l’augurio ai giovani studenti maturandi

di

Francesco Savino Vescovo di Cassano all’Jonio

MATURITÀ É/E RESPONSABILITÀ

Care ragazze e cari ragazzi, state per giungere al traguardo del primo lungo percorso di studio che vi ha visto piccoli uomini e piccole donne iniziare un po’ intimoriti per poi crescere e maturare nelle conoscenze e nella vita, sempre più certi di uno scopo oltre che di un’opportunità educativa.

Maturità è ancora detto l’esame di Stato che vi permetterà di introdurvi al primo step della vita adulta che da qui in poi vi vedrà diventare ulteriori protagonisti della vostra vita, della vita del mondo e della storia.

Vorrei aggiungervi un’altra parola che resta come sottesa, ma che cambierà completamente il vostro stare nella realtà che vi aspetta: responsabilità.

La parola in questione deriva dal latino “respondeo” che vuol dire appunto rispondere.

A che cosa? Alla realtà che vi provoca…

Avreste mai immaginato di arrivare all’agognato e temuto esame finale in questo isolamento forzato e carico di ansie (più temibili di quelle di sottoporsi a valutazione) per il presente e per il futuro?

In una forma di “didattica a distanza” che vi ha privato della sperimentazione in aula della suspense del tempo che passa, della preoccupazione di sostenere il compagno più fragile o la vostra stessa debolezza sia umana sia scolastica?

Avreste mai immaginato che un invisibile virus avrebbe potuto stravolgere le vostre abitudini e farvi rimpiangere quel luogo tante volte temuto e altrettante volte bigiato per insicurezza o per noia?

Cosa può dirvi tutto questo?

Che la vita è un dono non “possedibile e continuamente nuovo“.

“E ora che ne sarà del mio viaggio? Troppo accuratamente l’ho studiato senza saperne nulla. Un imprevisto è la sola speranza. Ma mi dicono che è una stoltezza dirselo” …

(Eugenio Montale, Satura)

L’imprevisto accade e cambia la vita. Guardate a questo cambiamento non come ad un ostacolo, ma come ad una possibilità di sviluppare la creatività e la speranza.

Anche il vostro esame non sia un’accettazione passiva di un dovere da compiere o di una pena da scontare, ma piuttosto l’occasione di stupire voi stessi e i vostri professori, argomentando il sapere e ancora di più la vita che in questo sapere si è introdotta con veemenza, ma anche col giusto senso di provocazione che la realtà impone. Vi ricordate? Siate più che mai responsabili cioè rispondete alla provocazione della realtà.

Come? Sviluppando la vostra libertà e il vostro desiderio di infinito, di bellezza.

Questo accidente (il virus) non potrà vincere sulla libertà, la bellezza, l’intelligenza, la consapevolezza di sé da cui l’uomo da sempre e per sempre è fatto.

Vi aspetta un compito ardito: ricostruire il Mondo.

La vostra giovinezza, la vostra freschezza, la vostra energia, la vostra onestà sono doti da mettere al servizio di quel mondo che aspetta la novità di un cuore da bambino, libero da quelle incrostazioni che l’adulto chiama saggezza e che tante volte sono solo meschini calcoli di interesse e di potere.

L’esame di Stato, di maturità, è premessa a tutto questo, soprattutto in questo frangente, in questa particolare contingenza storica. State partecipando alla storia, ne state costruendo un pezzo. Non vanificatela con eventuali mezzucci di sopravvivenza o con atteggiamenti di superficialità.

É importante guardare dentro il vostro cuore e chiedervi cosa desiderate veramente: trovare (o ri-trovare) voi stessi e il proprio posto all’interno di questo caos che è il mondo.

Coltivate i sogni, gioite della vostra vita!

Vi lascio con le parole di Vasco Rossi nella canzone “Cambia-menti”:

“Cambiare macchina è molto facile

Cambiare donna un po’ più difficile

Cambiare vita è quasi impossibile

Cambiare tutte le abitudini

Eliminare le meno utili

E cambiare direzione

Cambiare marca di sigarette

O cercare perfino di smettere

Non è poi così difficile

È tenere a freno passioni

Non farci prendere dalle emozioni

E non indurci in tentazioni

Cambiare logica è molto facile

Cambiare idea già un po’ più difficile

Cambiare fede è quasi impossibile

Cambiare tutte le ragioni

Che ci hanno fatto fare gli errori

Non sarebbe neanche naturale

Cambiare opinione non è difficile

Cambiare partito è molto più facile

Cambiare il mondo è quasi impossibile

Si può cambiare solo se stessi

Sembra poco ma se ci riuscissi

Faresti la rivoluzione

Vivere bene o cercare di vivere

Fare il meno male possibile

E non essere il migliore

Non avere paura di perdere

E pensare che sarà difficile

Cavarsela da questa situazione”

Gesù vi vuole bene e vi accompagna.

Vi benedico.

Cassano allo Ionio, 3 giugno 2020

                                                                                                X Francesco, Vescovo

… a cura di Vincenzo Fiore

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Vincenzo Fiore
Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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