Sakura e l’amore vero!

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In questi giorni a Roma, nei verdi prati del laghetto dell’EUR possiamo ammirare la bellissima fioritura dei ciliegi coi loro fiori rosa.

Questa passeggiata tra i ciliegi in fiore si chiama “Passeggiata del Giappone“, dalla provenienza degli alberi.

Anche in Giappone, infatti, in questo periodo della Primavera chiamato Hanami, cioè “ammirare i fiori“, i ciliegi sono in piena fioritura, un trionfo di colore e profumi che dona un aspetto magico al Paese.

Hanami è diventata nel tempo una grande festa all’aperto.

Anche di notte la festa va avanti e si chiama Yozakuza, cioè “La notte del ciliegio“.

I Sakura, i ciliegi che sono festeggiati, non danno frutti, ma sono coltivati solo per i fiori bellissimi che non appassiscono mai.

Per i giapponesi i Sakura hanno un doppio significato, la bellezza effimera consapevole della breve durata, non più di due settimane, dei bellissimi fiori e la malinconia della fine.

In Giappone esiste una bellissima leggenda che si tramanda nel tempo e che racconta che in quel tempo passato, quando i signori dei feudi combattevano terribili battaglie tra di loro, provocando solitudine e dolore alle persone superstiti.

In quel periodo di continue battaglie, una foresta era rimasta intatta, piena di alberi bellissimi, dagli odori delicati ma intensi, quasi un conforto o una speranza per i superstiti, per un futuro migliore.

Questa foresta era meravigliosa e bellissima, ma fra gli alberi uno si distingueva fra tutti perché non fioriva, tanto che in molti, lo credevano morto.

Anche gli animali della foresta non si avvicinavano mai a quell’albero, tutti ritenevano che avesse qualche strana malattia.

Era così isolato che neanche l’erba cresceva intorno a lui.

Una notte però una fata fece visita all’albero, voleva capire come mai un albero così giovane avesse un aspetto da vecchio.

Si offrì di aiutarlo, gli disse che le sarebbe piaciuto vederlo vivo e colorato, così gli fece un incantesimo per aiutarlo.

Questo incantesimo sarebbe durato per 20 anni e in questo periodo di tempo l’albero avrebbe provato le emozioni che prova il cuore umano, e forse conoscendo le emozioni si sarebbe emozionato lui stesso e avrebbe finalmente trovato la fioritura.

In questo periodo l’albero avrebbe preso le sembianze umane o tornare albero a suo piacimento, ma se trascorsi i 20 anni senza riuscire a rifiorire, sarebbe morto.

L’albero prese spesso le sembianze umane, ma le emozioni degli umani che lo circondavano erano molto negative: odio, guerre, dolore.

Ritornava ad essere albero disgustato dalla realtà umana.

Un giorno, che si era trasformato in uomo, passeggiò fino al ruscello e li incontrò Sakura, una bellissima ragazza.

L’albero umano rimase colpito dalla bellezza e si avvicinò a lei con gentilezza.

Anche Sakura fu gentile con lui ed egli si offri di aiutarla a trasportare l’acqua fino alla casa di lei.

Durante il cammino conversarono a lungo, anche sulla dolorosa realtà che li circondava a causa delle guerre.

Ad un tratto Sakura chiese al giovane come si chiamasse e lui preso alla sprovvista rispose Yohiro, che significa speranza.

Yohiro e Sakura si incontrarono per molto tempo e la loro amicizia cresceva a dismisura.

Yohiro più conosceva Sakura più sentiva il bisogno di stare con lei e finalmente un giorno

Yohiro decise di confessare il suo amore alla bellissima fanciulla, rivelando pure tutta la verità sulla sua natura.

Sakura rimase in silenzio molto toccata da questa confessione.

Il termine dei venti anni stava ormai giungendo alla fine e l’albero era sempre più triste.

Un pomeriggio Sakura si presentò al fianco di Yohiro e abbracciandolo gli disse che anche lei ricambiava il suo amore, che voleva vivere con lui e non voleva che morisse.

A queste parole della fanciulla apparve di colpo la fata dell’incantesimo e disse a Sakura che se restava umana avrebbe dovuto dire addio a Yohiro, ma se sceglieva lui si sarebbe trasformata in un albero anche lei e si sarebbe fusa con lui.

Sakura scelse di unirsi al suo amore, divennero un solo albero e da questo miracolo d’amore l’albero fiorì.

Sakura che significa “bocciolo di ciliegio” fiorendo divenne il simbolo dell’amore vero.

Da allora il loro amore profuma e colora i campi del Giappone.

Antonella Ariosto

HAIKU
Terre lontane
nelle strade di notte
ciliegi rosa…
Antonella Ariosto

GOGYOHKA
Ciliegi in fiore
rosa che abbaglia.
Luminose lanterne
nelle strade di notte
colorano il buio…
Antonella Ariosto

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

La supremazia dei gesti

7 COMMENTS

  1. Bellissima, un inno all’amore e alla vita che rinasce, mi ha fatto commuovere. In questi tempi occorre tanto la speranza e tu l’hai data. Ancora complimenti

  2. Grazie, non conoscevo tutti questi particolari sulla fioritura dei ciliegi giapponesi.
    Bellissima leggenda e bellissimo articolo

    • Massimo grazie ho cercato pure io le curiosità legate a questi bellissimi alberi,non conosco quelli giapponesi,ma quelli romani sono bellissimi.Grazie a te per aver letto,buona serata

  3. Quando si sceglie di amare, nulla c’impedisce, neache le fantomatiche di una fata, perché è nato un grande amore che si è fuso nell’oro per divenire un unico lingotto da dove attingere in seguito.
    Bellissima la storia Antonella Ariosto… e tu molto brava a descriverla.

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