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L’illuminista Voltaire

Ha sempre destato un certo interesse in me la figura di Voltaire, in quanto lo considero una specie di spartiacque tra quello che c’era prima di lui e quello che è venuto dopo.

Il suo vero nome era Francois-Marie Arouet.

Nacque a Parigi nel 1694 da ricca famiglia borghese.

Cominciò la sua attività come drammaturgo e scrisse per il teatro anche negli anni successivi, ma la sua fama è legata soprattutto al pensiero filosofico, cui si avvicinò dopo un forzato esilio in Inghilterra, durante il quale ebbe modo tra l’altro di conoscere ed ammirare l’organizzazione politica di quel paese.

Cominciò anche a frequentare circoli filosofici ed esponenti di un certo rilievo, come George Berkeley.

Di aspetto non sgradevole, pare abbia goduto dei favori di numerose donne indipendentemente dalla loro condizione sociale, insomma un “tombeur de femmes“. D’altronde egli soleva dire che Dio ci ha fatto nascere per farci soffrire e per farci divertire.

Conobbe la Corte reale di Francia, soprattutto perchè preso in simpatia dalla “Pompadour“, ma anche la Bastiglia per i suoi atteggiamenti di critica e di condanna verso i privilegi politici.

Il “Candido” e il “Trattato sulla tolleranza” sono le sue opere filosofiche più famose.

La prima racconta di un giovane, “Candido” appunto, e il nome è già significativo, che, per avere osato alzare gli occhi sulla figlia di un castellano, viene bastonato e cacciato.

Dopo varie disavventure arriva alla conclusione che il nostro non è “il migliore dei mondi possibili” e che la vita ci riserva sempre qualcosa di negativo e qualcosa di positivo.

Il “Trattato sulla tolleranza“, che sembra sia nato da un fatto di cronaca vera successo a Tolosa nel 1762, è una vigorosa condanna del fanatismo e dell’intolleranza (ahimè, quanta attualità!), un invito a ragionare prima di agire, a non lasciarsi trasportare dalle emozioni.

In campo religioso, per le sue affermazioni anticlericali e contro le superstizioni, ebbe nella Chiesa una fiera persecutrice.

Secondo lui non è stato Dio a creare gli uomini, ma gli uomini a creare Dio a propria immagine e somiglianza.

Deista, cioè seguace di una religione naturale che vede la divinità come estranea al mondo e alla storia, scettico e laico, Voltaire è considerato uno dei più grandi ispiratori del pensiero razionalista moderno.

Politicamente non fu un rivoluzionario come s’intenderebbe oggi, ma piuttosto con linguaggio attuale potremmo definirlo un liberale moderato, sostenitore di una monarchia illuminata.

Concluse la sua esistenza terrena nel 1778, all’età di 83 anni.

Francesco Viscelli

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