Elena Pistillo, il suo teatro e il suo cinema
Dai Quattro Canti prendo Via Maqueda e raggiungo il Teatro Massimo, inaugurato nel 1897, chiuso nel 1974 e riaperto nel 1997.
Il Teatro Massimo è il più grande teatro d’opera d’Italia ed il terzo più grande d’Europa, preceduto solo dai teatri d’opera di Parigi e di Vienna.
E già il rimbombo dei vostri interrogativi, delle vostre domande mi assale.
Cosa fai a Palermo? E perché “assoluta direzione” Teatro Massimo?
Semplice!
Dove si può incontrare un’attrice di teatro e di cinema a Palermo?
Nel Teatro Massimo!
Anche se, viste le restrizioni da COVID-19, l’incontro è avvenuto nei pressi della gradinata stante il pomeriggio primaverile.
Lo so.
Non vi ho detto ancora il nome!
Siete dei curiosi impenitenti!
È Elena Pistillo, nata a Marsala il 29 luglio 1969 e attualmente residente a Palermo, dove lavora.
Diplomatasi attrice presso la Scuola di teatro Teatès di Palermo, diretta da Michele Perriera, laureata in lingue e letterature straniere, nel 2009 partecipa a Taormina a uno Stage diretto da Lina Wertmuller, nel 2012 frequenta il Laboratorio di teatro danza “L’essere scenico” con Michele Abbondanza, presso danza studio L.I.R.A. di Palermo, nel 2015 consegue la laurea magistrale in Teatro, cinema e spettacolo multimediale.
Ha lavorato con registi quali: G. Borruso, U. Cantone, G. Costantino, F. Crivelli, R. Guicciardini, W. Manfrè, G. Perriera e M. Perriera, A. Piccardi, P. Spicuzza, ed altri.
Docente di dizione, conduce laboratori teatrali presso scuole pubbliche e private.
Nel cinema ha lavorato con registi come Aurelio Grimaldi, Pasquale Scimeca, Gianni Costantino e Salvatore Alessi.
Come regista ha diretto nel 2016 il cortometraggio Violenza Vola Via, nel 2017 Nativi digitali.
Come autrice ha pubblicato: Un fiore…per Eugène Ionesco, Parol¬e, il racconto Polizia Polizia all’interno del romanzo collettivo “Un’estate a Palermo”, il racconto Colpa?all’interno del romanzo collettivo “Il libro delle vergini imprudenti”, Corso Multimediale di Dizione, Il racconto Erika con la kappa all’interno di “Riflessi a Palermo”.
A cinema l’abbiamo vista in “Un uomo Nuovo” di Salvatore Alessi, in “La Paralisi” di Gianni Costantino, in “Fra Biagio” di Pasquale Scimeca, in “Briciole sul Mare” di Walter Nestola e recentemente ne “Il delitto Mattarella” di Aurelio Grimaldi.

A teatro dal “Povero Piero” di Achille Campanile per la regia di Alvaro Piccardi, a “I sette contro Tebe” di Eschilo per la regia di Aurelio Pes, da “Al di là della rosata foschia”con testo e regia di Michele Perriera, al “Racconto d’inverno” di William Shakespeare, regia di Roberto Guicciardini, con Giulio Brogi, Gianna Giachetti, Pamela Villoresi, da “Ultima Violenza” di Giuseppe Fava, regia di Lollo Franco, a “Don Giovanni Tenorio”di J Zorilla y Moral traduzione e adattamento di E. Groppali, regia di Umberto Cantone, da “Oklaoma City secondo Kafka”, progetto e regia di Gianfranco Perriera, a “16 settembre 1970, la scomparsa di De Mauro”, drammaturgia e regia di Gianfranco Perriera, da “Il denaro misura di tutte le cose”, testo e regia di Gianfranco Perriera, a “La Buttana del re”, testo di Beatrice Monroy, da “La mia barca viaggia col vento”, testo e regia di G. Perriera, a “Un mazzo di rose con mirtilli e caramelle”, testi di Michele Perriera, regia di G. Perriera, da “Corri, corri”, testo di Gianfranco Perriera, a “Violenza Vola Via”, regia di Elena Pistillo, a “Ogni cosa a mio tempo”, regia di Elena Pistillo e Cocò Gulotta.
