Ludovica la migliore amica

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Aurora aveva il solito mal di testa, non riusciva a tenere gli occhi aperti.

Voleva tornare a casa, ma non se la sentiva di guidare in quello stato e così telefonò a Ludovica, che tra l’altro non vedeva da tanto, chiedendole di passare da lei allo studio.

Ludovica in pochi minuti raggiunse lo studio di Aurora, e si allarmó vedendo la sua amica così pallida e sofferente.

La fece sdraiare sul divanetto verde della stanza e le porse un bicchiere d’acqua e un cachet, quello che Aurora teneva sempre in un portapillole in borsa, nel caso arrivasse il solito attacco di emicrania.

Pochi minuti dopo Aurora si alzó, si sentiva già meglio ma chiese a Ludovica di stare ancora un poco con lei, lì a parlare, era da tanto che non si vedevano.

A bruciapelo le chiese se fosse felice con quell’uomo conosciuto da pochi mesi.
Che intenzioni avete? Continuerete a vivere una relazione clandestina o lui farà ciò che dovrebbe fare, cioè separarsi dalla moglie?“…

Non so risponderti a questa domanda, noi viviamo l’oggi senza progettare il domani, ci vediamo ogni giorno e questo per ora ci basta e ci rende felici. Ma se penso a lui lontano da me, a casa con la moglie, impazzisco. Non mi piace dormire da sola, svegliarmi e non trovarlo accanto. Meglio non pensare, e sperare che un bel giorno lui trovi il coraggio di dirle che non l’ama più. Mi resta solo questo, la speranza“.

Ludo, tesoro, mi spiace che tu soffra così tanto, ma sapevi in che guaio ti stavi cacciando quando lo hai conosciuto. Devo raccontarti una cosa ma ora si è fatto tardi devo correre a casa. Lo sai che Delfina ha avuto una bambina vero? Stasera mi tocca fare la baby sitter, lei ha un impegno, la festa di laurea della sua più cara amica e non può assolutamente mancare. Anzi perché non vieni a cena da noi così vedi che splendore é Jole?”

E me lo chiedi? Certo che vengo “.

Le due giovani donne, ognuno con la propria auto, si avviarono verso la villa della famiglia di Aurora.

Giunte lì, videro che tutti erano in salotto e guardavano estasiati la piccola Jole.

Ludovica si avvicinó piano alla culletta dove riposava la piccola, ma non resistette e le fece una timida carezza sulle guance.

Gli occhi le si riempirono di lacrime e corse via in giardino. Tutti restarono attoniti davanti alla scena, ma non si mossero dal divano.

L’unica che le corse dietro fu Aurora. Le si avvicinò, Ludovica piangeva singhiozzando, lei l’abbracció.

Ludo che succede, ti prego calmati. Dimmi cosa ti sta tormentando“.

Nessuno può aiutarmi, io non potrò mai essere mamma”…

Angela Amendola

 

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