Gennaro Del Core

e

la sua idea di comunicazione

Con i miei più cordiali auguri di Buona Pasqua 2020, incontro oggi Gennaro Del Core,  consulente per relazioni pubbliche e comunicazione di enti, imprese e studi professionali.

In particolare, è specializzato in ambito digitale, laddove qualsiasi genere di organizzazione è ormai tenuta a realizzare una piattaforma completa e di proprietà per interagire con la propria comunità.

Dallo scorso luglio è stato nominato, nel corso dell’assemblea nazionale, delegato di FERPi (Federazione Relazioni Pubbliche italiana) per le Regioni di Puglia, Basilicata e Calabria.

Fiore: Mi può parlare di FERPi?

Del Core: Dal 1970 è l’Associazione che rappresenta in Italia i professionisti delle Relazioni Pubbliche e della Comunicazione. 

I soci FERPi operano come liberi professionisti, dirigenti, funzionari, dipendenti e collaboratori di aziende, enti pubblici, Enti del Terzo Settore, docenti universitari.

Partecipano alla vita di FERPi anche studenti e neolaureati.

E’ socio fondatore di CERP (Confédération Européenne des Relations Publiques) e di Global Alliance for Public Relations and Communication Management.

Inoltre è membro di Euprera (European Public Relations Education & Research Association)

Fiore: Quante delegazioni rappresentano il territorio italiano?

Del Core: É presente sul territorio con 13 Delegazioni Regionali per supportare i soci nella loro attività e promuovere la diffusione della cultura della Comunicazione; è attiva in UNI dove coordina il Tavolo di lavoro UNI/CT 006/GL 06 che ha l’obiettivo di redigere la norma per la certificazione della prestazione d’opera del “Comunicatore professionale”.

Fiore: Mi pare di comprendere che la sua mission mira alla valorizzazione della professione dei Relatori Pubblici e dei Comunicatori e alla promozione della  crescita professionale dei soci con la formazione, l’aggiornamento costante e il confronto internazionale.

Del Core: Sì, come pure alla partecipazione come protagonista allo sviluppo del settore contribuendo all’analisi dell’evoluzione delle dinamiche del mercato e dei cambiamenti in atto nel mondo della Comunicazione.

Fiore: Il ruolo delle delegazioni territoriali?

Del Core: Ogni delegazione territoriale offre ai soci attività di networking e aggiornamento collegate alle specifiche attività locali.

Fiore: Il Coronavirus ha rimesso la comunicazione al centro del tavolo…

Del Core: La pandemia da coronavirus sta mettendo a una durissima prova di rigenerazione i vari segmenti dell’intero “sistema paese”, come anche la comunicazione.

Istituzioni, imprese, professionisti, associazioni ed ogni altro genere di organizzazione ne stanno subendo l’impatto.

Fiore: E secondo lei, uomo di comunicazione, come si sta reagendo alla crisi?

Del Core: Partiamo da una novità: la prima presentazione di un provvedimento normativo, peraltro di grande importanza, non con una classica conferenza stampa ma con una diretta Facebook e dalla pagina personale del Presidente del Consiglio anziché da quella ufficiale del Governo.

Mi riferisco al cosiddetto “Cura Italia” che il Presidente Giuseppe Conte ha anticipato ancor prima della sua divulgazione ufficiale.

Fiore: Cosa ha voluto significare questa “res nova”?

Del Core: Questa novità, a mio avviso, non è solo il trionfo della disintermediazione ma anche il segno dei tempi che ci aspettano e che vedranno nuovi assetti.

A differenza di soli due mesi fa, infatti, oggi siamo tutti consapevoli dell’esistenza e delle potenzialità nell’utilizzo delle piattaforme sul web.

Tutti abbiamo imparato a conoscere la dicitura smart working e credo che, laddove possibile, molti continueranno a farne ricorso anche ad emergenza finita.

Che si tratti di una riunione privata o di un’intervista pubblica, magari in diretta, sarà difficile, anzi impossibile, tornare al punto di partenza.

Come delegato FERPi per Puglia, Basilicata e Calabria sono convinto che la comunicazione, intesa in senso moderno, sarà al centro della ripresa.

Fiore: E farà la differenza tra chi saprà tornare a correre e chi no?

Del Core: Tutti supereremo definitivamente il concetto top/down che ha caratterizzato l’informazione tradizionale per arrivare ad una relazione diretta.

Questo non significa certo che i giornali non esisteranno più, anzi.

Saranno solo diversi, più impegnati a coltivare la relazione con la comunità dei propri lettori.

Anche le più piccole realtà imprenditoriali e istituzionali, poi, impareranno a trasformarsi in un broadcast e gestire media di proprietà.

Sarà necessario, anzi vitale.

Fiore: Mi fa un esempio?

Del Core: Penso alla necessità per le strutture sanitarie, con particolare riferimento alle residenze per anziani, divenute ormai nell’immaginario collettivo centri di diffusione del virus, di reagire e di rispondere agli attacchi mediatici di questi tempi.

Ancora, in ottica di ripartenza economica ci sono interi settori che avranno bisogno di comunicare, e bene, la propria rinascita.

Fiore: In particolare?

Del Core: I settori della cultura e del turismo avranno bisogno di una grande piano di comunicazione, soprattutto rivolto all’estero.

Fiore: Per concludere, ripartiremo ma non saremo più come prima?

Del Core: Sì, anche perché avremo imparato nuovi strumenti, certo, ma soprattutto avremo finalmente imparato che il mondo che viviamo è interconnesso e richiede che ci parliamo fra noi.

Dovremo tornare a stabilire relazioni solide, anche virtuali, per non farci trovare di nuovo impreparati come questa volta.

E che un cambiamento notevole sia avvenuto è indubbio!

E questo lo si riscontra da come quasi tutte le aziende, dalla più piccola alla più grande, hanno modificato in questo periodo di pandemia la promozione dei propri prodotti.

Non più campagne pubblicitarie aggressive ma connessioni simili a carezze di tranquillità e serenità e di grande supporto alle varie comunità.

… a cura di Vincenzo Fiore

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Vincenzo Fiore
Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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