In televisione nella fiction Agrodolce e come presentatrice della Gara Internazionale di Tuffi svoltasi a Marsala.

Ha presentato il Festival Musicale Lilybaeum, svoltosi nella città di Trapani, con la partecipazione del batterista Lele Melotti, il direttore d’orchestra Danilo Minotti, i cantanti Samuele Bersani, Eugenio Finardi, Cristiano De Andrè, il XII Concorso Pianistico Internazionale e VIII Selezione Internazionale per Cantanti Lirici “Mario Del Monaco” al Teatro comunale di Marsala, il concerto di Katia Ricciarelli al Complesso San Pietro di Marsala oltre a sfilate di moda, selezioni per concorsi di bellezza, concorsi musicali svoltisi in diverse città siciliane con la partecipazione di artisti di fama nazionale quali Roy Paci e Aretuska, Almamegretta, Modena City Ramblers, Los Locos, Gigi Sabani, Manlio Dovì, Pippo Franco, Nino Frassica, Francesco Scali, Sergio Friscia, Gianfranco Iannuzzo, Pietra Montecorvino, Raimondo Todaro, Fernando Proce, Silvia Mezzanotte, Franco Fasano, Pippo Kaballà, Olivia Sellerio, Stefano Profeta.
Fiore – Come e quando è nata in lei la passione per la recitazione?
Pistillo – A scuola, e molto presto, a dieci anni.
Fiore – Nella sua città natale?
Pistillo – Sì, a Marsala, da dove già a sedici anni ho cominciato a girare il mondo con il teatro.
Fiore – Cosa ricorda del suo primo esordio?
Pistillo – Il fotografo di scena era mio padre, avevo dieci anni e interpretavo la Baronessa in “Centocinquanta la gallina canta” di Achille Campanile.
Indossavo una pelliccia bianca, avevo i capelli raccolti e i tacchi altissimi.
Mio padre non mi riconobbe. Non subito quanto meno.
Ero sicura in scena, provavo emozioni belle e forti e sentivo quelle del pubblico. Avvertivo l’orgoglio di mio padre, che nel frattempo mi aveva riconosciuta, e un suo certo imbarazzo felice.
Fiore – Il suo bailamme di esperienze artistiche com’è incominciato?
Pistillo – Sì, c’è una certa confusione nel mio percorso: avrei voluto fare solo l’attrice, ma i miei, per amore, non hanno sostenuto questa mia scelta come unica direzione della mia vita, erano preoccupati e, forse, non abbastanza ricchi per mantenermi finché questo lavoro non mi avesse dato la possibilità di vivere esclusivamente d’arte.
Così mi sono laureata in lingue, poi mi abilito all’insegnamento e mi laureo anche in Teatro, Cinema e Spettacolo multimediale.
Comincio a lavorare presso lo stabile di Palermo, ma poi arriva la prima supplenza annuale presso una scuola statale: da lì sono partite due strade parallele che spesso, però, ho fatto incontrare, contro ogni legge di geometria!
Fiore – Cioè?
Pistillo – Ho fatto teatro a scuola, per la scuola. Ho impiegato la mia empatia utile a teatro e con i miei allievi. Ho sofferto poco della competizione, perché ho maturato una conoscenza del mondo del lavoro in ambienti diversi.
È questo il motivo per cui non sono mai stata attaccata al risultato da ottenere ad ogni costo, non perché non tenessi al risultato, ma perché la competizione eccessiva, disperata, la trovo ridicola, brutta.
Credo che la vita sia fatta di esperienze dove ciascuna nutre e arricchisce l’altra. Ogni conoscenza, ogni vissuto arricchisce. Certo non sono mancate le rinunce e le limitazioni reciproche di questi due campi lavorativi.
Non sono più potuta partire in tournée, per esempio, specie con l’immissione in ruolo.
Fiore – Ma rinunciare è una forma di arricchimento…
Pistillo – Assolutamente sì! Decidere vuol dire recidere, tagliare ma necessita di grande coraggio.
Fiore – Cosa pensa delle varie esperienze vissute?
Pistillo – Sono state tutte bellissime. Alcune più leggere, altre dolorose. Distinguo tre fasi.
