“a tu per tu con…” Monica Petroni e la sua poesia

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Una consecutio temporum poetica, una escalation di versi, un incatenarsi continuo di parole costituiscono le fondamenta su cui poggia la poesia di Monica Petroni espressa nelle sue tre sillogi, Il Buio nell’Anima, Effetto Domino e Fermo Immagine, che, nel mentre vengono lette, danno la sveglia alle emozioni del lettore e lo indirizzano sulla modulazione di frequenza dell’autrice.

Nasce, pertanto, un processo di completa e assoluta simbiosi tra i due da creare un’atmosfera di profonda e reciproca collaborazione e di empatia nella ricerca dei tratti personali più nascosti sino a portare il lettore a farsi la convinzione di trovarsi di fronte al proprio autoritratto.

Con Monica Petroni si è in compagnia, come giustamente afferma il Critico d’Arte e Giorgio Grasso, di “un abile pittore che, con il suo pennello, ritrae il soggetto della sua opera in un capolavoro e crea stringhe di parole e colore capaci di farci vedere nella filigrana delle pagine lette il nostro volto riflesso”, il volto di noi lettori.

Monica Petroni, poetessa, scrittrice, drammaturga e autrice di video-poesie, è nata a Viareggio e vive a Pistoia.

La sua prima silloge di poesie, “Il Buio nell’Anima”, viene pubblicata a fine 2015 e presentata per la prima volta a Pistoia da Giorgio Grasso, già due volte uno dei curatori della Biennale di Venezia, e dal regista e presentatore televisivo Cino Tortorella.

Nel 2016 realizza un’opera di video-arte, che viene esposta in alcuni musei tra cui il MIIT di Torino, il Bergomi di Montichiari e l’Ugo Guidi di Forte dei Marmi e ed anche, come ospite di un artista, durante la Biennale di Venezia 2017.

Sempre nel 2016 incide l’audiolibro delle poesie contenute nello stesso “Il Buio nell’Anima”, da lei stessa recitate con sottofondo musicale composto appositamente dal marito, l’artista Gianfranco Bianchi.

La sua seconda silloge “Effetto Domino”, edita nel 2017, è presentata per la prima volta il 3 dicembre dello stesso anno a Pistoia e successivamente nel 2018 a Milano presso la Galleria d’Arte “D Spazio” e la Galleria “Spaziokappa”.

In seguito alla Galleria Farini di Bologna, a Gubbio in concomitanza di una Mostra di pittura di suo marito, ad Adria, a Stazzema in un evento dedicato all’alluvione del ‘96 in Alta Versilia e a Ferrara presso il Palazzo Scroffa.

Da questa silloge sono state realizzate 4 video-poesie che, assieme alle altre già in essere, vengono passate diverse volte su Rete Economy.

Fermo Immagine” è la sua terza silloge, edita nell’ottobre del 2022, dalla quale sono state create quattro video-poesie.

Nel gennaio dello scorso anno “Fermo Immagine” viene presentata per la prima volta su Instagram durante l’intervista tenuta dal manager Sebastiano Zanolli, nell’aprile a Pistoia presso le Sale Affrescate nel corso di una mostra pittorica, assieme alle sue video poesie e a Luglio nella sua Viareggio presso il Museo della Marineria.

Fiore – Com’è avvenuto il tuo primo incontro con la Poesia?

Petroni – Scrivevo poesie da sempre, partecipavo a concorsi, ma il passo decisivo per farsi conoscere è stato  sicuramente quello di aprire il cassetto poetico e decidere di procedere alla pubblicazione di una prima silloge.

Per molti questo è un momento complesso, esporsi non è così semplice.  

La lettura del mio lavoro da parte di vari esperti e il conseguente giudizio positivo con il deciso invito a pubblicare hanno determinato la mia delicata decisione e tutto è volto al positivo.        

Fiore – Sono ancora nei tuoi ricordi i primissimi versi che hai composto?

Petroni – Certo, anche se erano di un genere diverso, molto autobiografico.

Voglio però confessarti che alcune poesie di vecchia data hanno trovato  collocazione nella mia prima silloge “ Il Buio nell’Anima”.

In modo particolare cito “Dall’inizio alla fine” che, assieme a “La scelta” (scritta invece appositamente per il libro), sono state scelte dal grande Cino Tortorella, considerandole le sue preferite, tanto da volerle leggere, emozionandosi, durante la presentazione del libro.

DALL’INIZIO ALLA FINE                                    

E venne il giorno in cui         

l’uomo nacque.         

