelope, l’unica persona che lo ha sempre apprezzato così com’era, lo tratta con freddezza. Desideroso di riconquistare la sua amicizia, in questa stagione Colin si offre di fare da mentore a Penelope per aiutarla a trovare un marito.

Ma Colin dovrà capire se i suoi sentimenti per Penelope sono davvero soltanto di amicizia. Penelope frequenta la società londinese, e questo rende più difficile mantenere segreto il suo alter ego di Lady Whistledown.

Ma come è iniziato tutto?

Tutto ebbe inizio con la saga letteraria, pubblicata tra il 2000 e il 2016, dell’americana Julia Quinn e composta da otto romanzi, il primo dei quali «Il duca e io», che dà inizio alla saga di Bridgerton.

Julia Quinn è una delle più amate per questo genere di letteratura.

Nell’eleganza e maestra della sua prosa, riecheggia senza dubbio lo stile della maestra del genere, Georgette Heyer e ancor di più quello della bravissima Barbara Cartland, la nonna acquisita di Lady Diana.

Mi chiedo ancor oggi perché i romanzi rosa vengo giudicati tanto privi di spessore. E ancora perché molti storcono il naso davanti ad una copertina romantica.
I romanzi rosa presentano due caratteristiche essenziali, parlano d’amore e si concludono con un lieto fine e a molti ciò appare melenso.

In questi ultimi anni le atmosfere dei romanzi rosa si sono sempre più diversificate, andando dai libri paranormal romance, dove le passioni sono quelle di vampiri, licantropi, per arrivare a quelle erotiche di Cinquanta sfumature di grigio.

Ma i romanzi rosa con ambientazione storica io li preferisco, sono quelli ambientati durante il Periodo della Reggenza inglese, metà Ottocento.

Ma quando in libreria mi avvicino ai romanzi d’amore, i romanzi Rosa, è come se stessi rubando qualcosa, la gente mi guarda esterrefatta, forse per via della mia non più giovane età, ma che dire ☺️ l’anima romantica non ha età.

I romanzi rosa hanno sempre rappresentato per me una pausa felice, un momento di stacco dai ritmi frenetici quotidiani.

C’è chi si concede un’ora di shopping, io mi concedo un bel romanzo rosa, mi basta poco per ritemprare la mia anima.

Ma molti lettori sono spocchiosi davanti ai libri a lieto fine, alle scene di tramonti romantici, perché non tutti conoscono e provano la leggerezza e la serenità che lasciano dopo che vengono letti.

Angela Amendola 

2 COMMENTS

  1. Ciao, sto seguendo anch’io questa serie e condivido i tuoi apprezzamenti pur se il genere rosa non è tipicamente di mio primario gusto. Permettiamoci ancora due note : una , fra donne, sulla bellezza e sul fascino del duca!!!
    L’altra sulla presenza in scena di donne e uomini di colore. A quei tempi è strano notare tanto modernità ! Sicuramente ha fatto breccia la stessa regina! Questo aspetto credo meriti una menzione.

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