Da giovanissima: una scoperta meravigliosa, una voglia immensa di non smettere mai.
Da giovane: la fase più difficile, la conoscenza di un mondo complesso, competitivo, talvolta arrogante, irrispettoso, fanatico, cattivo persino.
Da adulta: la mia fase attuale, dove scelgo, mi nutro, continuo a sognare ma con garbo e timidezza.
Fiore – Il suo rapporto con i moderni modi di comunicazione?
Pistillo – Ottimo. Amo mettere insieme la mia formazione fatta di pagine cartacee, di telefonate con il gettone, di lettere e francobolli, con le potenzialità del web e delle nuove tecnologie.
A giorni inizio una scuola di montaggio! So di non sapere, ma mi piace imparare.
Sono critica e non mi piace che gli algoritmi governino le nostre scelte, non mi piace soprattutto che vengano violati i diritti umani e dell’infanzia.
Questa è una delle tematiche nelle quali cerco di dare il mio contributo, ma amo il progresso, che non si può fermare.
E soprattutto io non vorrei fermarlo. Vorrei, però, che non ubbidisse solo ad interessi commerciali. Questo sì. Amo confrontarmi e lavorare con i giovani: ce ne sono di strepitosi.
Le diverse generazioni possono attivare un interscambio affettivo-culturale davvero efficace e magico. Ma devono sapersi incontrare per rimettere al centro la creatività riprendendo in mano il bandolo di un nuovo umanesimo di cui si avverte tanto il bisogno nei vari settori della società.
Fiore – E quindi anche un web più umano e meno esasperato?
Pistillo – Assolutamente sì! Servirebbe a non avere episodi tragici come quello della bimba palermitana morta pare per una sfida di un noto social.
Fiore – I suoi programmi futuri?
Pistillo – Parecchi. Un nuovo spettacolo teatrale, sul quale per scaramanzia preferirei non anticipare nulla e un nuovo e maggiore impegno dell’Associazione Culturale di cui sono presidente nella comunità educante.
Fiore – Il limite tra la sua vita “reale” e quella “teatrale”…
Pistillo – Quella reale è reale e quella teatrale è teatrale. Non recito nella vita, ma vivo sulla scena.
Fiore – Come nasce il progetto Violenza Vola Via?
Pistillo – Dal desiderio di dare maggiore diffusione ad un testo teatrale di Gianfranco Perriera che avevo interpretato in alcuni teatri.
Il teatro, si sa, è un fenomeno di nicchia, mentre un video può arrivare a più gente.
Così l’ho trasformato in un cortometraggio da me diretto…
Fiore – …aprendo un grande dibattito sulla violenza domestica e guadagnandosi il primo premio alla terza edizione del Cefalù Film Festival.
Pistillo – Trattare il tema della violenza domestica lo sento un dovere. Penso sia alle vittime che ai carnefici, entrambe anime dannate che possono salvarsi.
Penso ai figli, vittime di violenza assistita.
Penso a quella catena di violenza che qualcuno deve avere la forza di spezzare per liberare le generazioni future.
Credo sia importante parlarne diffusamente e intensamente a scuola.
https://www.youtube.com/watch?v=xJeKvz9ZQb4

Fiore – E il progetto Nativi digitali?
Pistillo – Nasce da un racconto che mi ha fatto mia figlia e dal mio essere madre. Questo progetto va incontro alla sete di tutti i genitori.
C’è bisogno di confronto, informazione e formazione sul corretto uso della tecnologia, sulla consapevolezza del rischio della dipendenza dagli strumenti digitali e sulla conoscenza dei pericoli cui ci si espone.
Il mio video è stato solo un input per avviare dibattiti, incontri, confronti presso scuole, chiese, on line e dal vivo. Anche per questo è stato scelto dall’Assessora alla Scuola, Lavoro, Parità di genere Giovanna Marano per dei laboratori itineranti di supporto ai genitori e creare una profonda collaborazione tra scuola, famiglia e istituzioni sull’uso consapevole e critico delle nuove tecnologie, tema che genitori, docenti, ragazze e ragazzi vogliono sviscerare e affrontare per poter prevenire piuttosto che curare patologie e dipendenze.
Fiore – Opera meritoria la sua perché non va assolutamente sottovalutato l’effetto dopaminico dei like e delle visualizzazioni.
