La zia Marianna

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Marianna era l’ultima di sei figli, era nata in una famiglia nobile che aveva perso col passare  degli anni la floridezza economica.

Lei, Marianna, non si è mai sposata, era rimasta in casa insieme a due sorelle e ai genitori che invecchiando avevano bisogno di molte cure.

Alla loro morte Marianna non si perse d’animo, non era sola perché insieme a lei, rimaneva in casa una sorella nubile di nome Domenica, che veniva da lei chiamata Menicuccia. Marianna aveva imparato un mestiere andando dalle suore, in convento.

Aveva imparato l’arte del ricamo, e aveva imparato anche a confezionare vestiti. La sua era una vita molto semplice, ma quanta soddisfazione e felicità aveva quando le giovani donne portavano via il corredo che lei aveva ricamato, passando notti insonni per finire in tempo l’opera richiesta. Il suo tempo era scandito dalle ore passate a ricamare, ore per pulire la grande casa e le ore più belle passate con i fratelli la domenica, che si recavano a pranzo nelle loro vecchia casa.

Marianna era felice, ripeteva spesso che il destino era stato benevolo con lei. Godeva di una buona salute nonostante gli anni, aveva una famiglia molto amorevole e non rimpiangeva di non essersi sposata.Le capitava, di tanto in tanto, di avvertire un nodo in gola ripensando all’unico uomo che aveva amato da giovane. Ma negli ultimi tempi c’era un pensiero che  l’angosciava.

Il tempo che era passato le aveva portato via, oltre ai genitori, anche Menica e un fratello.

Si era ritrovata da sola, perché i nipoti vivevano in altre città e li sentiva solo al telefono.

Un giorno bussò alla sua porta il parroco della chiesa dove lei si recava ogni domenica. Fu felice di vederlo, ultimamente vedeva poca gente,era andato a chiederle se poteva ospitare una donna, appena arrivata dalla Polonia, in cerca di lavoro. Accettò senza pensarci due volte, era contenta perché in questo modo avrebbe avuto un poco di compagnia.

La donna lavorava tutto il giorno come badante, e la sera tornava a casa di Marianna che le faceva trovare la cena pronta. Per molte settimane tutto andò bene, ma un giorno Marianna svenne in bagno e Tatiana chiamò l’ambulanza.

Marianna passò alcuni giorni in ospedale. Quando tornò a casa avvertiva che qualcosa in lei era cambiato, si sentiva sempre molto stanca, tanto che usciva solo per andare a messa la domenica. Non voleva incontrare più nessuno, se bussavano al suo portone lei non apriva, non voleva far vedere ciò che era diventata, lo spettro di se stessa. Aveva quasi novanta anni, i nipoti volevano che si trasferisse da loro in un’altra città, ma lei era ancorata lì, non avrebbe retto al cambiamento, e continuava a dire di no…

Continua…

Angela Amendola

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

Come il quadro di Chagall

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