A tu per tu con il Prof. Matteo Bassetti

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Buongiorno, Professore.
Sono molto contenta di ospitarla per la terza volta nel salotto di ScrepMagazine per intervistarla.
La ringrazio molto anche da parte del direttore Giuseppe De Nicola e di tutta la Redazione.

Allora, Professore, la prima domanda tocca un argomento molto interessante: Covid 19 e l’immunità.

– Cosa succede quando Sars Cov2 penetra nel nostro organismo? A cosa servono l’immunità innata e l’immunità acquisita?

– La capacità di protezione del nostro organismo riguarda due linee di difesa. Una è l’immunità umorale quella che è determinata dagli anticorpi e che noi individuiamo facendo il test sierologico. L’altra è l’immunitá cellulo-mediata, che è rappresentata dai linfociti T. Si parla di cellule memoria che rimangono chiuse nei cassetti del nostro organismo e che al bisogno vengono fuori. La differenza è che, mentre la prima la si può misurare con un test sierologico, la seconda solo con indagini specifiche che fanno solo alcuni laboratori. Una è misurabile da tutti, l’altra no.

– Che differenza esiste tra l’immunità da infezione e quella da vaccino?

– Le due sono fondamentalmente identiche. È solo un problema di durevolezza cioè, probabilmente l’immunità naturale arriva a durare circa 8-10 mesi, anche se dipende molto da soggetto a soggetto. L’immunità da vaccino dopo la terza dose è verosimile che abbia una durevolezza maggiore.

– È difficile che una persona contagiata dal covid possa reinfettarsi?

– Si parla che il 3- 5% delle persone già contagiate da variante Delta si stiano reinfettando con la variante Omicron. La protezione dell’immunità è abbastanza elevata soprattutto nelle forme gravi di Covid. Quella dovrebbe durare più a lungo. Questo è il motivo per cui chi ha avuto il covid deve fare il vaccino.

– I soggetti guariti dal Covid dovrebbero essere seguiti maggiormente dopo la negatività perché ci sono gli effetti del long Covid. Professore, perché questo virus dá diversi effetti negativi a distanza?

– Perché questo è un virus che dà complicanze dirette a livello del polmone, cuore, cervello e anche, purtroppo, complicanze indirette che sono le cosiddette complicanze immunomediate cioè legate alla stimolazione immunitaria. Quindi, fondamentalmente, molti degli effetti a lunga distanza sono immunomediati. È un virus aggressivo che tocca, praticamente, tutti gli organi. Per cui, evidentemente, è più facile che sia responsabile di forme che durano a lungo. Anche altri virus, come per esempio l’herpes virus, dà delle forme di long herpes con le neuriti post herpetiche.

– È importante fare un test sierologico per accertare la risposta immunitaria al Covid?

– Il test sierologico non serve a nulla. Secondo il mio parere non andrebbe fatto.

– È necessario che tutti facciano la quarta dose?

– Non credo che debbano farla tutti. Inizialmente la faranno le persone fragili. Poi vedremo i dati. Al momento non esistono evidenze per poter dire che la quarta dose va fatta a tutti. Innanzitutto non si sa con che vaccino, dose. Non si conoscono i tempi. Bisogna continuare a fare le terze dosi perché c’è una parte significativa che ancora non l’ha fatta.

– Ho letto che la terza dose danneggia i giovani.

– Assolutamente no. È una falsità.

– Il mondo è dei microbi. La nostra battaglia contro i nemici invisibili. Ho letto il suo ultimo libro e vorrei chiederle perché questo titolo.

– Perché è così. Il mondo è dei microbi. Sono più di noi, si riproducono più velocemente di noi e sono su questa terra da molto prima di noi, quindi la conoscono meglio. La convivenza coi virus è fatta di rispetto reciproco. Non dobbiamo pensare che tutti i virus siano cattivi. Infatti, molti di essi ci fanno anche cose buone. Pensiamo al vino, alla pizza. Se ci sono, è grazie a dei lieviti che producono la fermentazione. La conoscenza dei virus anche attraverso questo libro potrebbe essere un modo per imparare a convivere con essi.

– Che fine hanno fatto AstraZeneca e Johnson?

– AstraZeneca continua ad essere utilizzato in altri paesi. Da noi non più perché ha avuto una cattivissima reputazione anche se poi non era così male. Johnson è ancora utilizzato in chi lo ha fatto come prima dose. Adesso dovrebbe essere approvata la terza dose.

– Giorni fa lei ha detto che l’odio nei suoi confronti è invidia sociale. Perché?

– Io non credo che ciò che sta succedendo a me e ad altri, sia legato al Covid. Non c’entra nulla. Si ha, purtroppo, a che fare con gente che non riconosce il merito. È una società che è destinata a scomparire.

– Professore, l’Italia è uno strano Paese. Mentre i cittadini europei con il green pass possono entrare e circolare liberamente, gli italiani non possono lavorare.

Queste sono soltanto scelte politiche, non sanitarie.

Professore, siamo arrivati alla fine di questa bella chiacchierata. La ringrazio nuovamente e spero di incontrarla presto.

Piera Messinese

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Piera Messinese
Sono nata il 13 Novembre del 1966 a Lamezia Terme, in Calabria, ove risiedo. Sono sposata ed ho una figlia. Se dovessi scegliere un attributo che possa caratterizzarmi, questo sarebbe “eclettica”. Sono “governata da uno spirito fortemente versatile” che mi dà energia, per cui mi sento letteralmente assetata di nuovi stimoli. Sono innamorata della scrittura da sempre e la mia formazione classica ha contribuito a mantenere vivo in me tale sentimento. Grazie alla passione per i classici latini e greci in primis ed in seguito agli studi universitari in Medicina e Chirurgia, ho potuto rendere creativa la mia elasticità mentale. Ma “illo tempore fu il Sommo” a rubarmi il cuore e così “Galeotta fu la Divina". Amo, quindi, leggere e scrivere e ritengo che ciò sia fondamentale per la crescita di ogni individuo. Flaubert diceva: _”Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.”… Sono Socia Fondatrice di “Accademia Edizioni ed Eventi”, Associazione culturale con sede a Roma che si occupa di cultura e di promuovere il talento. Scrivo su SCREPmagazine, rivista dell'Associazione, su cui curo varie rubriche.

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