Dagli orchestrali si fa chiamare “maestro” e sul podio indossa uno smoking elegante senza accessori inutili perchè…«non ci devono essere distrazioni».
Così la veneziana Silvia Casarin Rizzolo, è una delle poche donne italiane ad aver intrapreso la carriera del Direttore d’Orchestra. Una passione nata per caso a 10 anni una brutta caduta in bicicletta l’ha immobilizzata per cinque mesi.
E ha iniziato a studiare musica.
Complimenti per la tua professione e professionalità, dedicarsi completamente alla musica come fai tu è una missione. Rappresenti un’eccellenza italiana. Tra le altre cose, sei stata la prima e l’unica nel Mondo a fondare e dirigere un’orchestra impegnata a sostenere eventi benefici. Affronti temi molto importanti e impegnativi come l’infibulazione, le mutilazioni genitali, “barbarie” che, purtroppo, continuano non solo in Africa ma anche nella civilissima Europa. Sei in prima linea, non ti tiri indietro, lotti non solo con le parole, ma coi fatti e con lo spartito musicale. La musica diventa con te un veicolo per celebrare i diritti umani, sostenendo allo stesso tempo chi quotidianamente si batte perché questi siano rispettati, in Italia e nel Mondo. La musica apre le menti, fa crescere culturalmente ed è più che mai importante in questo momento storico, dove assistiamo alla decadenza della civiltà, alla perdita dei valori, alla svalutazione della vita stessa. Vita che si perde spesso per mani altrui e in questo senso basta pensare alle decine di donne uccise ogni mese. Ho letto che dopo la morte di tua madre (scusami se riapro una ferita mai cicatrizzata) in te qualcosa è cambiato.
Volevi aiutare sul serio chi soffre e hai fondato la ChamberOrchestra4U.
Silvia Casarin Rizzolo debutta come Direttrice d’Orchestra a 18 anni, in seguito si Diploma brillantemente in Direzione d’Orchestra e Composizione a Milano e Pianoforte a Venezia con il massimo dei Voti e la Lode. Studia Direzione d’Orchestra con il M° Carlos Kleiber. Nel 2000 è assistente del M° Abbado e nel 2003 del M° Metha. Nel 2004 é la Prima Direttrice d’Orchestra italiana a dirigere in America: a NY ed in tour in altri quattro stati USA, per il centenario di Madama Butterfly ed in seguito Tosca e Traviata. Dirige molte delle più importanti orchestre italiane e straniere.
Il suo repertorio include Sinfonico, Opera, Sacra, Barocca e Balletto Classico. Nell’agosto 2015 è la prima Direttrice d’Orchestra a dirigere la IX Sinfonia di Beethoven in Italia al teatro greco di Taormina. Nel novembre 2015 il M° Casarin Rizzolo riceve l’importante “Premio Eccellenza Donna 2015”.

É Fondatrice e Direttrice Artistica della ChamberOrchestra4U, la prima Orchestra che nasce in Italia come esclusivo “strumento di beneficenza” a supporto di Onlus e No Profit, creando un nuovo calendario umanitario che celebri le giornate ONU più significative. Ha realizzato i primi concerti italiani per la giornata mondiale dell’infanzia e per quella contro la violenza sulle donne a Milano per la Regione Lombardia e al “Gran Teatro la Fenice” di Venezia. Recentemente ha diretto il concerto sinfonico corale di Natale a Strasburgo con “Orchestre Philharmonique de Strasbourg”.
E’ stata la prima Direttrice a dirigere l’orchestra del Teatro la Fenice, con cui ha anche una collaborazione continuativa per il progetto “Fenice Educational”.
È la creatrice del premio “Elena Cornaro” per riscoprire ed onorare la prima donna laureata della storia (1678): la veneziana Elena Lucrezia Cornaro Piscopia.
AA_Come sei stata accolta dalla casta musicale settaria e maschilista?
SCR_”In alcuni Teatri molto bene, tanto che sono un direttore invitato costantemente, in altri siamo ancora in trattativa. Il segreto è non perdere mai la pazienza certi del proprio valore”.
AA_Che emozioni hai provato quando hai diretto la IX sinfonia di Beethoven nello splendido scenario del Teatro di Taormina?
