È uno showman, è istrionico,  suona canta e recita e per cambiare scena impiega pochi secondi,  resta in scena ore. E’ Marcello Cirillo.

Nato nel 1958 a Caulonia, in provincia di Reggio Calabria, è praticamente romano di adozione.

La sua carriera artistica di musicista comincia da giovanissimo, grazie a delle esibizioni in alcuni villaggi turistici. Nel 1976 incontra il compositore Antonio Maiello, con cui fonda il duo Antonio & Marcello, il cui sodalizio artistico dura fino 1999.

In vent’anni i due hanno partecipato a numerose trasmissioni televisive, anche al Festival di Sanremo nel 1983. Tra le altre trasmissioni Fantastico e Quelli della Notte con Renzo Arbore.

Sciolto il duo, Marcello comincia la sua carriera televisiva da solista e viene chiamato a partecipare al programma Mezzogiorno in Famiglia, di cui è parte del cast fino al 2009, anno in cui passa a I Fatti Vostri, insieme a Giancarlo Magalli e Adriana Volpe.

Questa è la trasmissione che più lo ha reso noto al grande pubblico e che lo ha fatto amare da tutti.

Nel 2017 a causa di rapporti non più idilliaci con Magalli, Marcello non viene più riconfermato a I Fatti Vostri, ma partecipa con Adriana Volpe al reality Pechino Express.

Come musicista ha pubblicato diversi album sia in coppia con Antonio Maiello che come cantante solista. Si è occupato della realizzazione di vari eventi musicali, come la gara canora Note di Stelle.

E’ direttore di un’Accademia musicale la Bottega del Suono che è laboratorio e fucina di promesse musicali.

Ha preso parte a molte rappresentazioni teatrali, come Don Bosco, Il Musical e la commedia Funny Money. Lo spettacolo nato nel bicentenario della nascita di don Bosco, nel 2015 ha un’ambientazione che ripercorre le tappe più importanti della vita e delle opere di San Giovanni Bosco.

Dal racconto del sogno premonitore fatto a nove anni, che lo ha portato a intraprendere la strada del sacerdozio, ai contrasti con la Chiesa, nella persona del cardinale, all’attacco del Maligno quando viene mandato ad effettuare un esorcismo; dall’incontro con madre Maria Mazzarello, con la quale don Bosco fonda l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, alle prime missioni in Argentina.

Poi la prova più straziante per il Santo della povera gente: la morte dell’amore più grande, sua madre Margherita, maestra di vita, donna dolcissima ma al tempo stesso forte e determinata capace di dare a suo figlio un amore esigente e rasserenante di cui il prete santo poté far dono poi ai suoi ragazzi.

E’ sposato con Antonella, da lei ha avuto due figlie, Maria Sofia e Maria Elisa.

Ora dopo esser diventato nonno di un maschietto 2017, è diventato nonno da pochi giorni di due splendide gemelline.

Con il suo nome scritto a caratteri cubitali nell’Olimpo dello spettacolo. Showman, cantante, musicista poliedrico, attore, sono lieta di poter scambiare due chiacchiere con lui.

1- A che età hai iniziato a cantare?
1- Ho cominciato a cantare ma soprattutto a suonare all’età di 7/8 anni.

2- Hai anche tu iniziato nei villaggi turistici come Fiorello, cosa ricordi di quel periodo?
2- Ho cominciato a suonare e cantare a Pugnochiuso in Puglia, avevo intorno ai 17 anni e ho cominciato a capire che forse la musica poteva essere veramente il modo per affrontare la mia vita e capire che una passione poteva diventare un lavoro.

3- Tu non sai quante notti, con il programma Quelli della notte, mi hai fatto compagnia con le canzoni del duo Antonio e Marcello mentre giravo per casa con mia figlia che faceva i capricci che non voleva dormire. Cosa ha rappresentato per te quel periodo televisivo?
3- Io e il mio socio Antonio avevamo già fatto una lunga gavetta fino ad allora con una grande esperienza al Festival di Sanremo nel 1983, poi nel 1984 Renzo Arbore ci invitò a partecipare a “Cari amici vicini e lontani” trasmissione della prima rete che ebbe un successo clamoroso, circa 18 milioni di ascolti, a questo punto non abituato ai grandi successi ma ad essere un artista di “nicchia” Arbore cercò di pensare ad una trasmissione che non avesse un atteggiamento troppo popolare, ed allora inventò “Quelli della notte” il programma che ha cambiato il linguaggio della televisione e la mia vita, ho provato per la prima volta cosa vuol dire sentirsi un divo, con 1.200.000 copie di dischi venduti del primo disco e 700.000 del secondo; il pubblico ci amava talmente tanto che riempiva tutti i nostri concerti, ci imitava , si vestiva come noi, insomma fu momento molto molto emozionante ma anche molto pericoloso perché quei tipi di successi, possono deviare il tuo assetto psicologico.

