il giurista Vincenzo Musacchio

La sua opinione sull’emergenza COVID-19

Vincenzo Musacchio, giurista e docente di diritto penale in varie Università italiane ed estere, ha insegnato diritto penale presso l’Alta Scuola di Formazione della Presidenza del Consiglio in Roma (2011-2012).

 E’ dal 2018 associato della School of Public Affairs and Administration (SPAA) presso la Rutgers University di Newark (USA), Presidente dell’ Osservatorio Antimafia del Molise e Direttore Scientifico della Scuola di Legalità “don Peppe Diana” di Roma e del Molise.

Fiore: Professore, da Palazzo Chigi continuano ad arrivare norme incomprensibili, scritte male e spesso contraddittorie, è veramente così?

Musacchio: Come ho ripetuto più volte il primo decreto legge era “palesemente incostituzionale”.

Poi è stato corretto il tiro, con un nuovo provvedimento normativo, che smentiva il primo, abrogandolo quasi del tutto.

Chi ha scritto il primo articolato dovrebbe tornare sui banchi dell’Università e credo difficilmente potrebbe ambire al conseguimento della laurea in Giurisprudenza.

Credo, tuttavia, che il problema non sia soltanto giuridico.

Fiore: In che senso? Oltre gli aspetti legislativi intravede altre mancanze?

Musacchio: La classe dirigente non è stata finora all’altezza mostrando in toto la propria limitatezza. Non ho ascoltato un solo virologo concorde con un altro suo collega.

Gli italiani stessi si sono dimostrati insofferenti al vago sentimento di cosa implichi lo stare insieme, un sia pur flebile spirito civico, una parvenza d’interesse generale.

Fiore: Ritiene che il ruolo centrale del Presidente del Consiglio sia andato oltre le sue prerogative costituzionali?

Musacchio: Quando ero studente sul Crisafulli, manuale di diritto costituzionale, dove ho studiato, c’era scritto che gli organi di garanzia più diretti sono il Presidente della Repubblica, il Parlamento e la Corte costituzionale.

Parlamento e Presidente della Repubblica collaborano nella funzione legislativa, in modi diversi.

Non so se Conte sia andato oltre le sue prerogative, di sicuro, le funzioni del Parlamento e del Presidente della Repubblica, fino ad ora, sono state marginali se non addirittura inesistenti.

Non si può neanche sollevare l’urgenza della situazione quale giustificazione poiché l’uno e l’altro organo hanno specifiche corsie preferenziali molto rapide.

Fiore: Secondo lei dunque cosa non ha funzionato in questo primo periodo di quarantena?

Musacchio: I dati ci dicono che il bilancio sia negativo.

Non siamo riusciti a proteggere medici, infermieri e operatori sanitari, lasciando spesso che gli ospedali e le residenze per anziani diventassero focolai.

Siamo riusciti forse a rallentare la diffusione dell’epidemia nel sud dell’Italia che è sicuramente l’area del Paese più vulnerabile dal punto di vista medico sanitario.

Non ha funzionato neanche il rapporto Stato-Regioni.

Fiore: Posso chiederle qual è il suo giudizio su Conte?

Musacchio: Non lo conosco quindi non potrei esprimere un giudizio.

Sembra una persona esperta e capace.

Non mi sembra un leader, tantomeno uno statista.

E’ sicuramente un ottimo negoziatore e lo dimostrano i suoi due Governi.

Ha avuto una caduta di stile quando in una delle innumerevoli conferenze stampa ha attaccato frontalmente esponenti dell’opposizione.

Ovviamente questa è la mia opinione e non è un giudizio.

Fiore: Secondo lei dopo Conte arriverà Draghi?

Musacchio: Tra i due preferisco Conte.

Non nego che in ambito europeo il peso di Draghi sarebbe molto autorevole.

Ritengo tuttavia che questo Governo vada verso la sua scadenza naturale.

Fiore: A proposito di Europa, cosa ne pensa delle posizioni che si sono palesate per affrontare la crisi?

Musacchio: Credo che occorra ripensare una nuova Europa (ovviamente non nel breve periodo) con una nuova architettura istituzionale, con un vero Governo europeo e un vero Parlamento, con un Ministro delle Finanze europeo.

Questi primi passi darebbero nuovamente credibilità al progetto Europa.

In caso contrario né Eurobond né tantomeno Mes saranno gli strumenti per la risoluzione di questa crisi.

L’Europa avrà ancora un senso se rinasce poiché il progetto attuale senza dubbio è fallito.

Fiore: Quale sarebbe quindi la ricetta per ricostruire il Paese?

Musacchio: Ripartire dall’articolo 1 della Costituzione: dal lavoro.

Ovviamente, servono anche gli aiuti economici.

Bisogna metterli nelle tasche dei più poveri e devono arrivare là, dove si produce, e si crea lavoro e cioè nella piccola e media impresa.

Occorrerà diminuire le tasse.

Se si fa solo assistenza, i cittadini dipenderanno sempre e solo dalla politica.

Sandro Pertini saggiamente affermava che gli uomini, per essere liberi, è necessario, prima di tutto, che siano liberati dall’incubo del bisogno.

Fiore: Secondo lei gli italiani hanno risposto bene alla crisi?

Musacchio: In gioco, in questi mesi non sono solo le fondamenta di una società civile (che già non è poco) ma la salute pubblica.

Ho potuto verificare ancora una volta i costi di una società anarcoide, dove ognuno crede di poter fare il proprio comodo a discapito degli altri.

Rifletterei su questi aspetti affinché diventino un motivo di più per non abbassare la guardia nel rispetto delle regole.

E’ ora che l’uomo decida se professare l’altruismo o scegliere ancora l’egoismo distruttivo.

Fiore: Un’ultima domanda: come passa i suoi giorni chiuso in casa?

Musacchio:- Scherzando dico che sono in detenzione domiciliare senza aver commesso un reato. Aiuto spesso mia figlia di nove anni a fare i compiti e finalmente posso passare molto più tempo con lei a giocare e a divertirmi.

Leggo molto.

Faccio qualche esercizio fisico.

Svolgo parte del mio lavoro da remoto.

Ho cominciato a scrivere alcuni saggi in materia di diritto penale che avevo sospeso.

Non mi sono impigrito anzi mi sembra di lavorare di più rispetto a prima della crisi.

Fiore: Grazie Professore.

Musacchio: Grazie a lei.

 

… a cura di Vincenzo Fiore

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Vincenzo Fiore
Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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