Scilla, Chianalea e il mare

121022

Il tempo non lascia traccia sulla tua fronte azzurra“.
Lord Byron

Il mare. Questa immensità. Generazione, vita, profondità… Questi sono pochi dei tanti attributi del mare e dei rimandi a cui la visione ammirata ci induce. Da sempre l’uomo è stato affascinato dal mare, dalla sua potenza, ricchezza.

La vita è stata possibile grazie all ‘acqua l’elemento più versatile che infatti può cambiare il suo stato. Fonte di sopravvivenza ma anche ammaliatore fascinoso e pericoloso, il mare ha ipnotizzato l’uomo che, una volta conosciuto difficilmente se ne allontana.

Ricordo la canzone della Mannoia, scritta per lei da Fossati, in cui ci si domanda se è possibile conoscere l’amore se non si è mai visto il mare.

Questa nostra madre che sposa terra e cielo.

I pescatori e le civiltà marinare da sempre hanno rispettato e temuto questa entità e le sue creature. Per la civiltà attuale è solo fonte di sfruttamento e dissacrazione.

Quello stesso spirito delle antiche popolazioni, l’ho ritrovato avendo la fortuna di vivere in un posto geograficamente felice, ogni volta che mi sono recata ad ammirare il mare e nel visitare luoghi che su di esso si affacciano.

La scorsa settimana ho rivisitato a distanza di qualche anno Scilla. La nostra Italia è magnifica così come lo è la mia Regione. Sono pochi i luoghi al mondo che come la Calabria hanno una storia ricca di miti. E tra i borghi più belli e unici del mondo c’è Scilla.


Un piccolo borgo marinaro di quasi 5000 abitanti. Scilla è una celebre località turistica, conosciuta in tutto il mondo, definita la piccola Venezia. È posta su un promontorio difronte lo Stretto di Messina.
Le sue origini sono antichissime che vanno tra mitologia, storia e leggenda.


Echi di racconti omerici emergono dalle profondità dello Stretto di Messina, Regno di Scilla. Si tratta della dolce ninfa che era segretamente innamorata di Glauco, l’amante di Circe, e che la maga per vendicarsi trasformò in un mostro marino con sei teste e dodici gambe.


La leggenda afferma che ella dimori sotto il promontorio di Scilla, da cui uscirebbe di tanto in tanto per scatenare spaventose tempeste terrorizzando così i naviganti che solcano quel mare. I marinai affinché tutto cessi, sperano nell’intervento di Glauco, trasformatosi in un tritone marino per amore della ninfa, che emergerebbe a placare i venti ogni volta che infuria la tempesta.

Il cuore di Scilla è Chianalea.

Le case di Chianalea sono costruite direttamente sugli scogli, e sono separate da viuzze strette che scendono fino al Mar Tirreno e che somigliano ai canali veneziani.
È un piccolo villaggio di pescatori, che ancora vive dell’antica attività della pesca e che il turismo non ha intaccato.

Passeggiando per i suoi vicoletti, non è difficile incontrare i pescatori che costruiscono le loro reti da pesca, che riparano le barche o che si apprestano a partire per il mare. E sembrano sfidare la forza del mare, le case di Chianalea.

E sono proprio le onde, a fare da sottofondo musicale al borgo.

E le barche,  sono le vere case dei pescatori.

A Chianalea il tempo pare essersi fermato. Le fontane e le chiese, le viuzze e le case, rimandano tutte ai tempi andati.

E creano un’atmosfera di grande bellezza, sorvegliata dall’alto dal castello dei Ruffo.

Si viene per ammirare la vera bellezza a Chianalea. Per scoprire un lato autentico della Calabria e dell’Italia, per fare immersioni subacquee, pesca, attività balneari.

Per godere di un’atmosfera magica, e per conoscere tutto il fascino di questa piccola Venezia.

Angela Amendola

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