LE RECENSIONI DEL SABATO

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Inchiostro d’Anima, Vincenzo Fiore

La poesia è sempre un mondo complesso in cui inoltrarsi. Ogni poeta compone tramite le sue emozioni, i suoi vissuti. Leggere una poesia è un po’ come sbirciare nella vita del poeta, carpire i suoi pensieri, partecipare ai suoi stati d’animo.

V’è una sorta di connessione tra autore e lettore entrambi in qualche modo partecipi e presenti nell’atto stesso della lettura.

La raccolta che ho appena terminato di leggere, posso definirla un viaggio nei sentimenti di un uomo. Tra le sue parole emergono desideri, sensazioni, passioni vissute e non…

Traccia un solco su queste pagine, e, come un buon seminatore, semina sensazioni, impressioni, desideri che fioriranno in questi versi in tutta la loro naturalezza e magnificenza.

Sa coltivare quelle emozioni che rapiscono il lettore e lo tengono attento e presente a ciò che va leggendo. Sono liriche di un uomo che ama la terra, la natura, la vita nella sua interezza e da essa carpisce tutte quelle emozioni che poi riporta in queste pagine.

Nel suo comporre utilizza i cinque sensi.

Vista: osserva ciò che lo circonda e lo trasmuta in versi in cui descrive la natura in tutta la sua meraviglia.     

Olfatto: il profumo dei suoi desideri, l’immancabile fragranza della natura, l’aroma della terra bagnata dopo un temporale, la delicata essenza di una donna.

Udito: lo sciabordio delle acque, le onde del mare, il fruscio dei rami, il sibilo del vento, il gazare di uccelli, e ancora le dolci parole mormorate in amore.

Tatto: Il vicendevole bisogno di contatto, le carezze, il corpo, lo sfiorar di labbra, quegli attimi dove la pelle si sfiora, e carne e anima si uniscono…

Gusto: l’assaporare di labbra, il gustar la vita nei suoi molteplici piaceri.

E non per ultima la parola che il poeta sa donare con estrema grazia, contemplando l’animo femminile: quel vasto mondo da molti uomini esplorato ma da pochi davvero conosciuto… Il poeta riporta tutta la sua carica passionale, la sua tenerezza, il suo bisogno di vivere l’amore corrisposto e bramato.

In questa raccolta si avverte la grande sensibilità del poeta. Il suo sentir oltre alle apparenze, il suo voler andare a fondo dei suoi sentimenti carpendone ogni sfumatura. Senza pudore, libero nel suo sentire.

Nelle sue liriche dirotta la nostra attenzione su vari argomenti in cui tutti possiamo trovare partecipazione e ristoro. Liriche che scorrono fluide come un rivolo di montagna, in altri casi impetuose come un maremoto… e poi ancora dure quanto macigni ma che aprono sempre alla speranza … Le poesie di Vincenzo Fiore sono liriche di un uomo che ha saputo trovare il bello nelle piccole cose, sapendo amare ogni istante che la vita gli concede.

Poesie in cui la naturalezza del vivere diviene principio di esistenza.  Un uomo che ama la vita, la terra e non per ultimo l’amore incarnato nella figura di Donna, che descrive con passione, devozione e amore…

In Inchiostro D’anima sono contenute liriche in cui ci si rispecchia, ci si ritrova, e a fine lettura ci si sente ristorati e pronti a riprendere a sognare.

 Utopia

 E si fermò…

Preferiva i folli,

i sensibili, gli ingenui,

i sognatori.

Amava i feriti d’amore,

sanguinanti,

che piangono Poesia,

dipingono sorrisi,

e ancora credono nelle utopie.

Stava con chi osa continuare a sognare,

a seminare speranza,

a innamorarsi.

A parlare con quelli che sentono,

vibrano

e amano.

 (Inchiostro D’Anima, Vincenzo Fiore)

  

Recensione a cura di Monica Pasero

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