Solo,

perché il dolore scorra

intenso dentro le mie vene

assorto dal pensiero,                                                    

impaurito per gli eventi.                                              

Aveva un’ombra che lo seguiva                                

ed una mano al suo fianco.                                       

Poteva capire e parlare,

ridere e giocare,

​amare.

Ma non lasciò orme

nel suo breve cammino;

sopraffatto dal buio,

ridicolizzato dall’amico,

cadde nuovamente nel dolore

e per non sciupare alcun silenzio,

tacque.

LA SCELTA

 Ago

liquido e veleno

spinto fino in fondo

perché il dolore scorra intenso dentro le mie vene

perché si mescoli col sangue tutto il mio piacere

perché mi uccida adesso senza il mio volere.

Fiore – Quale viaggio è per te la poesia? Che cosa rappresenta?

Petroni –  La poesia è una forte fonte di comunicazione, cosa che mi interessa da sempre.

Uso le parole per lanciare messaggi importanti e compongo i versi usando volutamente  un linguaggio  diretto  ed  immediato,  che  può risultare   a prima  vista semplice, per far sì che sia fruibile ad un pubblico vasto, avvicinandolo così ad una forma di scrittura, la poesia, che risulta essere ancora di nicchia.

Fiore – Quando si è fatto reale in te il convincimento che la poesia era la tua espressione più consona?

Petroni – Quando   ho   sentito   il   maniera   importante   che   avevo   come   “missione”, passami il termine, quello  di aiutare gli  altri, dando così voce alle  loro  emozioni, eliminandoli dalla solitudine di una società che purtroppo tende a dividere invece che unire.

Fiore – Qualcosa o qualcuno che ti ha influenzato? 

Petroni – Nella scelta di pubblicare sì, ma come stile non mi rifaccio a nessuno in particolare, anche perché, come avrai notato dalla lettura delle sillogi, gli stili sono diversi a seconda della persona a cui do voce.

Fiore – Sembra che il silenzio sia il grembo idoneo per la nascita della poesia… sei d’accordo?

Petroni – Per il mio genere di poesia, in realtà, è fondamentale “l’ascolto”, quindi la necessità di avere contatto con le persone, capire il messaggio che stanno cercando di lanciare, i loro sentimenti, le loro emozioni… il rumore che stanno facendo con la loro esistenza.

Fiore – Un profano come si può avvicinare oggi alla poesia?

Petroni – Il modo di fare poesia oggi è cambiato rispetto al passato,  ci sono più libertà di scrittura, per fortuna, ed ognuno ha modo di trovare la sua. Credo che però sia necessario capire quello che cerchiamo di essere nella nostra vita, quale scopo abbiamo e poi iniziare a scrivere, scrivere e scrivere… fino a capire che quello è il momento giusto per pubblicare.

Fiore – Cosa significa essere poeti nel 2024? 

Petroni – È impegnativo, perché il mondo è più complesso, le domande sono tante e necessitano   di   risposte. Sono quindi del parere che spetta a noi poeti trovare la forma migliore per comunicare, usando i  vari  canali, per arrivare a tutti. 

La  mia forma più completa, per quanto riguarda la poesia, viene raggiunta quando realizzo le   video-poesie. Utilizzare  la   recitazione  (che   faccio   in   prima   persona), scegliere immagini che lavorino in sinergia con le parole, il tutto accompagnato da una musica originale creata appositamente per coinvolgere ancora di più, rende il mio lavoro di comunicazione completo.

Ho visto che le video-poesie sono molto apprezzate sia dai ragazzi che dagli adulti; anche i bambini sono curiosi e durante le esposizioni della mia   opera   di   video-arte   indossano   volentieri   le   cuffie   per   ascoltare   e   vedere   il risultato   finale.  

Siamo   noi   poeti   che   dobbiamo   metterci   in   mezzo   alla   gente esponendoci al massimo, perché è molto difficile che una persona si alzi al mattino dicendo “Oggi vado in libreria a comprare un libro di qualche poeta attuale”.

Fiore – Da quanto mi è parso di intuire dalla lettura delle tue tre sillogi le stesse non hanno alcun tratto autobiografico…Perché questa scelta?

Petroni – In realtà nelle tre sillogi, cinque o sei sono autobiografiche, ma non dirò

quali nemmeno sotto tortura (scherzo ovviamente, ma non confesso ugualmente il loro titolo).

La scelta mi è stata chiara sin dall’inizio: volevo una posizione diversa del modo di vedere, volevo creare un rapporto di completa empatia con il lettore. Il mio scopo era quello di farlo ritrovare nei miei versi, quindi solo dando voce agli altri poteva aver luogo questo percorso.

Poi, naturalmente, in ogni poesia “io ci sono” e mi uso per  essere il  tramite  di  forti  emozioni  che  permangono a  dentro di  me a lungo.

