Tarantella italiana

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152013

Ieri ho fatto alcuni sopralluoghi per lavori da realizzare coi “tanti bonus” adesso a disposizione.

Si tratta di edifici, piccoli e grandi, da sistemare se non, addirittura, da completare per essere finalmente utilizzati.

Si va dalla villetta in campagna al “plesso ospedaliero” rimasto inagibile ed ora da sistemare per essere “messo a disposizione” della clinica.

Anche questo “dei vari bonus” è un drammatico esempio “di confusione legi-creativa tutta italiana”, leggi e decreti che nell’arco di un anno circa, hanno conosciuto modifiche, integrazioni, variazioni, regolamenti…

E come ovvio ancora oggi la misura stenta a decollare.

Ma vorrei prendere questo esempio per proporre alcuni spunti di riflessione.

Il patrimonio edilizio italiano soffre due mali antichi e di difficile soluzione: la necessità di rinnovamento, efficientamento e messa in sicurezza del patrimonio esistente e l’eccesso di abusivismo.

E non solo quello privato.

Il dato complessivo, infatti, si aggrava ulteriormente se si prende in esame anche il patrimonio edilizio pubblico, rispetto al quale pesano particolarmente alcuni pregiati edifici a valenza storica (con le evidenti difficoltà d’intervento connesse) ed una più generale vetustà del patrimonio, enfatizzate negli ultimi anni dalle ristrettezze della finanza pubblica centrale e locale.

La conseguenza sono municipi, uffici, scuole, palestre, musei … pericolosi dal punto di vista sismico e che bruciano (in senso letterale) risorse in ragione della scarsa efficienza energetica delle loro caldaie, dei loro infissi, della loro coibentazione.

Senza poi contare che sul territorio nazionale, e spesso in zone di pregio dal punto di vista paesaggistico, permangono manufatti che, sebbene “abusivamente” realizzati, non vengono demoliti e continuano ad “infestare” le coste, le colline, i paesaggi italiani.

E allora la domanda sorge spontanea.

Essendo noto a tutti tutto ciò ed evitando di fomentare inutili polemiche essendo il nostro Paese in un “chiaro momento di emergenza” mi chiedo come mai fin da subito invece di concedere l’accesso “ai vari bonus” solo agli immobili regolari, però esclusi gli ospedali, escluse le case di riposo, escluso questo, incluso quello,… mettendo quindi il cittadino nella condizione di dover prima studiare, aggiornarsi, fare sanatorie, … solo da qualche giorno si è deciso di dare la possibilità di iniziare i lavori mediante una semplice CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) al Comune competente effettuando in corso d’opera tutte le varie regolarizzazioni ed eventuali sanatorie allargando finalmente la platea dei beneficiari e snellendo le procedure?

Meglio subito che un anno dopo, tanto titoli come questo qui di seguito sarebbero usciti comunque in questa nostra “bella Italia”:

Decreto Semplificazioni, il Superbonus diventa un modo per premiare e sanare l’abusivismo edilizio!

Dall’ultimo condono edilizio sono state realizzate in Italia circa 400.000 opere abusive, più di 20.000 all’anno.

Si tratta di un male tutto italiano che molto spesso premia i più furbi, a svantaggio di chi segue le regole e delle imprese serie di costruzioni che rifiutano di realizzare gli abusi.

Ma questo è – ripeto – ben noto.

A parer mio nascondere la testa nella sabbia a mò di struzzo, non serve

È quindi con personale favore che ho appreso la modifica nel testo del Decreto Legge sulle semplificazioni ambientali e sulla governance del PNRR (n.77/2021) in cui si è finalmente inserita una norma (appunto il nuovo comma 13-ter dell’art. 119 del d.l. 34/2020) che rende possibile iniziare lavori sanando gli abusi, per così dire, in “corso d’opera”.

Il meccanismo è semplice e riguarda sia immobili parzialmente abusivi che immobili completamente abusivi, prima entrambi esclusi dall’utilizzo del Superbonus del 110%.

Nel primo caso, ora, basta che il tecnico attesti nella CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) che accompagna il progetto sull’intero immobile che il nucleo originario è regolare o condonato, anche se sono poi state realizzate difformità rispetto al progetto originario e quindi abusive.

I lavori saranno realizzati con il Superbonus del 110% e il privato potrà accatastare l’intero immobile oggetto di CILA, compresi gli abusi, sanandolo di fatto e con aggravio di eventuali sanzioni.

Qualora, invece, l’immobile fosse completamente abusivo, se la costruzione è stata realizzata prima del 1967, potrà essere ristrutturata coi “vari bonus” e accatastata nello stato finale in quanto oggetto di CILA.

Ma come spesso succede, molti “puristi” stanno alzando scudi e quindi “i vari bonus” ancora stentano a decollare in attesa di una decisione finale, consolidata e condivisa.

Niente da fare: parole, parole, parole … non siamo pragmatici come gli inglesi!

Ma non finisce qui.

Nei miei sopralluoghi, discutendo con le imprese convocate per i lavori, emerge un’altra “italianità creativa”: siccome la novità di cui ho accennato sopra ha generato forte ottimismo negli operatori del settore immobiliare, come ovvio, assistiamo ad una “incresciosa impennata” dei prezzi dei materiali da costruzione, fino a + 70%.

Con questi aumenti indiscriminati e inaccettabili delle materie prime legate all’edilizia, si rischia di vanificare forse l’unico provvedimento buono che è stato messo in campo per rimettere in moto il volano economico e da pochi giorni reso più efficace proprio grazie al nuovo comma 13-ter dell’art. 119 del d.l. 34/2020 .

Tante le verifiche effettuate da vari Enti, Associazioni ed Operatori del Settore da cui è emerso che le materie prime legate al settore delle costruzioni stanno subendo aumenti che vanno dal 20 fino al 70 per cento, aumenti che fanno lievitare il costo del costruito e che potrebbero rappresentare un freno andando a vanificare anche l’accesso ai vari bonus statali.

Situazione che ha indotto l’ANCE, l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili, ad invitare i propri iscritti a non lavorare, a non prendere contratti in segno di protesta: “a terra i martelli“…

E allora io mi chiedo e vi chiedo…ma davvero l’Italia è condannata a rimanere il “Paese delle tarantelle”?

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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