“a tu per tu con…” Muscèt e la sua arte pittorica

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Antonia Calianno, in arte Muscèt, è una pittrice italiana contemporanea:

https://www.facebook.com/antonia.calianno.967

Nasce nel 1975 a Martina Franca nel cuore della Valle d’Itria, dove tuttora vive e lavora.
Da sempre ha espresso forme di pittura molto personali, alla ricerca delle modalità pittoriche, non solo tecniche, che attraverso le immagini potessero trasmettere la ricchezza evocativa del suo vissuto interiore.
Per questo ha sperimentato vari e differenti stili e modi espressivi.
Per tre anni ha studiato con il pittore acquarellista di fama internazionale Igli Arapi, scegliendo successivamente di utilizzare soprattutto olio su tela e tecniche a spatola e a stucco tridimensionale.


Ha sviluppato gradualmente una pittura che, pur mantenendo un’impronta di base figurativa, ha concesso contaminazioni con il fantastico e la dimensione onirica, il simbolismo con uno stile sempre più personale e incisivo.
Nel corso degli anni ha maturato un modo espressivo che chiameremmo “bianco e nero a colori” in cui la tecnica del bianco e nero si arricchisce di toni brunastri con una combinazione di colore nota solo all’artista e in grado di creare una dimensione emotiva potente e dare tridimensionalità e vita alle sue opere.


La precisione del tratto di Muscèt è la sua cifra, in cui la ricerca della pennellata perfetta rasenta l’ossessione, tanto è forte la volontà di trasmettere attraverso la mano il fremito artistico e il tormento interiore che caratterizzano la potente espressione emotiva dell’artista.

Muscèt ha partecipato a diverse rassegne ed esposizioni tra cui:

01/07/2017-15/07/2017 – Martina Franca (TA) – “Artiste per caso”, mostra collettiva; 02/08/2017-10/08/2017 – Locorotondo (BA) – esposizione personale;
22/04/2018 – Martina Franca (TA) – Riflessi d’Arte “La donna tra arte e passione” – Premio della Critica;
05/06/2018-20/06/2018 – Civitella del Tronto (TE) – “La fortezza dell’arte” – mostra personale;
16/06/2018-30/06/2018 – La Valletta (CH) – Premio Internazionale “Luca Romano” – mostra collettiva;
04/07/2018-09/07/2018 – Martina Franca (TA) – “Bottega pittorica dell’Associazione Artigiana” – mostra collettiva;
21/08/2018-31/08/2018 – Martina Franca (TA) – mostra personale;
07/09/2018 – Firenze – Premio Internazionale “Città di Firenze II edizione” – premio della critica;
16/09/2018-01/10/2018 – Alberobello (BA) – “Art Exibition” – mostra collettiva;
27/04/2019 – Noicattaro (BA) – Concorso Global Art International Art 2019 – I Premio alla carriera;
02/06/2022-01/08/2022 – Martina Franca (TA) – “Il cammino delle emozioni”, esposizione personale;
18/03/2023-28/03/2023 – Firenze, ONART Gallery – “Simbolico Exhibit” – esposizione;
07/04/2023-17/04/2023 – Roma, Galleria Gregorio VII – “Picasso Celebration” a cinquant’anni dalla scomparsa del grande maestro – esposizione;
29/05/2023-02/06/2023 – Taranto, Palazzo del Governo – XI concorso musicale giovanile internazionale – esposizione personale e premiazione dei primi tre classificati con opere pittoriche dell’artista.

Fiore – Come ti sei avvicinata alla pittura?
Calianno – In un periodo particolarmente delicato della mia vita ho incontrato per caso un’artista, Letizia Battaglia, che esponeva alcune sue opere all’aperto e pubblicizzava la sua attività di insegnante d’arte figurative. Ho sentito una spinta interiore ad approfondire le tecniche pittoriche e ho iniziato con lei un percorso che mi ha portata gradualmente a sviluppare un mio stile espressivo, tuttora in continua evoluzione.

Fiore – Perché la tua scelta pittorica si è indirizzata verso un linguaggio prevalentemente figurativo?
Calianno – Mi è sempre piaciuto leggere e interpretare il dettaglio della realtà e questo mi ha spinto a descrivere il moto dell’anima nelle figure umane, animali e di una natura viva o radiante. Questo è il mio orientamento attuale, in futuro non escludo di poter sperimentare altre modalità espressive.

Fiore – Qual è in pittura il confine, se esiste, tra figurazione e astrazione?
Calianno – L’Estrazione. Con questo termine intendo la possibilità di estrarre dalla figura la sua “anima” e trasferirla sulla tela con una modalità emotiva e reinterpretativa del reale, portandola a un livello parossistico e simbolico.

Fiore – Il tuo viaggio artistico sembra dominato da una necessità interiore. Se vero, perché?
Calianno – Ogni forma d’arte è espressione di un’interiorità più o meno complessa. Non è un processo razionale, quindi non esiste un rapporto causa – effetto esprimibile con un perché.

