Ucraina: due anni di guerra!

24 febbraio giornata nazionale di mobilitazione contro la Guerra

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Cosa resta di questi anni di guerra insana che continua ad imperversare feroce?

Chi ha subito i danni maggiori sono soprattutto i bambini e tante sono le storie giunte fino a noi. Famiglie disperate che vivono con quel poco che basta e da cui ci sentiamo così distanti . Come se quello che accade in quei luoghi non ci riguardi davvero.

Artem, di Kharkiv, in Ucraina, ha solo cinque anni, ma a causa della guerra in corso sa già cosa significa vivere senz’acqua.

“Durante i giorni peggiori, mio marito, mio figlio e io eravamo qui, racconta Kateryna, la madre di Artem. “Per la prima settimana non siamo usciti per niente di casa. Non abbiamo un seminterrato. È stato molto spaventoso”.

Quando sono scoppiati i primi combattimenti nel febbraio 2022, l’acqua usciva a malapena dai rubinetti perché la pressione nella rete era diminuita. E dopo che una granata ha colpito la stazione di pompaggio, l’approvvigionamento idrico è scomparso del tutto. La famiglia di Artem ha raccolto una piccola scorta d’acqua in una vasca da bagno. Tuttavia, non era sufficiente per tutte le attività di routine, come cucinare, pulirsi i denti e lavarsi. I piatti venivano lavati una volta al giorno – si mangiava anche da piatti avvolti in un sacchetto per non sporcarli di nuovo.

Famiglie allo sbando

Quando c’è una Guerra quello che più colpisce sono i cambiamenti quotidiani. E proprio l’acqua gioca un ruolo cruciale nel fornire una parvenza di normalità di vita.

“Le famiglie con bambini hanno bisogno di acqua per mantenere una sensazione di vita normale“, dice Kateryna. “Per dare al bambino un senso di sicurezza”.

Due anni dall’escalation della guerra in Ucraina.

I bambini uccisi in questo brutale conflitto sono stati finora 579. Quelli feriti, 1.284.

Oltre alle ferite fisiche, i bambini hanno dovuto sopportare terribili ferite psicologiche. Hanno vissuto due anni di violenza, isolamento, separazione dalle famiglie, perdita di persone care, sfollamento, l’interruzione dell’istruzione e dell’assistenza medica.

Hanno bisogno che quest’incubo finisca.

Una non vita

Infanzia cancellata di colpo.

Negli ultimi due anni, i bambini nelle città che si trovano in zone in prima linea nei combattimenti in Ucraina sono stati costretti a trascorrere dalle 3.000 alle 5.000 ore – ovvero da 4 a 7 mesi – rifugiati in seminterrati e in stazioni sotterranee della metropolitana mentre risuonavano gli allarmi antiaerei.

Gli attacchi senza sosta – con circa 3.500 allarmi antiaerei nelle regioni di Zaporizhzhia e Kharkiv e di quasi 6.200 nella regione di Donetsk – hanno avuto un impatto devastante sulla salute mentale dei bambini e sulla loro capacità di apprendere efficacemente.

Quali le conseguenze piscologiche?

Secondo i dati di un sondaggio, metà dei giovani fra i 13 e i 15 anni ha difficoltà a dormire e 1 su 5 ha pensieri intrusivi e flashback. Tre quarti dei bambini e giovani fra i 14 e i 34 anni ha recentemente affermato di aver bisogno di supporto emotivo o psicosociale, ma meno di un terzo ha ricercato aiuto.

Il 40% dei bambini non può accedere a un’istruzione continuativa a causa della mancanza di strutture.

Occorrono interventi umanitari  in Ucraina per fornire assistenza e supporto essenziale a bambini e famiglie e assicurare che i bambini abbiano accesso a cure mediche, vaccinazioni, supporto nutrizionale, protezione, istruzione, acqua e servizi igienici sicuri, protezione sociale e supporto per la salute mentale e psicosociale.

Fin dallo scoppio della Guerra sono partite raccolte fondi per la fondazione Return Alive, il principale ente di beneficenza ucraino che fornisce assistenza all’esercito, e Amc France-Ukraine, che opera nel Donbass. Una piccola organizzazione franco-ucraina che offre da anni assistenza sanitaria alle popolazioni residenti nelle zone di confine con la Russia, ma che ora sta operando su tutto il territorio ucraino è la Medical and charity assistance France Ukraine, o associazione Amc France-Ukraine. Dal 2014 hanno contribuito dando sostegno alla costruzione e al rifornimento di ospedali o cliniche, alle scuole e alle zone colpite dal conflitto con unità mobili e inviando 82 camion di aiuti umanitari in 7 anni. Inoltre danno sostegno psicologico ai reduci dal fronte fornendo terapie post trauma.

È possibile offrire una donazione tramite il link del sito web dell’associazione Amc France-Ukraine.

Donate to Ukraine Army – Come Back Alive Foundation (savelife.in.ua)

I bambini dell’Ucraina devono avere la possibilità di riprendersi e il modo migliore per farlo è porre fine a questa guerra.

Fermiamo la Guerra

Fermiamo la follia di tutte le guerre.

Con questo slogan la rete delle associazioni italiani pacifiste  “un grande movimento di pace e di Costituzione” ha indetto “il 24 febbraio giornata nazionale di mobilitazione”, in concomitanza con il secondo anniversario dell’invasione russa in Ucraina.

Per questo in tutta Italia sono in programma tante manifestazioni, promosse, tra gli altri, dall’Anpi per chiedere a gran voce il cessate il fuoco in Ucraina e in Palestina,

“L’ultimo e più drammatico esempio di questa spirale distruttiva – afferma l’appello alla mobilitazione domani – è ancora una volta in Medio Oriente, con l’atroce attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, che ha provocato 1200 vittime e più di 200 persone prese in ostaggio, con stupri di guerra sulle donne israeliane.

E’ seguito l’assedio della Striscia di Gaza da parte del governo israeliano con bombardamenti a tappeto, uccidendo più di 24000 palestinesi, inclusi bambini, donne e anziani, la distruzione di ospedali, scuole, presidi delle Nazioni Unite, il taglio dei rifornimenti di carburante, cibo, acqua, assistenza sanitaria. Una escalation di crimini di guerra che debbono essere fermati immediatamente per affrontare politicamente e culturalmente le cause che li hanno determinati, applicando il diritto internazionale, il diritto di autodeterminazione di entrambi i popoli, come riconosciuto dalle risoluzioni delle Nazioni Unite.

La guerra non è mai una soluzione.

 Mobilitarsi per la pace, per il disarmo, per la nonviolenza, significa affrontare le sfide globali che abbiamo di fronte pena la distruzione dei diritti, della convivenza, delle democrazie e del pianeta.
NO a tutte le guerre e  NO al riarmo, per costruire un mondo di pace, di sicurezza e di benessere.

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Sono Sandra Orlando, mamma di Anna e Andrea, laureata in Lingue e insegnante. Faccio parte dell'Associazione Accademia e collaboro come Editor a SCREPmagazine. Dal 2020 Sono redattrice ed Editor nella redazione della rivista di Cinema Taxidrivers per cui ho ricoperto il ruolo di Programmatrice e Head of editorial Contents . Amo la letteratura, il cinema, la musica ed in genere tutto ciò che di artistico “sa dirmi qualcosa”. Mi incuriosisce l'estro dell'inconsueto e il sorriso genuino dell'umiltà intelligente.  Scrivere fa parte di me. 

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