A Libri, Arte e quant’altro arricchisca l’Anima,  l’ospite di oggi è la scrittrice, Silvia dal Cin

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Sono nata e cresciuta nel Nord Est italiano,

 tra campi e fabbriche,

 ma la mia mente ha sempre volato ovunque

 in cerca di magia.”

Silvia dal Cin

 

 

 

Gianni Rodari diceva: “Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo.”E l’autrice di oggi ha reso sue queste parole di Rodari, e vola alto nel mondo magico della Fantasia e lo fa portando con le sue storie messaggi importanti ai giovanissimi.  

Una mente creativa, aperta, che sa unire la magia delle parole al bisogno di lasciare qualcosa di più nel cuore dei bambini, oltre una bella storia da leggere.

Dice: “Credo che ognuno di noi sia meravigliosamente unico e che, se lo comprendiamo fin da bambini, questo diventi un grande punto di forza quando siamo adolescenti e adulti.” Il suo intento è di sensibilizzare i bambini nell’età in cui sono più ricettivi e aperti a comprendere meglio le diversità.

Conosciamola meglio.

Innanzitutto ti ringrazio di essere qui. I tuoi libri sono incentrati su argomenti importanti come la disabilità, la diversità, la discriminazione. Cosa ti ha spinta a sensibilizzare, tramite i tuoi testi, proprio queste tematiche?

Grazie a te. Non direi che “ho scelto” questi temi ma che anzi loro hanno scelto me. Sia prima di diventare mamma, ma soprattutto dopo, ho notato quanto nella letteratura per bambini e ragazzi la diversità e la disabilità non fossero rappresentate. Nella curiosità dei miei bambini, però, che si fermavano a guardare con sincero stupore altri bambini o adulti in carrozzina o con delle disabilità fisiche, ho trovato una “voglia di conoscere l’altro” molto forte. Considerando che spesso ciò che non si conosce finisce per essere etichettato come “estraneo” o “pericoloso”… Ecco, ho sentito mia la chiamata a renderlo meno lontano e meno pauroso. Nascono così i personaggi del mio piccolo: Fortunata, Pio e altri personaggi (che ancora non potete trovare in libreria). Ognuno di questi animali ha una disabilità fisica; ognuno di loro ha detrattori e sostenitori; ognuno di loro trova il suo posto nel mondo. 

Ami scrivere in rima, ti va di lasciarci qualche tuo verso.

Certo. Vediamo… un tema che mi sta a cuore anche grazie ad un piccolo amico, Cesare:

“Con le mani lui scopre il mondo

mentre scivola o fa il girotondo, 

con i piedi riesce a sentire, 

non solo la terra, ma ogni superficie. 

Con il nasino puntato all’insù

riconosce l’amico che lo aspetta laggiù. 

Cesare poi ha un dono speciale… 

 su ogni viso il sorriso fa sbocciare”

Sono alcune rime che ho scritto per Cesare, un bambino che ha l’età del mio, a cui la neurofibromatosi ha tolto la vista. 

Oltre a scrivere, per molti anni hai fatto parte di compagnie teatrali e gruppi musicali. Quale collaborazione ricordi con più nostalgia?

Ho cominciato a fare teatro fin dalle scuole elementari, con i centri estivi, ma ho scoperto di poterlo davvero fare alle medie. Ho dato la voce, durante le letture in classe di Shakespeare, a Giulietta. Ho sentito i primi commenti positivi su me stessa grazie a quel piccolo “ruolo vocale” e da lì è sbocciato un grande amore per il palcoscenico, il canto (la danza no, mi piacerebbe, ma non sono particolarmente portata!). Forse la nostalgia più grande è per la compagnia Aliestese, con la quale portavo in scena musicale, per un periodo abbastanza lungo della mia vita. 

Nel 2022 nasce il tuo libro: Fortunataedito dalla casa editrice Dragorosso. “Un libro per dimostrare che essere diversi non è sinonimo di “strani”, ma Meravigliosamente unici.”  Quale riscontro hai avuto dai tuoi piccoli lettori?

