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Auguste Renoir (parte settima)

Auguste Renoir (parte ottava)
“Pont Neuf, Parigi” – 1872, olio su tela 75 x 93 cm.
“National Gallery of Art”, Washing

Il “Pont Neuf” (Ponte Nuovo), è il più antico di Parigi.

Già agli inizi del ‘600 attraversava la Senna, ma ancora oggi è uno dei simboli della città.

I primi a dare reale importanza ai ponti, come una “musa” ispiratrice, furono i pittori “impressionisti”.

Molti di loro infatti si sono avvicendati nel rappresentarlo, da Caillebotte a Monet, da Sisley a Corot e perfino Van Gogh con il celeberrimo “Ponte di Langlois” che vi ho descritto precedentemente.

Mentre i suoi quadri di figure e ritratti femminili sono i più conosciuti, i paesaggi di Renoir, col loro vigore e freschezza, hanno dato un contribuito allo sviluppo dell’ “impressionismo”, anche qui molto evidente negli effetti della luce solare.

Il sole di mezzogiorno infatti permea il panorama, la sua intensità cromatica aumenta la tavolozza dell’artista per risaltare la scena affollata.

Edmond Renoir, fratello dell’artista, ha raccontato la nascita di questo dipinto in una intervista.

Raccontò come Renoir si assicurò il permesso del proprietario, ad occupare un piano superiore di un caffè per un giorno, per descrivere la vista del famoso ponte.

” PONT NEUF”

Dipinto in una sola giornata di inizio estate, i colori sono vivaci e vengono usati con autorita’.

Le figure vengono delineate con poche e rapide pennellate, i volti e gli abiti diventano pure macchie di luce e di colore e, l’atmosfera generale, grazie alla tonalità del cielo assume una piacevole cromatura azzurra.

Sebbene sia un’opera giovanile, non al punto culminante della sua carriera espressiva, Renoir fotografa la scena, ma dal primo sguardo la sua mano è riconoscibile.

Come in tutte le opere di questo periodo, la pittura di Renoir si svincola dal disegno basandosi solo sul colore che viene steso a macchie e, insieme alla luce, diventa il protagonista dell’opera.

Gli azzurri in particolare devono essere sembrati, all’epoca, quasi crudi, persino spregiudicati.

Tutto vibra nel calore della giornata, ma si capisce che l’ombra è ancora deliziosamente fresca.

La scena ha un’aria di gaia vivacità e la gente appare gioiosa di trovarsi in tanto splendore.

PER FINIRE:

Nell’opera c’è un particolare curioso: l’uomo, quasi in primo piano col cappello di paglia e il bastone, è Il fratello di Renoir.

Renoir aveva affidato a Edmond l’incarico di “rallentare” i pedoni (chiedendo semplicemente chiedendo qualche informazione) in modo tale da rendergli più agevole la loro rappresentazione sulla tela.

Bruno Verganioir

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