Fiore – Perché il titolo “Il Buio nell’Anima” alla tua prima silloge?

Petroni – Volevo qualcosa che riassumesse in poche parole il viaggio che il lettore avrebbe fatto. Un percorso quasi terapeutico, che lo portasse ad affrontare nuovamente tutto quello che si tende a non ricordare, nascondere, evitare perché doloroso o non ancora totalmente elaborato.  

Naturalmente non  ho  intenzione di   lasciare il mio lettore da solo in questo viaggio alla scoperta di un sé profondo, lo tengo per mano mentre affronta tutte le sue difficoltà sommerse e lo aiuto nel ritornare in superficie facendogli raggiungere nuovamente la luce.

Fiore – Quale chiave serve per aprire “la stanza della mente” di cui parli in apertura de “Il Buio nell’Anima”?

Petroni – Non è facile da spiegare in due parole, senza confondere chi mi legge.

Preferisco stimolare la curiosità di chi vuole arrivare alla sua “stanza nella mente”, invitando a visitare il mio sito  www.monicapetroni.it dove ne spiego bene il concetto.

Fiore – Quale lirica di questa tua prima silloge dedicheresti ai lettori di ScrepMagazine?

Petroni – Decisamente “Rabbia”, perché è uno stato d’animo molto presente nella

società odierna e, a volte, rimane nascosto per molto rendendo difficile individuarlo e fermarlo.

https://www.youtube.com/watch?v=8FM2Pg2lpec                          

RABBIA

Avevo quella rabbia,

quella che vive chi ormai ha la mia età

quella che spezza i rami nella foresta del futuro

quella che ti obbliga a evitare i passaggi segnati

quella che non è più visibile ma solo vorace.

Avevo quella rabbia,

e mi muovevo veloce nel mio presente

e mi soffermavo di rado su quello che accadeva

e mi accorgevo degli altri solo se mi urtavano

e mi fermavo soltanto se il passo si rompeva.

Avevo quella rabbia,

che soggiogava tutti e piegava i voleri

che parlava in fretta senza riascoltarsi

che sparava prima ancora di difendersi

​che comprava pensieri nuovi a basso costo.

Avevo quella rabbia,

che gridava, piangeva, urlava, voleva, spingeva, desiderava,

amava…

Adesso spostati,

e stai attento.

La mia rabbia sta tornando.

Fiore – E siamo a “Effetto Domino” i cui aforismi guidano, come scrive Giorgio Grasso, ed ha perfettamente ragione, il percorso della vita con le inevitabili scelte che andranno a provocare conseguenze positive o negative sul nostro futuro. In altri termini si è di fronte al  viaggio del tempo della vita, alle varie fermate e ripartenze, che nello sviluppo della lettura fanno riflettere il lettore sull’importanza che le decisioni di ogni singolo uomo determinano per il cammino della società nel suo insieme. Corretto? 

Petroni – Sì.  Purtroppo   viviamo   in   un   mondo   veloce   e   superficiale   che   fa   quasi passere il messaggio che “tutto sia lecito e ci venga permesso”, ma non può e non deve essere così.

Questa seconda silloge vuole responsabilizzare il peso di ogni passo che facciamo e le relative conseguenze che si possono avere non solo sulla nostra vita,   ma   anche   su   quelle   di   tutte   le   persone   che   verranno   toccate   dalla   nostra esistenza.

Fiore – Perché l’idea molto originale di segnare i vari segmenti o capitoli di “Effetto Domino” con degli aforismi?

Petroni – Per guidare ancora di più il lettore, indicando da subito il passo che verrà preso in considerazione dopo l’aforisma.

Fiore – Quale dei sette aforismi della silloge dedicheresti ai lettori di ScrepMagazine e perché?

Petroni – “Solo fermandosi e guardando avanti possiamo riuscire a vedere oltre”, perché è decisamente quello che prepara il lettore alla mia terza silloge, visto che,  in realtà,  definisco il mio lavoro poetico un po’ come una trilogia.

Fiore – Terza silloge: “Fermo Immagine”… quasi un saggio sullo scorrere veloce del tempo…Il tuo racconto…

Petroni – Il rapporto con il tempo in passato era quasi una sfida individuale, adesso che questo ritmo non solo è cambiato ma spinto addirittura all’estremo, forzandone l’accelerazione come un filmato senza mai un FERMO IMMAGINE, mi rendo conto che stiamo perdendo di vista  il vero  senso  della  vita. Il rumore grigio del mondo copre la voce di ogni singolo cuore e finisce con l’uniformaci in una sorta di meccanismo che reputiamo indispensabile e dal quale non riusciamo più ad uscire, insomma   ci   agitiamo   sbattendo   le   ali   ma   non   sappiamo   più   volare. Dobbiamo riuscire a riappropriarci della velocità del tempo, trovando un giusto ritmo: il nostro.