Fortunata” ha purtroppo avuto una storia un pò sfortunata! È stata apprezzata moltissimo la storia dai primi lettori e dal pubblico delle presentazioni, ma purtroppo non è stata molto valorizzata e ha risentito di alcune carenze tecniche e al momento non è più in commercio praticamente ovunque. I pochi fortunati che ne hanno una copia a casa o a scuola però continuano a mandarci apprezzamenti, disegni e pareri positivi ed è meraviglioso scoprire quanti bambini hanno visto in questa giraffa speciale, nata con il collo corto e quindi molto diversa dalle altre, sé stessi o amici e parenti. Hanno potuto riflettere sul significato di uguale e diverso, ma anche sul concetto di uguaglianza. Diversi genitori si sono sentiti rappresentati dai Signori Giraffa, che attendono molto più degli altri animali la nascita di un cucciolo; per scoprire poi che è diverso. Eppure, l’amore compie meraviglie. Quella cucciola viene immensamente amata, trova una famiglia prima e un gruppo di animali poi che la accoglie, così com’è. Per questo si chiama Fortunata.

A chi è nata l’idea di utilizzare, nel tuo libro “Fortunata”, caratteri speciali che aiutano nella comprensione, quei bambini che hanno difficoltà di apprendimento e lettura: ES, DSA?

L’uso di caratteri speciali, ad alta leggibilità, è una richiesta che io e l’illustratore, Matteo Della Libera, abbiamo fatto ad ogni casa editrice con cui siamo entrati in contatto. Inutile infatti parlare di disabilità e diversità e poi non considerare le diverse abilità dei nostri piccoli lettori. 

 Nel 2023 nasce il tuo secondo libro per bambini, “Pio Piumotti vuole andare in vacanza” con First Letter (gruppo Land Editore). Anche qui affrontiamo temi sociali importanti. Raccontaci di più?

Pio Piumotti non è un cucciolo, come Fortunata. Ci stacchiamo quindi dalla sfera familiare e ci apriamo di più verso il mondo. In questa storia sono gli amici e non più mamma e papà ad essere di aiuto. Ma prima di tutto Pio è di aiuto a sé stesso. È un uccellino con un’ala sola, cosa che di per sé dovrebbe farlo già desistere da qualunque desiderio di vita. Ma ha un sogno: volare al caldo, in Brasile. Come può fare con una sola ala? Prima di tutto allenando l’ala che ha, cercando di mettersi in forma, calcolando la strada più corta… e soprattutto dando ascolto ai veri amici e non a chi cerca solo di abbatterlo. È una storia a cui tengo molto, che è stata molto valorizzata dalle illustrazioni di Matteo Della Libera e dal lavoro della casa editrice. 

Il tuo libro è interamente illustrato a colori dall’illustratore Matteo Della Libera, in arte Watteo. Com’ è nata la vostra collaborazione? Avete altri progetti comuni in futuro?

Matteo è un carissimo amico, prima di tutto. È un ottimo grafico ed illustratore, una persona sensibile e attenta. Il suo stile fresco e colorato, rotondo e luminoso, è perfetto per le mie storie. L’obbiettivo è quello di continuare a lavorare insieme; amo sostenerlo anche negli altri suoi progetti, con altri autori, nonché nella sua attività pittorica (andate a vedere il suo profilo Watteoart!) 

Per la creazione dei tuoi protagonisti, prendi spunto dal quotidiano o ti lasci trasportare dalla pura fantasia?

I miei personaggi nascono dalla realtà che mi circonda, da idee che mi vengono in mente mentre gioco con i miei figli o parlo con mio marito o altri genitori.

I tuoi figli cosa dicono della loro mamma scrittrice?

I miei figli per ora sono molto contenti, portano copie dei libri a scuola e ne parlano con altri bambini. Sono tra i primi ascoltatori e lettori delle mie storie e anche grazie alle loro reazioni riesco a migliorare. 

Quale libro per bambini avresti voluto scrivere?

Quale libro? Sicuramente una saga fantasy, come Harry Potter o Fairy Oak. Ma ho qualcosa nel cassetto… chissà… 

Dici: Se potessi vivrei di musica, palco e viaggi. Che emozioni provi quando sei su un palco di fronte a un pubblico?

Se potessi vivrei di quello sì, anche se amo comunque molto il mio lavoro in ufficio. Ma sul palco puoi essere chi vuoi… e non è mica roba da poco. 

Hai un sogno in particolare nel cassetto?

Un sogno? Sicuramente poter continuare a scrivere e pubblicare e dedicare alla mia famiglia molto tempo. 

Ringraziando Silvia dal Cin per avermi rilasciato questa intervista, ricordo ai nostri lettori che possono seguirla sulla sua Pagina Facebook a questo LINK

 

 Intervista a cura di Monica Pasero

 

 

 

 

 

 

 

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