SCR_”Davvero un’emozione unica, quel Teatro è un luogo incantato con una vista assolutamente emozionante che ha accompagnato tutta l’esecuzione visto che come sapete il direttore volta le spalle al pubblico, ma proprio lì, è giusto di fronte a tutto il golfo visto dall’alto. E poi questo primato di aver diretto per prima in Italia la IX Sinfonia di Beethoven sarà sempre nel mio cuore”.
AA_I popoli migranti hanno diffuso la loro musica e hanno dato origine a generi come il jazz, il beep pop ecc.., attualmente ritieni che possa avvenire una globalizzazione musicale?
SCR_”Le Arti hanno sempre cercato di nascosto o meno l’una il contatto delle altre. Sono sorelle è normale, ed il risultato è sempre molto interessante. In questo momento sono molto affascinata dalla danza moderna hip hop o break dance che irrompe nell’Opera Lirica, ho visto cose pazzesche, bellissime, e da ex ballerina quale sono, ne sono affascinata e felice. La danza deve ritornare ad essere parte vitale del Teatro, in tutti i Teatri, con coreografie nuove, creative osando anche nel repertorio classico”.
AA_Ma come mai nei concerti di musica classica sembra che non esistano le donne che compongono musica?
SCR_”E qui ritorniamo al tasto dolente che la storia la scrivono i vincitori. Ecco perché non ci sono le compositrici nei cartelloni dei teatri soprattutto italiani ma in genere di tutto il mondo. Una contro tendenza sta meravigliosamente risvegliando le curiosità assopite come la primavera quando irrompe e con la stessa forza della natura, per cui sarei ottimista”.
Nel 95% dei casi si suona musica composta da un uomo. Eppure le donne e la composizione vantano una lunga sequela di nomi illustri che vanno ad affiancare quelli maschili.
Certo, un simile ritardo non può che dipendere, innanzitutto, dalla storica condizione sociale e culturale della donna, troppo spesso relegata, specie nei secoli passati ma anche fino a tempi non troppo lontani, al ruolo di madre e angelo del focolare domestico. Potrei fare il nome di Maria Anna Mozart, o come i familiari erano soliti chiamarla, Nannerl, suonava eccellentemente il clavicembalo, il fortepiano e il pianoforte e, cosa che più interessa, componeva egregiamente. Nomi come quello di Francesca Caccini, figlia del più celebre Giulio, una delle musiciste che maggiormente contribuì all’evoluzione della musica barocca nonché prima compositrice della storia a scrivere un’opera, La liberazione di Ruggiero.
E ancora oltre troviamo i nomi di Barbara Strozzi, Claudia Sessa, Sulpitia Cesis, Lucrezia Vizzana, Claudia Rusca, Chiara Cozzolani e Isabella Leonarda, quasi tutte, neanche a dirlo, appartenenti a ordini monacali di vario genere. Spiccano infatti, tra i tanti nomi possibili, quelli di compositrici come Raffaella Aleotti, la prima donna della storia a pubblicare composizioni di musica sacra, o Maria Calegari, che per le sue incredibili esecuzioni e meravigliose composizioni si conquistò il titolo di Divina Euterpe, in riferimento alla musa della musica.
AA_Tutte queste donne trovano posto tra i tuoi studi? Tra i tuoi spartiti?
SCR_”Certo che c’è un posto speciale queste vere e proprie eroine il più delle quali per ritagliarsi del tempo per comporre dovevano fare dei numeri da circo per non penalizzare i loro “doveri familiari”. Penso a Fanny Mendelsshon e Clara Schumann le mie due preferite. Ma continuando il viaggio scoperta so già che troverò altre cose divine”.
AA_E l’amore che posto occupa nella tua vita?
SCR_”L’amore è tutto in tutte le sue meravigliose forme, ma credo la tua domanda fosse un po’ maliziosa e si riferisse al cuore…diciamo che credo che in futuro lascerò un po’ più di spazio anche a questo”.
AA_Grazie infinitamente Silvia per questa piacevole chiacchierata.
Angela Amendola
Alcune foto che vi invito a scorrere…










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