Perchè noi donne amiamo avere tante scarpe?

Secondo alcuni medici le scarpe, specie quelle col tacco farebbero aumentare la fiducia della donna in se stessa. Ne è una prova il fatto che molte donne non usano i tacchi ma comprano ugualmente scarpe con tacchi alti.

E poi basta pensare a Cenerentola, che viene scelta dal principe perché è l’unica a poter calzare la famosa scarpetta di cristallo e capiamo che valenza hanno per le donne.

Alcune antiche tradizioni franco-britanniche, prevedevano che il padre della sposa consegnasse allo sposo una scarpa della ragazza promessa e che lo sposo battesse lievemente il tacco sulla testa della futura moglie come segno di proprietà.

La scarpa rappresenterebbe per eccellenza il simbolo dell’erotismo femminile.

Il fatto di calzare la scarpa, quindi, per la donna significherebbe sul piano simbolico attivare e risvegliare il proprio potenziale sessuale.

La scarpa è da sempre simbolo di seduzione e di fascino. Sono state definite le migliori amiche delle donne e paragonate ad un partner “gli uomini sono come le scarpe col tacco. Ci sono quelli belli che fanno male, quelli che non ti piacciono fin dall’inizio, quelli irraggiungibili che non potranno mai essere tuoi, quelli che affascinano in partenza ma poi capisci che non sono niente di speciale e infine quelli che non ti stancherai mai di avere con te”.

Spesso l’acquisto di un paio di scarpe rende migliore l’umore, è una forma di gratificazione emotiva.
Scarpe, scarpe. È proprio vero, quanto le amiamo e quante ne abbiamo nelle nostre scarpiere. Non sono mai troppe, ma con l’arrivo dell’ estate è ora di togliere quelle fuori moda, di conservare quelle fuori stagione pesanti, per lasciare spazio alle calzature per i prossimi mesi. E quali sono le scarpe da comprare in autunno ? Le Mary Jane: più che scarpe sono un vero e proprio mito. Sono le classiche decolletè con cinturino, ed è quel cinturino a renderle molto appetibili, a dare quel tocco da Lolita senza età. Il loro nome, Mary Jane, deriva da un personaggio di un fumetto.
Questo tipo di calzatura diventò popolare all’inizio negli anni Venti, quando gli orli dei vestiti iniziarono ad accorciarsi mettendo in mostra le scarpe.

E così tutte le donne vollero dare un tocco di originalità ai loro piedi. Inoltre, erano comodissime per ballare. Ed è da allora che queste scarpe non conoscono crisi.
Infatti, ogni stagione, questo modello viene riproposto dai più grandi stilisti: Manolo Blahnik, Christian Louboutin e Miuccia Prada sono i maestri nella produzione delle Mary Jane. Sembrano scarpe per bambine e invece le Mary Jane sono le scarpe più chic, grazie alla passione di Coco Chanel che le portava senza riserve rendendole accessorio di culto.

Queste scarpe conquistano subito per la loro aria classica e sbarazzina allo stesso tempo.

Coco le indossava anche a bordo del Flying Cloud, lo yacht appartenente al Duca di Westminster, abbinandole ad abiti semplici, maglieria raffinata, gonne a pieghe. In color black o bicolore, Mademoiselle Coco portava le Mary Jane anche in città, il più delle volte con maglie leggere e gonne a mezza lunghezza.

Uno stile tutto da copiare…

Fu la stessa Coco Chanel nel 1957 a creare una scarpa entrata di diritto nei desideri delle donne, al pari delle sue borse dei tailleur e del tubino nero.

Dopo 60 anni le slingback bicolor continuano ad affascinare.

Merito della loro doppia anima che segue l’intuizione della stilista francese: il black e beige accostato.

E nulla è lasciato al caso da Mademoiselle: il beige allunga la gamba, la punta nera accorcia il piede.

In poco tempo queste scarpe sono diventate una sorta di status symbol per le donne dei salotti francesi e, tutt’ora, sono onnipresenti sulle passerelle della maison.

Non mancano mai alle sfilate, capaci di far cadere in tentazione chiunque, sono state indossate da top model come Linda Evangelista e ora da fashion influencer come Chiara Ferragni. Non sembrano veramente scarpe per bambine?

Perché piacciono tanto?

Perché si evolvono, sono eterne, ma rimangono sempre se stesse.

Che in fondo è quello che vorremmo succedesse a noi.

Angela Amendola



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