Diego Velazquez (parte quarta)

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DIEGO VELAZQUEZ (parte quarta)

“Ritratto del buffone Sebastian de Morra”

Olio su tela 106×81 cm.

Museo del Prado, Madrid.

Identificato nella persona di Sebastian de Morra, si sa con certezza che il nano, dopo essere stato al servizio presso il cardinale infante don Ferdinando d’Austria, venne trasferito nel 1643 dal principe Baltasar Carlos fino alla morte di quest’ultimo.

Il compito di Sebastian De Morra era quello di intrattenere il principe con il suo umorismo.

De Morra morì nell’ottobre del 1649 dopo anni di servizio alla corte.

“RITRATTO DEL BUFFONE SEBASTIANO DE MORRA”

Sebastian de Morra era un nano storpio dalla nascita.

Velázquez lo ritrae seduto con
un’espressione triste, severa e profonda, che contrasta con la professione, quasi a voler dar voce al suo tormento.

Il buffone, con il folto pizzo, i baffi spioventi, i capelli neri e la frangetta ben pettinata, ci osserva con uno sguardo intenso, da uomo ormai adulto.

Le gambe corte, con le suole delle scarpe in primo piano come un burattino disarticolato, accentuano il carattere del personaggio, ma attenua la sensazione penosa dello storpio in piedi.

Il vestito è di panno verde come quello che i duchi diedero in dono a Sancho Panza nel Don Chisciotte.

De Morra Sebastian porta, inoltre, sopra il vestito, un giubbotto d’oro e porpora degno di un principe.

Polsini e colletto sono di sottile pizzo di Fiandra che la regola d’austerità vietava ai cavalieri, ma il nano godeva probabilmente del favore di Carlos.

Per ultimo, le mani piegate verso l’interno come moncherini, commuovono noi attenti spettatori.

CONCLUDENDO:

È stato scritto che il principe Baltasar Carlos lo apprezzava talmente tanto da lasciargli, nel suo testamento, uno spadino argentato con tracolla, daga e spada, oltre a due insegne cavalleresche con il giglio e un coltello.

E’ molto probabile, visto l’amore per la caccia mostrato fin dall’infanzia del principe, che il nano lo accompagnasse nelle sue battute.

Ecco il motivo per cui gli lasciò nel testamento un tale armamentario.

Bruno Vergani

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