Non movimento effimero
Le motivazioni che portano a depressione o autolesionismo non sono solo legate ai problemi di bullismo o a sfide social, scaviamo sino ad arrivare all’insicurezza personale.
Questo instabile stato emotivo che può portare a vivere in balia degli altri e divenire vittime della società.
È fondamentale quindi, sin dalla tenera età creare i presupposti per una buona fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità, che permetteranno di suscitare gli stimoli necessari a non arrendersi alle difficoltà o alle critiche, ma anzi, a rigenerarli in modo positivo per migliorare sé stessi e il prossimo.
Sono vari gli strumenti educativi a nostra disposizione; in particolare in questa occasione si parlerà di danza.
Questa disciplina si basa sul movimento del corpo accompagnato dalla musica e dall’espressione emotiva che ne scaturisce.
La danza è anch’essa vittima della pandemia che ci ha colpiti, a causa delle necessarie restrizioni e chiusure: tutte queste sale vuote, così come i teatri rattristano profondamente. Il valore di questa disciplina non è solo finalizzato al risultato rappresentativo di una coreografia, di un musical, o di un balletto, bensì da tutte le fasi evolutive che ne fanno parte.
Focalizziamoci sul fatto che si tratta di una comunicazione non verbale: il movimento è l’aspetto espressivo e comunicativo dello sviluppo umano, perché noi siamo anche il nostro corpo e non solo le nostre emozioni e o intelletto.
Movimento ed emozioni sono intrecciati: il movimento può dipendere da un’emozione e, l’emozione e la sua intensità, richiamano il movimento.
Noi siamo come ci muoviamo ed è quando ne diventiamo consapevoli che determinano il cambiamento.
Tutti noi troviamo degli ostacoli comuni nella comunicazione con gli altri, nella fiducia e nei rapporti interpersonali.
Questi ostacoli possono essere costituiti dai limiti del proprio corpo, dall’immagine di sé stessi o da un disagio e si possono superare lavorando sul movimento e le emozioni: quindi, anche con l’attività della danza, che consente lo sviluppo della crescita individuali e l’affermazione di sé, aumentando così le capacità sociali: migliorando contatto, fiducia, sensibilità e collaborazione con gli altri, in modo da accrescere le capacità decisionali e la fiducia in sé stessi.
Questo viaggio evolutivo non è esclusivo per i praticanti, ma è una crescita accompagnata anche dai maestri e dai genitori.
La sola danza non deve essere un parcheggio figli, mentre i genitori hanno altri impegni, ma un luogo di crescita personale e sociale, educativo ed emotivo, che rafforza il sé: l’autostima. Un mezzo che ci permetterà di essere consapevoli e di non divenire vittime di stereotipi o di condizionamenti.









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