Avrei dovuto esserci anche io ma non mi è stato possibile.

Dapprima credevo si trattasse di uno scherzo invece no, sono partite davvero per un viaggio che ha arricchito tutti spiritualmente e culturalmente.

Il Giappone li ha ammaliati tant’è che probabilmente ritorneranno e ci sarò anche io con loro.

Le mie sorelle e i loro figli  hanno trascorso le ferie agostiane in maniera alternativa.

Tokio, Kyoto, Hiroshima e altri posti, hanno costituito le tappe del loro viaggio.

L’Oriente ha esercitato sempre un grande fascino su di me, già negli anni ’70/’80 mi sono accostato allo studio dello yoga, della filosofia orientale, della tecnica del respiro nonchè allo studio di alcuni testi divulgativi sul Buddismo-Zen e sui principi basilari dell’Induismo.

Le arti marziali che non ho praticato e il bushido hanno catalizzato gli interessi di un’intera gioventù come la mia e dalla cinematografia dell’epoca, che presentava questi guerrieri invincibili, si riusciva ad estrapolare i concetti filosofici di determinati stili di vita.

Una delle mie sorelle è architetto e da questo viaggio ha tratto alcuni insegnamenti di una particolare disciplina: il “feng shui“.

Mi ha spiegato che in oriente questa antica arte, si occupa principalmente della localizzazione delle “linee del Drago”, che trasportano l’energia terrestre e della loro interazione con l’uomo.

Insegna a vivere in armonia con la Terra e a trarre il massimo beneficio della pace, che deriva dalla creazione di condizioni ottimali per vivere.

Il feng Shui insegna ad individuare i flussi nascosti di energia che percorrono la Terra, allo stesso modo dei meridiani che l’agopuntura ha indiviuato nel corpo umano.

La vita sulla terra per gli orientali interagisce col cielo, “feng shui” significa acqua e vento, vento come energia, elemento Yang (maschile) che con l’acqua, elemento Yin (femminile) è la base della vita dell’uomo in armonia con l’ambiente.

Analoga con questa teoria, che gli orientali hanno studiato e applicato millenni fa, è lo studio dell’elettromagnetismo terrestre, delle radiazioni telluriche e cosmiche che in Occidente nei secoli passati venivano individuate dai famosi rabdomanti, cioè da quegli uomini che con la bacchetta tra le mani individuavano le correnti geologiche e la presenza di acqua anche a profondità elevata.

D’altronde cattedrali, luoghi di culto e particolari zone dispensatrici di guarigioni, sorgono su siti terrestri nelle cui profondità si muovono queste particolari energie.

Ancora una volta, comprovato da queste conoscenze, la mia convinzione è che l’allontanamento dell’uomo dalla natura non può che incentivare la nostra opera distruttiva nei confronti della stessa.

Ma il tutto si può limitare se si recupera quel sapere antico che fu appannaggio dei saggi di un tempo.

Rodolfo Bagnato

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