Siamo tornati… col ❤️

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Col cuoreeee <3

Ieri in tv è riiniziato il programma “Pomeriggio 5” condotto da Barbara D’Urso.

Io, mi sono persa la prima puntata, (ero al mare che è così bello nel mese di settembre), di una lunga serie di trasmissione basata sul dolore e sui casi di cronaca nera e gossip.

Da decenni, in TV la sofferenza dell’uomo comune, viene estorta quasi con l’inganno, facendo leva sulla debolezza di un momento.
Il momento patetico del racconto portato al suo eccesso, lo sfruttamento della sofferenza all’apparenza, non sono novità nella TV.

Senza andare a ripescare l’ormai proverbiale TV del dolore degli esordi di un certo giornalismo d’inchiesta (dal celebre episodio di Alfredino Rampi,dove ci fu la prima lunga diretta), si può guardare invece come ad una versione del pianto commosso di Mengacci degli anni ’90 che in “Scene di un matrimonio” pungolava i padri delle spose emotivamente fragili, sottoponendoli alla fatidica domanda “Cosa prova il cuore di un papà?” davanti all’imminenza del matrimonio della figlia e quindi alla sua prossima uscita di casa, suscitando inevitabili lacrimoni acchiappa ascolti…

Nulla però erano se paragonati ai fiumi di pianto del successivo “Carramba che sorpresa”.

Ma se i format passano e le tendenze pure, cosa rende intramontabili le lacrime in TV?

Piangono di commozione, nostalgia e di altri sentimenti nobili gli attori, gli uomini che non devono chiedere mai, i presunti cinici, coloro che non ti aspetteresti.

E piangono calde lacrime tra questi i politici, che in questo espediente antico come il mondo hanno ormai trovato la forma più nazional popolare di propaganda e promozione di se stessi. Piange la Maionchi a “Masterchef ” e con lei, con tanto di mancamento, Maria Grazia Cucinotta davanti ad un piatto non riuscito.

Piange Fedez milioni di lacrime al termine di una candid camera, piangono a fiumi gli pseudo famosi delle varie isole e case, che passano con disinvoltura da manuale dal pianto al rimpianto.Ma tra una Maria de Filippi, che sul pianto, ha basato il suo fenomenale cult “C’è posta per te”, tra una Sciarelli di “Chi l’ha visto”, spicca una vera e propria virtuosa del genere, che ha saputo declinare il pianto in una infinita varietà di trashissime sfumature, la regina del kleenex, Barbara D’Urso.

La D’Urso presenta infatti un personale palinsesto all’interno di “Pomeriggio Cinque” fatto di un susseguirsi di cliché, in cui il pianto riesce ad essere sempre e comunque centro.

Ci sono le lacrime dei figli rifiutati da padri illustri o con situazioni familiari disastrose con tutta la relativa compagnia di giro da Manuela Villa, Francesca De Andrè, la figlia ripudiata di Bobby Solo, etc etc…; ci sono le lacrime di gioia dei matrimoni, battesimi ed addirittura dei parti in rigorosa diretta.

“Mi casa es tu casa, mi pianto es tu pianto”.

Per la serie “anche i ricchi piangono”…mentre l’auditel ride.
Col Cuore <3 Il mio cuore è dei miei figli e vostro. 😀

Angela Amendola

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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