Respirando e riflettendo
Prima…respiravamo senza pensarci, senza renderci conto di quanto sia bello, semplice, efficace l’atto naturale di respirare dal naso e dalla bocca
La respirazione è il processo mediante il quale si realizza l’assunzione di aria ossigenata e l’eliminazione di anidride carbonica. Lo scambio tra ossigeno e anidride carbonica, che avviene nei polmoni, si chiama “RESPIRAZIONE ESTERNA”. L’apparato respiratorio parte dalla cavità nasale e dai seni paranasali, che hanno sede nelle ossa dei blocchi facciale; poi prosegue con la laringe, sita nel collo, che si continua con la trachea, la quale discende nel mediastino e si divide nei grossi bronchi. Attraverso i polmoni l’ossigeno dall’aria passa nel sangue, il diaframma contraendosi provoca l’ingresso dell’aria nei polmoni, l’aria entra ed esce dai polmoni attraverso la trachea, le ramificazioni dei bronchi distribuiscono l’area nei polmoni.
Ma questa è solo teoria e funzione di ogni attimo della nostra vita.
Normalmente ci pensiamo quando veniamo al mondo e quando lo lasciamo.
Qualcosa è cambiato circa un anno fa, quando ci è stato detto (prima consigliato e poi obbligato) di usare la mascherina sulla bocca.
Come d’incanto sono sorte fabbriche anche improvvisate, che creavano mascherine di ogni tipo, liberando la creatività di stilisti ma anche di sarte o mamme tutto fare.
Abbiamo imparato a respirare con questo filtro sulla bocca e sul naso. Ma ci siamo lamentati…tanto..tutti..sempre.
Abbiamo imparato a bleffare, portando la mascherina sotto il mento, sulla fronte, appesa all’ orecchio come un orecchino, sul gomito, al polso, in tasca, in borsa e intanto continuavamo a lamentarci con il Governo, con la Cina, con Trump che , dall’altra parte del mondo, non le indossava.
Poi l’estate LIBERI TUTTI ci ha tolto il pensiero, perché mica avremmo potuto abbronzarci con il segno antiestetico della mascherina!! Via tutto!
Ma rieccoci nella terza ondata della pandemia!
Oggi…
….per lavorare, ogni giorno, io faccio questo : arrivo alla mia sede di lavoro ( con lo stesso giaccone, gli stessi capi scontati che cambio solo per igiene, ma senza piacere) indossando mascherina ffp2. Termoscanner ( senza toccare nulla)- igienizzo mani-firmo la mia presenza in buona salute- mi dirigo nello spogliatoio- cambio abiti con divisa in cotone e calzature idonee- igienizzo mani- vado in zona vestizione- igienizzo mani-primo guanto alle mani (per me è già il secondo perché indosso quelli di cotone sulla pelle considerando la mia dermatite da contatto)- raccolgo capelli nella cuffietta- indosso scafandro bianco con zip lunga e adesivo fino al mento e con cappuccio che arriva sulle sopracciglia-copriscarpe allacciate sulla tuta- sulla mascherina chirurgica metto la ffp2(pulita) –finalmente ! lo schermo sul viso ( tipo uno scudo trasparente che in realtà ti toglie buona parte del visus)- secondo guanto per mano.
Bene, posso iniziare il mio lavoro!
Passano 6-7-8-ore. Ho cambiato intanto non so quante volte i guanti, ho udito malissimo perché la cuffia ed il cappuccio coprono le orecchie. Ho visto malissimo perché lo schermo rende le immagini offuscate (oltre alla mia cataratta!). Ho urlato per farmi sentire perché tutti intorno a me hanno le stesse protezioni. Non ho bevuto…non ho fatto pipì…non ho mangiato. Ho usato il pc ed il cellulare rigirati nella pellicola domopak e prima e dopo ho disinfettato tutto. Per pigiare sui tasti uso il pennino perché gli strati di tessuto e di plastica si interpongono.
E’ finito il turno!
Mi svesto, disinfetto, primo cambio, doccia, mi rivesto con abiti civili, esco.
Fuori l’aria è fredda ma è pulita. Il silenzio è interrotto dai pappagalli e dalle macchine dei colleghi che si avvicendano al lavoro.
Indosso la mascherina chirurgica pulita che mi sembra….un dono meraviglioso. Sono contenta di avere solo lei. Senza, ormai…mi sento nuda ! Vulnerabile!
Il vento mi sferza il viso, è gelido, penso che ci sarà neve intorno, sicuro sulla Murgia.
Ho un brivido che mi serpeggia lungo la schiena, ma sono soddisfatta della mia giornata di lavoro impegnativa, stressante, logorante e questo mi induce a proseguire il mio percorso a testa alta e con dignità.
Respiro…respiro sotto la mascherina fino a quando entro nella mia macchina.
E’ tardi, dovrei rientrare, ma a casa continuerò ad usare la mascherina per proteggere la mia famiglia e allora mi permetto una piccola evasione.
Raggiungo la scogliera di Giovinazzo, la località Trincea dove lo sguardo accoglie la bellezza. I miei occhi accarezzano lo spazio tra la cattedrale di Trani e la costa di Bari con le sue mille luci. Sotto di me le onde si infrangono sugli scogli alti e la salsedine mi bagna .
Respiro profondamente e senza mascherina. Respiro e incamero pensieri positivi, vibrazioni sulla pelle. Cinque minuti mi bastano.
Torno a casa con il suono delle onde nelle orecchie.
Penso che la vita ci fa riflettere. Ci pone davanti ad alcune priorità, a dare peso a sfumature , a levigare i pensieri scontati e a farci adattare alle situazioni.
Mi viene in mente una citazione di Stephen Hawking :
“L’intelligenza è la capacità di adattarsi al cambiamento”…
S. Hawking è un astrofisico britannico…disabile!
Buona vita a noi!
Fiorella Grillo







Sei semplicemente GRANDE!
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