Pistillo – Infatti non a caso la sottomissione a giochi online e social è stata inserita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra le malattie mentali più diffuse.
Fiore – Com’è nata la sua vocazione al teatro?
Pistillo – Probabilmente da una mancanza. Non vorrei lanciarmi in discorsi che non mi competono di psicanalisi. Ma spesso la mancanza è quel vuoto che ti spinge all’arricchimento. Alla valorizzazione dei punti di forza che ognuno di noi possiede. Probabilmente l’avere avuto una madre che ha perso suo padre quando io nacqui, il suo volto addolorato, il suo abito nero mi hanno fatto credere di non essere protagonista della sua e della mia vita.
Mia madre è una donna meravigliosa che mi ha amato e mi ama come solo una madre sa fare, ma nei primi mesi della mia vita era devastata dal dolore: mio nonno era il suo faro e fu investito a piedi e morì giovanissimo pochi giorni dopo la mia nascita.
Inoltre all’età di sei anni diventai strabica tanto da essere stata la bimba con gli occhi storti disegnata alla lavagna e derisa fino all’età di dieci anni.
Poi mi operai, grazie ad un consiglio della mia maestra Emma, ed ora ho degli occhi meravigliosi.
Chissà, forse questo dolore mi ha resa empatica ma al tempo stesso desiderosa di essere al centro della scena e applaudita.
Fiore – Si può dire che tu sei un’attrice espressione del Mezzogiorno d’Italia o è un’espressione riduttiva?
Pistillo – Non saprei. Non sono tipicamente mediterranea.
Mi sento cittadina del mondo.
Ma mi va bene questo riferimento alla mia terra di nascita, dove c’è quel mare meraviglioso senza il quale non saprei vivere.

Fiore – Quando sei in scena quanto conta il pubblico per lei?
Pistillo – Conta tanto, ma una brava attrice non deve temerne il giudizio, deve solo donarsi.
Dare e ricevere dal pubblico.
Se si sente a suo agio, se sa di avere qualcosa da dare ed è desiderosa di farlo, comunque, in ogni condizione, sia se si sente in forma o meno, sia se è un grande teatro o un piccolo teatro, se si trova a New York o in un piccolo paesino, allora avverrà quell’alchimia che è difficile spiegare a parole.
Il pubblico è lì, ma non c’è.
Il pubblico è di fronte a te o attorno a te, ma in realtà è dentro di te.
Fiore – Alle sue spalle ha diverse esperienze, dalle teatrali alle cinematografiche e televisive. Dove ha trovato maggiore difficoltà o dove si trova più a suo agio?
Pistillo – Sono arti diverse. Amo il cinema, ma ne ho fatto troppo poco. Vorrei farne tantissimo.
Il teatro è grande, devi essere formato, potente, maestoso. Al teatro debbo tantissimo e mi piace farlo.
Il cinema è verità, devi pensare in modo autentico, non devi né gesticolare né dimenarti, devi solo pensare quello che dici, quello che fai, devi guardare, sentirti guardato, devi vivere dentro l’inquadratura e in quel microcosmo circondato da macchinari e macchinisti.
La macchina rivela ogni tuo pensiero. Guai a distrarsi, ad essere vanitoso, ad essere in posa.
Il cinema è meraviglioso. Mi piacerebbe andare in America.
Mmm, ma non credo di poterlo fare.
Fiore – Allora…in bocca al lupo!
Pistillo – Evviva il lupo!
Fiore – Quando sta sul set o sul palco di un teatro di quanto si sveste dei panni di Elena Pistillo? E come si sente quando rientra?
Pistillo – Mi svesto del mio ego del tutto e mantengo la mia essenza.
Mantengo il mio essere unica e parte dell’universo, come tutti lo siamo.
Siamo tutti pezzi d’oro, divinità, ma solo quando abbandoniamo il nostro ego. Quando rientro in Elena Pistillo mi sento meglio, perché sono stata in connessione con la mia essenza divina, da cui, purtroppo, nel tran tran quotidiano, man mano mi allontano.
Ultimamente provo ad essere in connessione con la mia essenza divina anche nella vita, si vive meglio.
Fiore – Quali sono le soddisfazioni che si è tolta sinora?
