Abracadabra

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Abracadabra

Breve considerazione sul pensiero magico

Pochi giorni fa in TV hanno riproposto “Harry Potter e la Pietra Filosofale“.

Dopo aver rivisto il film mi è venuto in mente che oltre all’astrologia fui attratto dalla magia.

Il giorno successivo alla proiezione del film ritrovai nella mia “biblioteca dell’inutile“, alcuni libri fondamentali per lo studio e l’applicazione della magia.

Naturalmente, raggiunta l’età della ragione e in applicazione della logica aristotelica e della metodologia scientifica, rileggendo questi testi, mi misi a sorridere ripensando alla mia ingenuità di quei tempi.

Al tempo stesso però, resto tutt’ora affascinato del sistema di pensiero adottato dai maghi totalmente opposto al nostro pensare logico, e come dice Jung indirizzato.

Dimenticavo, i libri sono: “La clavicola di Re Salomone” e “Enchiridion“.

Il primo viene attribuito a Salomone, e di esso ne parla nel I secolo dell’era cristiana lo storico ebreo Giuseppe Flavio, mentre il secondo viene attribuito a Papa Leone III.

Alla base della magia vi è una concezione diversa da quella oggi dominante.

I problemi di causa, effetto, scopo essenziali per la nostra civiltà, poco contano per la mentalità magica.

Per questa hanno valore le corrispondenze tra gli eventi ad esempio tra il macrocosmo del mondo stellare ed il microcosmo dell’uomo, e non la ricerca delle loro cause.

Oltre alle corrispondenze la magia si serve delle sincronie (come qui anche là).

Per l’uomo magico (homo divinans) e per la sua vita spirituale ebbero grande importanza i paralogismi, quei ragionamenti cioè che si svolgono al di fuori della logica.

Furono determinante l’esperienza intuitiva e la sperimentazione dell’inafferrabile; ma questa spiritualità non è esclusivamente attribuibile all’uomo dei tempi antichi infatti è largamente diffusa anche al giorno d’oggi .

La magia e con essa anche la religione, indicano entrambe il riconoscimento di un mondo soprannaturale, ma per la religione è necessario sottomettersi alla volontà di Dio (Non come io voglio ma come Tu vuoi) , mentre per la magia è importante ricercare un atteggiamento di autonomia sforzandosi di guidare e manipolare il mondo soprannaturale a proprio uso e consumo.

Oltre alla teoria delle corrispondenze esistono altre forme di magia (gli incantesimi e le evocazioni) che cercano, mediante un ben preciso rituale di costringere in una manifestazione corporea le potenze soprannaturali, come ad esempio quelle planetarie già descritte nei miei articoli sull’Astrologia, chiamate demoni, spiriti de pianeti, ecc…

Le prime tracce di queste evocazioni magiche risalgono all’oriente pre- islamico; difatti alcuni incantesimi della Clavicola vennero ritrovati nelle biblioteche di Damasco e Baghdad.

Il mago credeva che esistessero delle antenne di onde inafferrabili che potevano conferire forza e fiducia in se stessi.

A tal fine creava degli appositi medaglioni o trascriveva su pergamena particolari lettere dell’alfabeto a loro dire sacro, prevalentemente ebraico, creando i cosiddetti talismani (portafortuna) o gli amuleti (protettori dalla disgrazia).

Ancora oggi parecchi di noi, anche se a pensarci mi ritorna quel sorriso di cui parlavo all’inizio portano con sè talismani o amuleti che fino a qualche decennio fa potevamo osservare appesi allo specchietto retrovisore dell’autovettura prontamente stretti parossisticamente al passaggio di un povero gatto nero o di un carro funebre vuoto…

Rodolfo Bagnato 

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