Tra palazzi lussuosi e povere mense, la Calabria dell’ospitalità nello specchio di Edward Lear

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Oggi sono molto felice di accogliere nel mio salotto letterario Raffaele Gaetano.

Professore, ben trovato, rieccoci a parlare di bellezza, ma attraverso il suo nuovissimo libro “Senza ombre di cerimonie”.

Intanto: perché questo titolo?

È ispirato da un passaggio dei “Giornali di viaggio in Calabria e nel Regno delle Due Sicilie” di Edward Lear che ben sintetizza le impressioni suscitate in lui dall’ospitalità calabrese.

Mi permetta, visto che la mia rubrica non si rivolge ad addetti ai lavori, chi era Edward Lear?

Di Edward Lear si ricordano soprattutto i “Limericks”, uno dei capisaldi della letteratura umoristica. Ma egli è noto anche per i deliziosi “Journals of a landscape painter in southern Calabria”, stesi nel 1847 durante un avventuroso viaggio a piedi nelle province più meridionali dell’Italia e poi pubblicati nel 1852.

Interessante. Se ho capito bene il suo nuovo lavoro affronta quindi il tema dell’ospitalità, soffermandosi sulle famiglie e i palazzi che accolsero il grande artista e diarista inglese.

Esattamente. Partendo da episodi evocati “Giornali di viaggio in Calabria e nel Regno delle Due Sicilie”, il mio libro ricostruisce l’esperienza di Lear in Calabria ospite di dimore signorili e locande fatiscenti.

Che cosa viene fuori?

La Calabria della prima metà dell’800 non era ovviamente quella attuale. Emerge un’umanità ora solare e accogliente ora recalcitrante e irta di pregiudizi, un gorgo di impressioni sul quale l’artista sospende a volte il giudizio ma che descrive in maniera puntuale aggiungendo qua e là particolari gustosissimi.

Vedo che l’appendice del libro è affidata alla nota chef stellata Caterina Ceraudo…

Si, un “divertissement” culinario dell’amica Caterina Ceraudo ispirato alle pietanze consumate da Lear durante il suo soggiorno in Calabria impreziosisce il libro, una collaborazione che lo rende in qualche modo unico.

All’insegna del Gatto Foss” è il nome della collana che accoglie questo magnifico libro.
L’opera è la prima uscita di una collana, “All’insegna del Gatto Foss”, che ho ideato e dirigo per l’editore Pellegrini.

Chi era Foss poi è presto detto: si tratta del gatto posseduto da Edward Lear durante gli anni del suo soggiorno sanremese.

Un felino sopra le righe come vorrebbero essere i libri raccolti in questa collana, opere curiose, familiarmente discorsive che affascinano per la loro leggerezza.

Raffaele Gaetano è noto per il rilevante contributo dato allo studio del pensiero leopardiano con il monumentale Giacomo Leopardi e il sublime (Rubbettino). Come leopardista si è anche segnalato per la raffinata edizione del dialogo di G. Chiarini, Della filosofia leopardiana (Rubbettino) e per altre opere su vari aspetti della produzione del poeta e dei suoi critici: Beati se non sanno la loro miseria (Periferia), L’autore mio prediletto (Rubbettino), Leopardi e L’Infinito (Pellegrini). Dopo una parentesi dedicata al filosofo materialista P.-H. Thiry D’Holbach con il saggio La benda sugli occhi (Rubbettino), ha concentrato la sua attività di ricerca su autori e questioni teoriche dell’estetica del viaggio tra ’700 e ’900, ambito di cui è considerato tra gli studiosi più originali. Frutto di questo interesse sono opere che uniscono al rigore metodologico una raffinata veste editoriale: Sull’orlo dell’invisibile (Monteleone e Laruffa), Avanti all’anima mia (Gigliotti e Città del Sole), La Calabria nel Viaggio Pittoresco del Saint-Non (Koinè), Le querce sono in fiore (Koinè), Memorie di viaggiatori nel lametino (Koinè). Ha curato l’edizione critica di numerose opere poco note o mal note: D. Anzelmi, Estetica di Lettere ed Arti Belle (Rubbettino), P. Ardito, Artista e Critico (Rubbettino), G. Gravina, Della Ragion poetica (Rubbettino), J.-C. Richard De Saint-Non, Viaggio Pittoresco (Rubbettino). In collaborazione con l’artista Max Marra ha scritto il quaderno d’arte Rembrandt e lo specchio infranto della modernità (Quaderni di Orfeo), e con E. Matassi, W. Pedullà e F. Pratesi il saggio La Bellezza (Rubbettino). Recentemente ha pubblicato Le idee estetiche di Pietro Ardito (Il Testo Editor) e Senza ombre di cerimonie (Pellegrini), dedicato al tema dell’ospitalità nei Journals di Edward Lear. Giornalista, autore di originali programmi di divulgazione per la radio e la televisione, dirige importanti rassegne culturali.

Piera Messinese

Ci aspettavamo

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Sono nata il 13 Novembre del 1966 a Lamezia Terme, in Calabria, ove risiedo. Sono sposata ed ho una figlia. Se dovessi scegliere un attributo che possa caratterizzarmi, questo sarebbe “eclettica”. Sono “governata da uno spirito fortemente versatile” che mi dà energia, per cui mi sento letteralmente assetata di nuovi stimoli. Sono innamorata della scrittura da sempre e la mia formazione classica ha contribuito a mantenere vivo in me tale sentimento. Grazie alla passione per i classici latini e greci in primis ed in seguito agli studi universitari in Medicina e Chirurgia, ho potuto rendere creativa la mia elasticità mentale. Ma “illo tempore fu il Sommo” a rubarmi il cuore e così “Galeotta fu la Divina". Amo, quindi, leggere e scrivere e ritengo che ciò sia fondamentale per la crescita di ogni individuo. Flaubert diceva: _”Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.”… Sono Socia Fondatrice di “Accademia Edizioni ed Eventi”, Associazione culturale con sede a Roma che si occupa di cultura e di promuovere il talento. Scrivo su SCREPmagazine, rivista dell'Associazione, su cui curo varie rubriche.

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