4- Per anni sei entrato nelle nostre case con il programma I fatti vostri, chi ti manca o cosa ti manca di quegli anni trascorsi in via Teulada? A parte Magalli c’è qualcuno che ti ha fatto arrabbiare di più?
4- Ricordo i 90 passi che mi separavano dal mio camerino storico per tanti anni, ricordo l’affetto del pubblico che ancora mi porto dietro, a tal punto che molti ancora non si sono accorti che io non faccio più parte di quel programma da anni, sono felice di quello che sto vivendo adesso, ringrazio Magalli ringrazio tutti, perché finalmente ho potuto riprovare cosa vuol dire essere un artista, inventarmi nuove cose come il canale YouTube con il quale faccio compagnia tutti i giorni alle ore 18:00 alle persone che in questo momento vivono bruttissimo periodo di vita:

https://www.youtube.com/channel/UCb5UsCMXLEDcTetihY4D1Iw

5- Passando alla sfera privata, che effetto fa essere nonno tris? Cosa cambia nella vita di un artista?
5- Cambia che sei molto impegnato e la tua prospettiva del domani diventa ancora più impegnativa, loro sono la parte meravigliosa del mio essere uomo.

6- Tornerai in tour in Calabria questa estate col grande Demo Morselli?
6- Guarda purtroppo lavoro pochissimo in Calabria non vorrei dire “nemo profeta in patria” ma a volte mi scappa di pensarlo, la regione in cui lavoro meno nonostante abbia fatto un disco con Mimmo Cavallaro che mi ha portato ai primi posti delle classifiche e nonostante il grande amore per la mia terra.

7 – Hai cantanto, suonato centinaia di canzoni, italiane e straniere, quale la tua preferita?
7- Le mie canzoni preferite sono quelle che non canto ma quelle che ascolto, in silenzio nel mio studio, sono un grande fan di Elton John e del suo repertorio storico.

8- Tra i tanti stili musicali quali ti appassionano di più?
8- Non esiste uno stile che mi appassiona di più, esistono delle musiche che mi emozionano, la musica secondo me si divide tra musica che da brividi e musica che ti lascia indifferente.

9- Sei un polistrumentista ma il tuo primo strumento, quello a cui sei più affezionato qual è?
9- Il mio primo strumento è stata la fisarmonica insegnata da mio padre, il professore Cirillo, che ne era molto appassionato.

10- Ormai nella discografia italiana tanti nomi arrivano dai talent, che rapporto hai con questi ultimi? Pensi veramente che la musica non inizi da una “cantina” ma solo da uno studio televisivo? La tua Accademia musicale è una fucina di talenti, che rapporto hai con le nuove generazioni?
10- È una domanda alla quale mi trovo di fronte giornalmente con i miei allievi dell’Accademia musicale Bottega Del Suono che cercano di capire se è il caso o no di veicolare le proprie canzoni attraverso i talent. Insieme a Sanremo e l’unica realtà DISCOGRAFICA esistente oggi, cambiando le dinamiche dell’artista, che prima faceva gavetta e poi televisione, oggi è esattamente il contrario, non lo critico ma lo osservo come fenomeno.

11- Noi nel nostro magazine abbiamo una rubrica Emergenze sonore dove ospitiamo i giovani talenti. Secondo te cosa deve fare un giovane per farsi conoscere?
11- Noi abbiamo il dovere di far conoscere la musica come una professione, sdoganare il concetto che la musica e fare il musicista è un lavoro come un altro, una professione con tanti sacrifici ed ore di studio alle spalle. L’unico modo per arrivare ma sopratutto rimanere, è quello di studiare, aggiornarsi, essere curiosi e guardare il mondo attraverso la propria anima, alla base di tutto ci vuole il talento che vuol dire “conoscere prima di sapere”.

Concludiamo questa bella chiacchierata ricordando a tutti gli amici di ScrepMagazine di seguire i suoi canali Youtube e Instagram per passare dei momenti in compagnia di ottima musica e di artisti che, insieme a lui fanno sentire a tutti noi meno soli in questi momenti così particolari per il mondo intero.

“I ragazzi, se non li occupiamo noi, si occuperanno da soli e certamente in idee e cose non buone”.

Don Giovanni Bosco

Angela Amendola 

Marcello Cirillo e Demo Morselli

Con Adriana Volpe a Pechino Express

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