Buone o cattive, belle o bruttine, sentimentali o glaciali, reali o create dalla fantasia: tante e diverse sono le mamme rappresentate al Cinema e che hanno contribuito al successo di molte celebri pellicole.

Il personaggio della mamma è sicuramente fondamentale quasi in ogni film; difficile trovare una pellicola dove, presente o meno, la mamma non abbia  un ruolo cruciale, sia direttamente che indirettamente.

Tanti i “caratteri” rimasti iconici e indimenticati, molto spesso anche personaggi molto negativi e discutibili , drammatici e combattivi, surreali  ed esilaranti.

Ecco la nostra carrellata di alcune celebri mamme della filmografia mondiale, rimaste indelebili sia per un’accezione positiva sia negativa:

partiamo da Meryl Streep, madre tormentata e conflittuale che ne La scelta di Sophie  (1982) di Alan J. Pakula è costretta a scegliere chi salvare tra i suoi figli nel campo di concentramento di Auswitz. Forse proprio il dilemma più impossibile da sciogliere per una madre che ama i suoi bambini. Dramma lacerante magnificamente interpretato da una Streep perfetta e vincitrice del premio Oscar.

In Voglia di tenerezza di James L. Brooks (1983) si contrappongono due figure forti ma diverse di mamma: da un lato Aurora (Shirley Mclaine premio Oscar ), madre ossessiva e soffocante, frustrata come donna, e dall’altra Emma- Debra Winger , infelice e trascurata da un marito che la tradisce. Magnifico dramma interpretato da due grandissime attrici con scene davvero memorabili ( come dimenticare la parte in ospedale i cui la McLaine chiede ad una distratta infermiera di fare la puntura alla figlia sofferente?)

In Fiori d’acciaio di Herbert Ross sono tante le figure di madri rappresentate, ma sicuramente quella che più risalta è il personaggio interpretato da Sally Field, mamma di Shelby –Julia Roberts (premio Oscar ), fragile ragazza ammalata di reni. La sua M’Lynn è forte, tenace, infaticabile ed è incredibile il modo in cui la Field si è identificata nel personaggio.

In Sirene (1990) di Richard Benjamin una stravagante e bravissima Cher interpreta Rachel una delle mamme più carismatiche che il Cinema abbia mai regalato: eccentrica, vitale, energica, rivoluzionaria, anticonvenzionale, Rachel è un tornado che attraversa e scompiglia, trascinandosi dietro le due giovani figlie, diversissime tra loro, e interpretate da due eccezionali attrici: Winona Ryder e Cristina Ricci al suo debutto.

Ancora Cher è una intensa e coraggiosa mamma in Dietro la maschera del 1985  di Peter Bogdanovich, storia di un sedicenne affetto da leontiasi, una deformazione del cranio. Il rapporto speciale tra i due sarà la loro forza.

Mamme sci-fi

In Aliens scontro finale  di Ridley Scott Sigourney Weaver è l’indimenticabile Ripley, anticipatrice delle moderne donne combattenti del cinema di azione. La sua forza nell’affrontare il nemico alieno è pari alla dolcezza materna espressa nei confronti della bambina che deve trarre in salvo. Iconica.

Molto spesso le mamme sono state anche protagoniste di commedie su cui sorridere: dal cult  Mamma ho perso l’aereo, in cui una mamma arriva addirittura a dimenticare il proprio figlio a casa partendo in vacanza, a Mi presenti i tuoi  con Barbra Streisand irresistibile mamma “fuori dagli schemi”.      

In Kill Bill (2003) la mamma è invece sicuramente meno dolce e pantofolaia e molto più vendicativa: stiamo parlando di Uma Thurman alias Beatrix, la sposa di Tarantino che, convinta della morte della figlia, inizia una sanguinosa vendetta contro chi ha colpito la sua famiglia. Finale “materno” a sorpresa.

Restando nel campo delle dark-mummy  “per nulla materne” come dimenticare “Mammina cara” (1981) , thriller dramma di Frank Perry , incentrato sulla vita reale della grande Joanne Crawford e interpretato da una impressionante Faye Dunway: cattiveria e  follie da psicosi.

O ancora Lilian, la mammina di Jessica Lange (premio Oscar ) in Frances,  1982, che per “il bene della figlia” la fa rinchiudere per malattie mentali?

La madre più terrificante dello schermo resta però sicuramente quella di Norman Bates in Psycho di A. Hitchcock: la sua sagoma seduta di spalle sulla sedia rimane una delle immagini più iconiche che il Cinema ricordi e la potenza evocativa di Hitchcock in questo personaggio è davvero ineguagliabile: fobia, terrore puro, sottile confine tra realtà e finzione.

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Tornando invece alla dolcezza e alla leggerezza, ci tuffiamo ora nel mondo fantasy Disney, e ricordiamo Elinor, madre battagliera e severa in Ribelle (2011): un lungo percorso le farà comprendere quale sia la strada più giusta per giungere al cuore della figlia Merida e ai suoi veri desideri.  

Visualizza immagine di origineChiudiamo infine con un personaggio materno che sembra un po’ racchiudere tutte le caratteristiche qui elencate: è Erin Brocovich, nell’omonimo film di Steven Soderbergh, interpretato da una straordinaria Julia Roberts premio Oscar. Erin è forte, intraprendente, coraggiosa, materna più di quanto sembri, tenace, intelligente. Sicuramente con i suoi difetti, ma non fuggendo dinanzi alle verità, Erin riesce a risollevarsi dal fondo in cui si ritrova, a farsi ascoltare da chi non ha nessuna fiducia in lei e  a lottare con i denti sul lavoro e  nella vita per il bene dei figli.

Quello che un po’ tutte le mamme (e molte donne in genere) fanno ogni giorno.

Sandra Orlando

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