Sarò una bambina

149008

 

Ciao.
Io non ho un nome.
Non ancora almeno…
Alla mia mamma hanno detto che sarò una femminuccia.
Lei era tanto contenta, di meno papà.
Almeno all’inizio… Dopo, ha detto che sarò la sua principessa.
Sembra simpatico il mio papà! Fa ridere sempre la mamma…
Mamma ha detto alla nonna che sarò una bimba.
Anche la nonna prima ha detto che era contenta ma poi ha aggiunto:
”Era meglio un bimbo!”.
Non ho capito bene le loro parole…
La nonna ha esclamato che i maschi hanno la vita più facile!
La mamma ha risposto che forse una volta era così.
Ma la nonna non era d’accordo.
Hanno iniziato una lunga discussione su ciò che potrebbe capitarmi da grande…
A sentirle, mi sono un po’ spaventata…
Per un attimo ho pensato che forse la nonna aveva ragione;
forse era meglio che la mamma avesse sentito il dottore quando le ha detto che c’era un problema e non sarei stata come tutte le bimbe…
Ha pianto tanto la mamma.
Sentivo le mani di mio papà sul pancione dirle che sarebbe andato tutto bene e che
insieme, mi avrebbero dato tutto l’amore di questo Mondo.
Il dottore si era sbagliato.
La mia mamma e il mio papà, mi avrebbero comunque tenuto con loro…
La mamma, in quei giorni, piangeva sempre!
Diceva al papà che si dovevano preparare perché per i bimbi speciali,
qualsiasi sia la loro specialità, nel nostro Paese, di aiuto ce n’è poco.
Sono contenta che il dottore ha sbagliato.
E sono contenta che, se fossi stata speciale, la mia mamma e il mio papà mi avrebbero comunque amato.
La nonna ha detto alla mamma che i tempi cambiano, le cose migliorano ma la donna oggi ha ancora una falsa parità.
Mamme che lavorano, devono faticare il triplo perché non ci sono dappertutto strutture che le aiutano se devono tornare presto al lavoro dopo il parto; non ci sono orari ridotti o salari equi, almeno non sempre… Quindi o badi ai figli e guadagni di meno se sei fortunata e non ti licenziano o lavori come un uomo e metà stipendio lo lasci a chi te li guarda e non te li godi.
Continuava la nonna, anche nella religione la donna deve essere sottomessa all’uomo…
La nostra religione è un po’ più clemente. Eppure un Papa donna o un Vescovo donna non c’è mai stato… Forse perché il peccato originale l’ha originato la donna, nata da una costola dell’uomo?
Nella società stessa la donna viene etichettata per una gonna troppo corta, per una scollatura troppo profonda, per i suoi modi di fare civettuoli ma spesso senza doppi fini…
Eppure alcuni uomini si sentono legittimati a mettere le mani addosso e non solo… Ma peggio ancora c’è chi dice di amarle e perpetra violenza, non solo fisica ma anche psicologica ogni giorno…
Ho avuto paura, tanta paura…
La nonna non si fermava più con queste cose brutte…
Poi ha detto che anche i ruoli più importanti della società, come vertici aziendali o cariche politiche, per le donne sono difficili da raggiungere…
Certo è più facile rispetto a una volta, ma rimane pur sempre una lotta continua.
Poi mi sono rincuorata alle parole della mamma.
La mamma ha risposto alla nonna che lei mi avrebbe protetto come meglio avrebbe potuto da chi avrebbe voluto farmi del male in ogni modo possibile…
Che lei mi avrebbe insegnato ad avere rispetto per il mio corpo e a far valere la mia intelligenza e le mie capacità; che anche se fosse stato più difficile, prima o poi, avrei ottenuto lo stesso risultato di un uomo e magari meglio!
La mamma ha detto che le donne sono forti, caparbie forse più degli uomini quando vogliono una cosa.
La mamma mi avrebbe insegnato a essere mamma, moglie e donna.
La mamma mi avrebbe insegnato tre cose fondamentali: il rispetto verso me stessa e verso tutti gli altri; ad essere indipendente; a farmi rispettare e mai sottomettere qualsiasi cosa io deciderò di fare…
Mi piace la mia mamma, deve essere davvero una donna forte!”.


Maria, Luana Ferraro

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Sono Maria Luana Ferraro, consulente aziendale e mi occupo anche di finanza personale. I calcoli sono il mio lavoro, le parole la mia passione. Fin da bambina, anziché bambole e pentoline, chiedevo libri, quaderni e penne. A sei anni ho ricevuto la mia prima macchina da scrivere. Appassionata di letteratura italiana e straniera, il mio più grande sogno è sempre stato diventare giornalista. Sogno che, piano, si sta realizzando. Socia fondatrice della “Associazione Accademia & Eventi”, da agosto 2018 collaboro con “SCREPMagazine” curando varie rubriche ed organizzando eventi. Fare questo mi permette di dare risalto a curiosità e particolarità che spesso sfuggono. Naturalmente, in piena coerenza con ciò che è il mio modo di interpretare la vita…eccolo: “Quando la mente è libera di spaziare, i confini fisici divengono limiti sottili, impercepibili. Siamo carcerieri e carcerati di noi stessi. Noi abbiamo le chiavi delle nostre manette. La chiave è la conoscenza: più conosci, più la mente è libera da preconcetti e ottusità. Più la mente è aperta, più si ha forza e coraggio così come sicurezza. Forza, coraggio e sicurezza ti spingono a tentare l’impossibile affinché divenga possibile.”

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