Un addio silenzioso

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Tra la notte di domenica 23 e il mattino 24 di lunedì, si è spento uno dei più spietati boss di casa nostra, Matteo Messina Denaro, all’età di 61 anni, ricoverato nel reparto detenuti dell’ospedale de L’Aquila.
Uomo vile, spietato, privo di scrupoli, assatanato dal potere e dal denaro, nemmeno innanzi alla morte ha sentito pentimento, chiesto scusa e implorato pietà, per tutto il male arrecato al nostro paese e alle vittime dei suoi obbrobri.
Mi chiedo come sia riuscito a vivere una vita normale e serena, essendo stato il mandante dell’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo che, dopo due lunghi anni di martirio, per una vendetta contro il padre, venne strangolato e sciolto nell’acido.
E che dire della strage di Capaci, dove anche lui fu il mandante, in cui persero la vita il Giudice Giovanni Falcone, insieme altre vittime.
Se ne potrebbero elencare ancora tante, e credetemi, provo solo sgomento per quest’uomo che ha lasciato questo mondo senza avere avuto un minimo di pentimento.
Come è potuto arrivare a tanto?
Un uomo che muore, merita rispetto, chiunque esso sia, ma egli è stato un pessimo esempio per la nostra società, e, sicuramente, verrà ricordato dal popolo Italiano, con disprezzo.
Solamente Dio può sapere cosa abbia portato nelle vie più secrete del suo cuore e se ha deciso di perdonarlo.
Grazia Bologna
Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:
https://screpmagazine.com/semplicemente-giulia-parte-1a/

2 COMMENTS

  1. IO SPERO SE C’È UN DIO, CHE NON ABBIA PIETÀ DI LUI E CHE SCENDA IL SILENZIO SU QUESTO ESSERE PERCHÈ OGNI VOLTA CHE VIENE MENZIONATO IL SUO NOME SI COMMETTE UN PECCATO PER TUTTO IL MALE CHE HA FATTO. NESSUNA COMPASSIONE COME DI ALTRI IN PRECEDENZA VEDI RIINA…

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