Fiore – È il caso di dire che la virtualità ci sta facendo perdere il contatto con la realtà?

Petroni – Direi piuttosto che va saputa gestire, cosa non facile per molti. Il rischio altrimenti  è quello che   si   verifichi   uno   scollamento dalla   realtà   e   che si finisca bombardati da immagini, suoni e notizie, che invece di riportarci alla vita reale, ci conducono in una bolla fittizia, manipolata accuratamente dai Social.

I giovani sono sicuramente la generazione più a rischio: sono nati e stanno crescendo esattamente in questo complicatissimo periodo che li esorta ad avere una immagine vincente od alterata, e per loro rimanere semplicemente se   stessi   può   veramente   essere un’impresa ardua.

Fiore – La copertina del tuo “Fermo Immagine” tratta dal web ed elaborata da te e da tuo marito Gianfranco è il racconto fotografico della necessità impellente di fermarci per riflettere, riappropriarci della realtà e chiudere le finestre alla virtualità e all’essere continuamente connessi…Complimenti davvero per l’intuizione avuta… ulteriore segno che sei la poetessa del reale e dell’empatia!

Petroni –  Ti ringrazio per le belle parole… e sì, in questo libro fatto di poesie, fatto di vite, fermo per un istante il filmato di questo  nostro continuo scorrere, bloccando i movimenti di  ogni singola   persona,  osservandola  mentre  prende di nuovo  colore, ascoltandola mentre mi parla, e poi… scrivo il suo grido.

Fiore – Quale poesia di questa silloge dedicheresti ai tre lettori di ScrepMagazine?

Petroni – Sicuramente “Sàlvati!” perché  dopo   che ci   siamo   fermati   ed   abbiamo capito quale messaggio stiamo lanciando   con   la  nostra  esistenza   (in  altre   parole cosa ne stiamo facendo della nostra vita) è necessario darsi una mossa per ripartire con il piede giusto se vogliamo aggiustare il tiro: il momento è adesso…

https://www.youtube.com/watch?v=ZYxyL3FIMZA

SÀLVATI!

Svegliati!

Muoviti in fretta

un passo dietro l’altro

e comincia a correre se necessario.

Liberati!

Taglia quei fili

abbandona i falsi appigli

e impara a vivere leggero.

Agisci!

Grida se ti va

fa a pezzi il mondo

e creane uno che ti piaccia.

Credici!

Apri la porta

senti la pioggia

e fatti lavare via la noia.

Rinasci!

Cerca il tuo sole

trova il giusto passo

e segui il ritmo del tuo respiro.

Svegliati, liberati, agisci, credici, rinasci…

… e salvati!

Fiore – E ora consentimi un’ultima domanda: chi è realmente Monica Petroni e che progetti ha per il futuro?

Petroni – Quando mi chiedono chi sono non ho dubbi: sono una sognatrice, anzi, una Seria Sognatrice, cioè una di quelle che crede veramente che questo mondo possa essere migliore di quello che vediamo, ma dobbiamo impegnarci nel   dare ancora di più.

Ma come già detto sopra, mi rendo conto che viviamo in una società superficiale e leggera che ci bombarda continuamente con immagini, suoni e parole vuote; tutto questo ci spinge ad una perdita costante di valori e ci allontana dallo scopo stesso del vivere.

Per questo voglio   lanciare dei messaggi importanti nelle mie sillogi. La poesia è un’arte e come ogni forma artistica ha il compito di emozionare. Essendo anche scrittrice e drammaturga, nel mio futuro ci sono diversi progetti:

– riuscire a portare in scena almeno uno dei tre musical di cui sono una delle autrici;

– continuare a scrivere racconti per poi fare una raccolta;

– finire il libro che sto scrivendo;

– e per la poesia, oltre che pensare ad una quarta silloge, unire la drammaturgia alle mie tre sillogi e, inserendo tutte le 19 video-poesie che ho realizzato, portare uno spettacolo in teatro.

Come vedi i progetti sono tanti e la voglia di comunicare ancora di più!

Fiore – Grazie e buon tutto…

Petroni – Grazie a te di  avermi scelto  per questa  intervista,   spero   davvero   che ognuno   di   noi   possa   fare   la   differenza   in   questa   vita, ma, come   dico   in un mio aforisma, dobbiamo avere il rispetto degli altri perché in fondo:

“Ognuno di noi è un’opera d’arte unica con la scritta FRAGILE impressa nell’anima.”

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Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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