Solidarietà concreta per la popolazione femminile afghana

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La solidarietà di Mete Onlus alla popolazione femminile afghana

Mete Onlus, attraverso la sua Presidente Giorgia Butera, manifesta solidarietà alla popolazione femminile del Paese afghano, tornato a vivere negli inferi.

Significativo al riguardo l’atto di aver issato in una prima fase la bandiera nei pressi dell’Università, in seconda nel Palazzo Presidenziale.

Ecco così dichiarato l’Emirato Islamico Afghano.

Condizione drammatica per le donne afghane, considerate bottino da guerra.

Nonostante il portavoce dei talebani affermi che le donne non devono spaventarsi, si cancellano i volti delle donne da un salone di bellezza, si chiede di non farle recare a lavoro, di nascondersi in luoghi segreti.

In ogni città e villaggio gli Imam hanno avuto l’ordine di compilare la lista delle donne non sposate  ed in età fertile, saranno subito messe a disposizione dei comandanti dei vari battaglioni.

“E’ un ritorno ufficiale alla Sharia. Nel lessico islamico e coranico è la «strada rivelata», e quindi la legge sacra, non elaborata dagli uomini ma imposta da Dio.

La Sharia è interpretata e sviluppata dal diritto islamico a partire dalle sue fonti canoniche, che sono il Corano e la sunna, ricorrendo poi a strumenti supplementari, insieme costituiscono il cosiddetto  usul al-fiqh, «le radici del diritto», per tutto quello che nelle fonti non è detto esplicitamente e univocamente, nell’ambito delle possibilità umane e tenendo conto dell’approssimazione inevitabile.

Ed allora, siamo ribelli nella letteratura, nelle professioni, nei diritti, siamolo anche per loro.

E facciamolo, diffondendo amore.      

E’ la cultura che spaventa la crescita del mondo, l’istruzione.  Non abdichiamo mai.  Stiamo assistendo ad un massacro guerrigliero, che non si è voluto evitare.

Abbiamo il cuore disintegrato, piangiamo lacrime di dolore. Avevamo fatto passi avanti per i diritti delle donne in ambito internazionale. In Afghanistan, le donne hanno smesso di vivere pur essendo vive”…

… ci ha dichiarato Giorgia Butera.

​Il Noble Team di Mete Onlus ha indirizzato una lettera ad Antonio Guterres, Segretario Generale dell’Onu, manifestando preoccupazione per le donne afghane.

Il Team è composto da: Giorgia Butera,  da Barbara Galli, Founder Talen Up, Talent & Perfomance Advisor, PCC Coach ICF Certified, Emotional Intelligence Assessor; da Sara Baresi, Education Counselor per l’ampliamento della rete professionale e supporto alla carriera; da Francesca Ghidini,  Avvocato del Foro di Milano, da Silvia Amato Petragnani, Esperta di comunicazione visuale e grafica e fondatrice “Scuola Cinema Sud”.

Per anni, l’Organizzazione guidata da Giorgia Butera ha aderito alla pedalata, organizzata dalla Mountain di Shannon Galpin  per sostenere le donne afghane private della libertà di salire su di una bici.

Questo, infatti, comporta per loro un giudizio sociale, venendone condannate.

Ricordiamo che in alcuni Paesi andare in bici per una Donna è considerato un comportamento contro la morale pubblica: la sella della bicicletta viene identificata ad un simbolo fallico.

In riferimento, alla grave crisi attuale, Mete Onlus  si è subito messa in contatto con il CISDA, Coordinamento Italiano a Sostegno delle Donne Afghane sin dal 1999, manifestando solidarietà e vicinanza  e rendendosi disponibile per qualunque azione necessaria, come, in collaborazione della Dott.ssa Angela Margiotta, Presidente dell’Associazione Nazionale “Farmaciste Insieme”, la disponibilità nel donare farmaci.

L’Associazione Mete Onlus, che  ripudia ogni forma di guerra e di violazioni umane, condanna  ogni forma di attentato terroristico ed esprime solidarietà ai Paesi colpiti, Pietà e Pace per le vittime in ogni parte del Mondo, ha anche accolto l’ invito del CISDA  alla raccolta fondi che vanno poggiati sulle seguenti coordinate bancarie:

COORDINAMENTO ITALIANO SOSTEGNO DONNE AFGHANE Onlus

Cod. Fisc. 97381410154

BANCA POPOLARE ETICA – Filiale di Milano

Conto corrente: 113666 – CIN U – ABI 5018 – CAB 1600 – IBAN: IT64U0501801600000000113666.

a cura di Vincenzo Fiore

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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