Fiore – Quali sono i maestri e gli artisti cui guardi?
Calianno – Senza dubbio uno dei maestri che più ha contribuito allo sviluppo della mia arte è Igli Arapi. Tra i Maestri ispiratori, anche se diversi dalle mie tecniche pittoriche, citerei Modigliani, Picasso, Caravaggio e Rubens.

Fiore – Come scegli i tuoi soggetti e come arrivi alla individuazione di una determinata composizione?
Calianno – Come innamorarsi di una persona: il colpo di fulmine! Nel senso che se c’è un’immagine, una sensazione, un’emozione che mi suscita qualcosa, cerco di trasferirla sulla tela.

Fiore – Dalle foto dei tuoi dipinti deduco che lavori strettamente in studio. Lo studio quanto è anche ambiente domestico?
Calianno – Il mio studio è molto grande: praticamente il mondo! Non ho un posto specifico dove dipingo. A seconda del mio stato d’animo, cerco di attraversare una porticina che mi trasporti in una dimensione surreale che mi aiuta a esprimermi al meglio, all’aperto o al chiuso che sia.

Fiore – La pittura è un’esperienza individuale o collettiva?
Calianno – Nel mio sentire l’espressione artistica è assolutamente personale quindi individuale. Possono esserci esperienze di scambio o eventi diversi collettivi, ma che riguardano la presentazione più che la produzione di un’opera.

Fiore – Quanto incidono il dato autobiografico, il desiderio di raccontare e raccontarsi nella realizzazione delle tue opere?
Calianno – Il desiderio impellente è di esprimere me stessa, ma non di raccontare. Certamente il dato autobiografico è inconsciamente presente, come avviene per qualsiasi espressione artistica, del resto.

Fiore – Cosa significa fare pittura oggi?
Calianno – Fare pittura oggi è come averla fatta ieri o come verrà fatta domani.
Il subbuglio interiore, lo scompiglio, l’emozione è la stessa.
Forse oggi, a differenza del passato, manca un pizzico di romanticismo e di dolcezza, probabilmente specchio dei cambiamenti nelle diverse epoche.
Oggi impera superficialità ed egocentrismo e questo rischia di manifestarsi anche nella pittura attuale.

Fiore – Cosa pensi della scena della pittura italiana contemporanea?
Calianno – Nella maggior parte dei casi c’è un fenomeno diffuso di copia-incolla. C’è la tendenza a seguire le mode più che la ricerca di una identificazione reale di sé.
È come se il pittore fosse un “comunicatore” e non un’artista capace di dire quello che pensa, senza timore delle critiche.

Fiore – Ci sono formati, dimensioni o tecniche che prediligi?
Calianno – Mi piace passare dal micro al macro, ma preferisco le tele grandi.
Come tecniche mi piacciono molto la spatola e l’iperrealismo. E poi, molto, la tecnica che non esiste, la tecnica che non è tecnica ma un insieme di possibilità espressive al servizio delle emozioni.

Fiore – Qualche volta una fotografia ha dialogato con la tua pittura?
Calianno – Quando vediamo una bella foto diciamo “sembra un quadro” e quando vediamo un bel quadro diciamo “sembra una foto”.
La relazione è stretta ma sono entrambe surreali in quanto interpretazioni della realtà e rappresentano una dimensione del vissuto più che una riproduzione.

Fiore – La tua è una pittura lenta o veloce?
Calianno – Il tempo che ci vuole. Mi sento un ruscello che ha bisogno di scorrere, a tratti veloce, a tratti con lentezza, in modo naturale, in continuo divenire, scontrandosi con un sasso o fermandosi in una pozza, fino a confluire in uno specchio d’acqua, punto di arrivo.

Fiore – Se potessi incontrare un pittore del passato, cosa gli chiederesti?
Calianno – Il grado di follia che ha raggiunto per realizzare I suoi dipinti.

Fiore – Un aneddoto che ricordi…
Calianno – C’è una mia opera, Saggezza e fedeltà, che ha suscitato diverse emozioni.
Rappresenta un vecchio con il suo cane.
Molte persone si sono emozionate davanti alla tela: una signora ha chiesto di accarezzare il cane, un signore passava e ripassava davanti al quadro dicendo che riconosceva nel quadro il suo cane.
L’episodio più tenero, però, è stato quello di una bambina che, commossa davanti al quadro, ha voluto stringermi la mano e poi è scoppiata a piangere.

Fiore – Cosa hai sacrificato per la pittura?
Calianno – Assolutamente nulla, nella pittura ho conquistato molto.

Fiore – Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Calianno – Solo il futuro lo sa.

Fiore – Grazie e ad maiora semper…
Calianno – Grazie infinite a te e al blog ScrepMagazine per l’attenzione che avete voluto dedicarmi.

Vincenzo Fiore

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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