Pistillo – Nessuna e tutte. Non sono famosa. La gente vede quello. Ma le persone a me care vedono molto di più.
Fiore – Il progetto al quale si sente più affezionata?
Pistillo – Sempre il prossimo.
Fiore – Calcare un palcoscenico è un capriccio o una responsabilità?
Pistillo – E’ un lusso e una responsabilità.

Fiore – Recentemente l’abbiamo vista interpretare la suocera di Piersanti Mattarella nel film di Aurelio Grimaldi “Il delitto Mattarella”. Quanta responsabilità ha avvertito mentre girava?
Pistillo – Aurelio Grimaldi mi ha scelta, malgrado fosse per me un ruolo fuori età, per interpretare una donna elegante, giovanile, forte e con un bellissimo rapporto con i suoi nipoti.
Una grande responsabilità, ma vissuta con gioia, per la meravigliosa sintonia con il regista e tutto il cast.
E poi ero felice di essere quella donna.
Non sono mancati commenti di grande perplessità di chi asseriva che ero troppo giovane per quel ruolo, ma non mi hanno demoralizzata.
Alla fine credo di aver calzato il ruolo malgrado la differenza d’età, grazie anche ad un’ottima cura dei miei abiti.
Tutto il girato era nel film e… Aurelio ha tagliato tanto.
Che meraviglia!
Fiore – Un consiglio a chi sogna di fare l’attore nel nostro paese…
Pistillo – Studia, formati, insisti, vivi. Credi in te stesso. Viaggia.

Fiore – Quali sono le emozioni che prova quando recita a teatro?
Pistillo – Quelle del personaggio che interpreto più le mie: un’apoteosi d’emozioni. Ma ho imparato ad eliminare le emozioni dell’attrice che nuocciono al personaggio. Se Elena prova emozioni in sintonia con la personalità e la vita del personaggio va bene, altrimenti Elena per un po’ se ne sta bella tranquilla e lascia vivere il personaggio che interpreta senza rompere.
Fiore – Aver studiato recitazione quanto l’aiuta a comprendere le persone del quotidiano?
Pistillo – Aver studiato recitazione aiuta a recitare. Recitare, il teatro, l’arte in genere aiutano a comprendere le persone del quotidiano.
Ecco, io non sono la classica artista che vive in un mondo a parte, con la testa tra le nuvole, dissociata.
Io vivo e mi nutro di vita. Ogni tanto volo tra le nuvole, ma come lo facciamo tutti. No?

… a cura di Vincenzo Fiore
RINGRAZIAMENTI
Si ringraziano Valentina Glorioso, Antonio Pistillo e Peppino Romano per alcune foto di Elena Pistillo.









Un’intervista a tutto tondo, il personaggio è persona, con la sua psicologia, la sua vita privata e di attrice. Emerge la figura “non pirandelliana” di Elena Pistillo, che non confonde la vita con il teatro, come nel dramma esistenziale di TROVARSI.
È una dote umana ed artistica, saper tenere separate le due facce dell’essere, non confonderle nella vita come sul palcoscenico.
Fiore, incalzante come sempre, fa emergere tutte le sfaccettature del diedro caratteriale di Elena. Affiora il carattere fermo e determinato, gli affetti familiari, la forza ricevuta dai suoi cari, l’impegno artistico, teatrale e filmico di prima grandezza.
Leggere Fiore è sempre un arricchimento, si aprono anime sconosciute ed orizzonti nascosti di figure da cui poter sempre imparare la cosa più importante per tutti: VIVERE.
Caro Carmine, ho avuto modo di apprezzare le doti umane e professionali di Elena Pistillo sin dai primi contatti su Facebook.
Sin da subito le proposi un “a tu per tu con…” per ScrepMagazine.
Il suo sì fece trasparire l’immagine di una persona dall’animo elegante e sensibile e
la conferma di trovarmi di fronte, come dici tu, un “carattere fermo e determinato”, ma nello stesso tempo dai tratti pregni di tanta umiltà.
L’intervista ha completato il quadro: ne è scaturita una grande educatrice, una immensa attrice e una donna da cui apprendere i valori del palcoscenico della vita.
Grazie, caro Carmine, per il tuo commento e a presto…