VOLA VIA NEL VENTO

(IN DEN WIND)

Luci nella notte, strade di Vienna
illuminate nel profondo
vie come voragini intessute
nel vento, soffiano parole
antiche colme di cimeli
sotto un raggio di luna
che si mescola… la sera
un tonfo nel profondo.
Lichter der Nacht, Straßen Wiens,
im Innersten erhellt,
verwobne Falten die Wege,
der Wind umspült mit Worten
alte Gipfel der Erinnerung
unter einem Mondenstrahl –
er mischt sich ein… der Abend ist ein
dumpfer Widerhall im Innersten. 
Bisbiglia nel vento una foglia
ciondola nel vuoto, sembra
un uomo di carta sbiadito,
leggero come frasche
in una solitudine che trema
tocca terra un corpo
d’inquietudine, la sera
nel grigiore dell’inverno.
Ein Blatt im Winde flüstert,
baumelnd in der Leere, wie ein
Zettler, ganz verwelkt
und leicht wie Laub,
zitternd in der Einsamkeit, ein
Körper voll der Unruh, der
die Erde nun berührt, am
Abend ganz im winterlichen Grau.
Piove: strade allagate, mura fradicie
le nuvole che si rincorrono. Un albero,
piegato dal vento ulula quel verso
di tramonto e si spalanca verso la sera
l’umanità stracolma, d’ansia e di natura.
Regen: Straßen überflutet, Mauern nass,
die Wolken spielen Fangen. Ein Baum,
gekrümmt vom Winde, heult den Vers
zum Sonnenuntergang und öffnet sich dem Abend.
Menschen: voll der Unruh und der Nacktheit.
Vermelis dentro uno spazio breve
si sparge nell’aria un tocco
d’algebra e di violino. I suoni, producono
versi di liquore distillati coi colori
dei campi, febbricitanti nostalgia.
Vermeille in engem Raum,
durch die Lüfte streut ein Anklang:
Algebra und Violine. Töne schaffen so
mit Felderfarben destillierte
Verse, nostalgisch fiebernd, aus Likör.
Vienna ricoperta da uno strato di freddo
penetra nel cuore, una lancia
nella nebbia e nel tempo è quel verso
di poesia nuda, asciutta in gola
scruta in una mano il palmo della notte,
una foglia caduta dall’alto.
Eine Schicht aus Kälte über Wien,
die Stadt im Herzen, dieser Vers aus nackter
Poesie ist eine Pike durch den Nebel
und die Zeit, trocken in der Kehle,
suchend auf der Hand die Nacht;
ein Blatt, von hoch gefallen.
Poesie di Fabio Strinati.
Traduzione di Klaus Ebner.
Fabio Strinati (San Severino Marche, 19 gennaio 1983) è un poeta, scrittore ed esperantista italiano.
Dopo aver debuttato come poeta nel 2014, con il libro Pensieri nello scrigno.
Nelle spighe di grano è il ritmo, ha scritto anche poemetti e libri di aforismi.
Sue poesie, sono apparse su numerose riviste letterarie, come Il Segnale, Il Grandevetro, Erba D’Arno e 451 Via della Letteratura, della Scienza e dell’Arte.
Autore di numerose raccolte poetiche, vive e lavora ad Esanatoglia, paese della provincia di Macerata nelle Marche.
Studioso di lingue regionali e minoritarie, è collaboratore della rivista Etnie e della rivista di letteratura e migrazione El Ghibli.
Grande appassionato della cultura spagnola, nel 2019, approfondisce il dialetto algherese e lo studio della lingua catalana attraverso la lettura di numerosi libri del poeta e scrittore catalano Carles Duarte i Montserrat e del poeta e saggista austriaco Klaus Ebner, tanto da dedicargli dei componimenti poetici poi tradotti da entrambi  e pubblicati su diverse riviste di letteratura specializzata.
Sue poesie, sono state tradotte (oltre che in catalano), anche in albanese, in croato, in esperanto, in tedesco, in spagnolo, in inglese, in bosniaco e in macedone.
Qui nel link di Wikipedia, la biografia di Klaus Ebner:

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